Significato e stipendio di part time verticale e orizzontale

Esistono diverse tipologie di part time: verticale, orizzontale, misto e ciclico. In questa guida vedremo come funzionano, stipendio, orario di lavoro e come si calcolano i contributi per la pensione dei lavoratori con contratto parziale.

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Il significato di part time verticale e orizzontale è un dubbio molto frequente tra i lavoratori, soprattutto perché questi due contratti hanno molti aspetti in comune ed è facile confonderli.

In entrambe le tipologie contrattuali sono previste le stesse tutele dal punto di visto del diritto alle ferie, alla malattia e ai permessi retribuiti.

Per quanto riguarda lo stipendio, invece, sia nel part time verticale che orizzontale, è proporzionto alle ore lavorate ed eventualmente agli straordinari accumulati nel mese di competenza. Anche i criteri di calcolo della pensione sono simili.

Ciò che cambia tra part time verticale e orizzontale è la distribuzione dell'orario di lavoro nell’arco della giornata. Ai sensi del decreto legislativo 81/2015, Capo II, articolo 5:

“Nel contratto di lavoro a tempo parziale è contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno.”

Ad oggi sono moltissime le persone che preferiscono un contratto a tempo parziale per meglio conciliare gli impegni lavorativi con la vita privata (si pensi alle mamme lavoratrici) o lo studio.

Proprio per questo abbiamo scritto una guida completa che spiega significato e stipendio del lavoro part time verticale, orizzontale, misto e ciclico. Ecco ciò che devi sapere!

Il significato di part time verticale

Per spiegare cos'è e come funziona un part time verticale dobbiamo partire dal suo significato. Si tratta di un contratto parziale, determinato o indeterminato, in cui si lavora a tempo pieno ma limititamente ad alcuni giorni della settimana. 

Vuol dire, in altre parole, alternare giorni al lavoro e giorni a casa in cui il dipendente si può riposare o dedicarsi ad altre attività. 

Spetta al contratto stabilire, in forma scritta, quali sono i giorni in cui il dipendente deve recarsi al lavoro e quali no.

Sempre nel contratto è indicato il monte ore complessivo, che può essere distribuito su base giornaliera, settimanale e, più raramente, mensile e annuale. 

Questo contratto si usa principalmente in ambito scolastico (quindi tra i dipendenti della Pubblica Amministrazione) oppure nelle grandi catene di supermercati e ipermercati (la maggior parte dei commessi e degli addetti al banco hanno contratti part time). 

Cos'è e come funziona il contratto part time in questo video di AppLavoro.

Quante sono le ore minime di lavoro nel part time

Il part time non è semplicemente la riduzione matematica delle normali ore lavorative. Quindi per calcolare le ore minine non basta dividere per due il monte ore previsto dal CCNL per i dipendenti full time. 

La legge impone dei limiti orari oltre i quali non si può scendere.

Sia per il part time verticale che orizzonatale le ore di lavoro minime sono 16 alla settimana, resta poi agli accordi individuali stabilire come distribuirle. 

Quindi non si può scendere sotto le 16 ore ma si può, invece, salire. Infatti nella maggior parte dei casi i part time prevedono 18, 24 o 30 ore a settimana. 

Di solito l'impegno di un lavoratore part time è di 3 o 4 ore al giorno

Stipendio nel contratto part time verticale

Visto che le ore lavorative settimanali e mensili sono inferiori rispetto al full time, anche lo stipendio del part time verticale sarà ridotto in maniera proporzionale alle ore effettive di lavoro svolto. 

Allo stesso modo anche le ferie, i permessi, i giorni di astensione per malattia, la maternità e il congedo parentale sono proporzionati al numero di ore.

Sempre il D.Lsg. 81/2015 (Capo II, articolo 7) dice che:

“Il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno di pari inquadramento.”

I dipendenti con part time hanno dirtto alle normali garanzie previste per tutti i lavoratori, anche all'assegno per il nucleo familiare. Il suo importo però viene ridotto - in maniera proporzionale - se il contratto a termine è inferiore alle 24 ore settimanali.

Part time verticale e orizzontale: la differenza

Eccoci alla domanda più diffusa e cioè "Cosa cambia e differenza tra part time verticale e orizzontale".

Molte grandi aziende (ad esempio le catene di abbigliamento o i fast-food) per ragioni fiscali preferiscono assumere i propri dipendenti con questa tipologia contrattuale anziché con contratti full time.

Nel part time orizzontale il monte ore giornaliero è ridotto di circa la metà rispetto a quanto indicato nel CCNL della categoria di appartenenza.

Quindi se le ore massime sono 35 per ciascuna settimana quelle del dipendente con part time orizzontale saranno 17 o 18.

In altre parole, chi ha un contratto part time orizzontale lavora nei giorni canonici dal lunedì al venerdì ma metà giornata rispetto ai colleghi assunti full time. 

La durata e la tipologia di mansioni del part time deve essere indicata per iscritto nel contratto firmato al momento dell'assunzione.

