Il Governo guidato da Mario Draghi è pronto a mettere mano allo smart working, introducendo importanti novità. E non solo per i beneficiari della Legge 104. È stata, infatti, presentata la nuova bozza dell'accordo, che andrà a definire l'orario di lavoro, l'adesione volontaria e le regole che dovranno essere applicate.

Andrea Orlando, Ministro del Lavoro, spera che il nuovo protocollo sullo smart working nel settore privato possa essere firmato a breve. La nuova bozza è stata presentata alle parti sociali e, sostanzialmente, prevede una riforma dalla Legge 81/2017 sul lavoro agile. Dobbiamo sottolineare che questa volta la riforma coinvolge tutti i lavoratori occupati nel settore privato, non solo quelli che usufruiscono della Legge 104. La bozza, inoltre, prevede che i diretti interessati potranno aderire allo smart working su base volontaria: dovrà essere sottoscritto un accordo individuale, che non era richiesto mentre era in corso lo stato di emergenza. In questo accordo dovrà essere indicata la durata, l'alternanza tra i periodi a distanza ed in presenza, i tempi di disconnessione e gli strumenti di lavoro. Dovrà essere garantita parità di diritti e di trattamento per lo smart working.

Smart working, le nuove regole!

Il nuovo protocollo d'intesa sullo smart working, sostanzialmente, cerca di fissare un nuovo quadro di riferimento che sia condiviso tra le varie parti sociali. Ma soprattutto arriva una

definizione dello svolgimento del lavoro in modalità agile esprimendo pertanto linee di indirizzo anche per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale nel rispetto della disciplina legale.

Nel momento in cui datore di lavoro e dipendente sottoscrivano un nuovo accordo sullo smart working, sarà necessario indicare quale sia la durata dello stesso - che potrà, quindi, essere a tempo indeterminato o a temine -. Ma soprattutto dovranno essere indicati i periodi che il dipendente dovrà recarsi all'interno dell'azienda per svolgere il proprio lavoro ed i tempi nei quali potrà lavorare in smart working. Sarà necessario indicare i luoghi che dovranno essere esclusi per lo svolgimento della prestazione lavorativa e dovranno essere indicati gli strumenti di lavoro ed i tempi di lavoro. Dovrà essere dedicata particolare attenzione alle misure tecniche ed organizzative, che sono necessarie per assicurare la disconnessione e le eventuali modalità attraverso la quale si controlleranno le prestazioni.

Nel caso in cui il lavoratore dovesse rifiutarsi di svolgere la propria attività in smart working, non il datore di lavoro non potrà licenziarlo per giusta causa o giustificato motivo. Non avrà nemmeno rilevanza sul piano disciplinare. Il lavoro agile differisce comunque dal telelavoro, che potrà essere svolto applicando la normativa contrattuale ancora vigente, laddove sia previsto.

Smart working, addio all'orario di lavoro!

Nel momento in cui il lavoratore sottoscrive un accordo per lavorare in smart working, non ci sarà un orario preciso di lavoro. Fermo restando, ovviamente, quanto previsto dalla legge e dai contratti collettivi. In altre parole la prestazione lavorativa sarà svolta in piena autonomia. Per svolgere il lavoro agile potranno essere individuate alcune fasce orarie. In ogni caso sarà necessario individuare un orario nel quale il lavoratore non erogherà la propria prestazione lavorativa. Per questo motivo sarà necessario adottare alcune specifiche misure tecniche ed organizzative per garantire il giusto riposo.

I lavoratori in smart working potranno richiedere i permessi orari, così come sono previsti dai contratti collettivi e come previsto dalla Legge 104. Non è possibile, però, fare gli straordinari, sempre che questo non sia previsto dai vari contratti collettivi. Nel caso in cui il lavoratore sia in malattia, permesso retribuito od in ferie (quindi stiamo parlando di assenze legittime), potrà disattivare i dispositivi di connessione. Nel caso in cui riceva delle comunicazioni dall'azienda, non è comunque obbligato a prenderle in considerazione.

La strumentazione tecnologica necessaria per lavorare dovrà essere fornita direttamente dal datore di lavoro. Le spese di manutenzione e sostituzione dovranno essere prese in carico dallo stesso datore di lavoro. Lo smart working dovrà essere effettuato in ambienti idonei, ai sensi della normativa vigente. Devono quindi essere rispettate tutte le leggi in tema di salute e sicurezza relativamente ai dati trattati. 

Lo stipendio sarà sempre uguale!

Il lavoratore che abbia deciso di fornire la propria prestazione in smart working avrà lo stesso stipendio di chi si rechi in azienda ed abbia le stesse mansioni. Il lavoro agile non dovrà incidere sugli elementi contrattuali, come non dovrà incidere sulle mansioni, sull'inquadramento professionale e sulla retribuzione del lavoratore. Si avrà, quindi, diritto allo stesso trattamento economico, ma anche agli stessi premi di risultato, che sono riconosciuti dalla contrattazione collettiva di secondo livello. Il lavoratore in smart working dovrà avere le stesse opportunità rispetto ai percorsi di carriera, alle iniziative di formazione e ad ogni altra opportunità di specializzazione e progressione della propria professione. Avrà diritto anche alle stesse forme di welfare aziendale ed ai benefit previsti dalla contrattazione collettiva.

Il lavoratore in smart working avrà anche diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, che derivino dai rischi connessi al lavoro che sta svolgendo all'esterno dei locali aziendali. Ogni singolo lavoratore agile ha infatti diritto, rispetto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dei locali aziendali, allo stesso trattamento economico e normativo complessivamente applicato, anche con riferimento ai premi di risultato.