Al suo interno il datore deve stabilire in maniera chiara la distribuzione dell’orario di lavoro su scala giornaliera, settimanale, mensile e nel corso dell'anno.

Cosa cambia davvero tra part time orizzontale e verticale

Per comprendere meglio la differenza tra i due tipi di part time più diffusi, ecco una sintesi:

  • chi lavora con part time verticale alterna giornate di lavoro a tempo pieno a giornate di riposo;
  • chi lavora con part time orizzontale lavora mezza giornata, cioè metà del normale orario di lavoro stabiltio nella contrattazione collettiva. Tuttavia si reca al lavoro 5 giorni su 7, secondo i turni imposti dal datore.

La differenza tra part time verticale e orizzontale non incide dal punto di vista dello stipendio e dei diritti dei lavoratori.

In entrambi i casi infatti stipendio, ferie e altre agevolazioni sono proporzionate alle ore di lavoro concordate nel contratto.

Qualche esempio di part time verticale e orizzontale

Per comprendere meglio come funzionano e quanto si guadagna nei contratti a tempo parziale è utile riportare qualche esempio.

Sono contratti part time verticali quelli previsti in molti supermercati in cui cassieri o addetti al banco lavorano 8 ore al giorno (quindi full time) soltanto per due giorni a settimana.

Un esempio di part time orizzontale, invece, è quello diffuso nelle catene di fast food in cui i dipendenti sono assunti con impegno di 4 o 5 ore al giorno. Per questo motivo spesso le assunzione sono rivolte a giovani universitari che utilizzano parte del giorno per lavorare e la restante per studiare.

Facciamo anche qualche esempio di stipendio con contratto part time verticale e orizzontale.

Un dipendente con part time a 24 ore settimanali guadagna ordinatamente tra i 700 e i 900 euro al mese, cifra netta; mentre con un part time a 20 ore settimanali si arriva a percepire più o meno 650 euro netti al mese.

Le cifre indicate sono soltanto indicative poiché l'importo dello stipendio lordo e netto dipende dal tipo di CCNL applicato e dall'inquadramento all'interno dell’azienda.

Part time misto: cos'è, significato e stipendio

C'è poi un'altra categoria di part time, sicuramente meno conosciuta, si tratta del part time misto. Questo è un contratto parziale più flessibile rispetto agli altri che permette di alternare tipologia contrattuale.

Chi ha un part time misto può lavorare alcune giornate a tempo pieno, altre mezza giornata (come nel part time orizzontale) ed altre ancora stare a casa o dedicarsi ad un secondo lavoro.

Insomma la distribuzione delle ore lavorative giornaliere, settimanali e mensili è un misto tra le due tipologie classiche di part time verticale o orizzontale.

Lo stipendio nel part time misto non è differente rispetto a quanto previsto per gli altri part time: sarà sempre proporzionato alle ore di lavoro maturate nel mese.

Quindi se un dipendente con full time guadagna 1200 euro netti al mese, uno con part time misto avrà più o meno uno stipendio di 600 euro netti, cioè la metà.

Per calcolare correttamente lo stipendio di un part time misto bisogna comunque prendere in considerazione il CCNL applicato, l'esperienza del dipendente e l'inquadramento.

Part time ciclico: cos’è e come funziona

Simile ma non uguale al part time misto c’è il part time ciclico.

Questa tipologia indica un contratto a tempo parziale in cui un determinato dipendente svolge le sue mansioni per l’azienda limitatamente ad un certo periodo dell'anno o per alcune settimana al mese.

Nel restante tempo è a riposo a casa o può svolgere un secondo lavoro in smart working.

Questo tipo di contratto parziale è diffuso principalmente nella Pubblica Amministrazione in particolare a scuola per docenti e personale ATA.

Pensione con part time: quanti anni servono

Chi fa part time dopo quanto tempo va in pensione? Quanti anni di contributi bisogna accumulare? Sono tanti i dubbi sul calcolo della pensione dei dipendenti con part time verticale, orizzontale o misto.

A tal proposito il D.Lgs. 81/2015, Capo II, articolo 11 stabilisce che:

“La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero e dividendo l'importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.”

Ai fini del pensionamento bisogna fare una distinzione:

  • ai dipendenti pubblici in part time gli anni di lavoro vengono sempre conteggiati per intero, a prescindere dalle ore effettivamente lavorate;
  • ai dipendenti del settore privato i periodi svolti con part time sono conteggiati per intero soltanto se per essi hanno ricevuto una retribuzione settimanale di almeno 206, 23 euro (cioè l’importo minimo previsto dall’INPS).

Fino al 2021 vi era una netta distinzione tra part time verticale e orizzontale ai fini della pensione che danneggiava i dipendenti con contratto di tipo verticale o ciclico.

Le cose sono cambiate dopo la pubblicazione da parte dell’INPS della circolare n. 74/2021.

Qui è stabilito che sia nel part time verticale che ciclico i contributi previdenziali sono conteggiati per intero.