Sottotetto non abitabile: chi può effettuare i controlli e quali sono i parametri

Un sottotetto non abitabile è così definito in base ad una serie di parametri, come l'altezza e altre caratteristiche. Ecco chi può effettuare i controlli.

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Quando si parla di sottotetto non abitabile, si fa riferimento ad una parte di un immobile che non può essere destinata all'utilizzo da parte di possibili inquilini. Tuttavia per definire quando un sottotetto è abitabile oppure no, vanno tenuti presenti alcuni requisiti.

Conoscere questi requisiti e parametri è particolarmente importante soprattutto se si sta acquistando una casa, per evitare di incorrere in spiacevoli situazioni in cui un sottotetto non abitabile viene invece definito come abitabile dal proprietario che sta vendendo l'abitazione.

Ma chi può effettuare i dovuti controlli e stabilire se effettivamente un sottotetto sia abitabile oppure no? Vediamolo in questo articolo, e andiamo ad analizzare quali sono i parametri che rendono questa pertinenza abitabile oppure no.

Sottotetto non abitabile: chi può fare i controlli

Partiamo dal presupposto che un sottotetto per essere definito come abitabile deve rispettare alcune importanti condizioni. In particolare, una delle caratteristiche principali che deve avere per essere abitabile è un'altezza non inferiore a 2,7 metri, prendendo la misura dal corridoio al soffitto.

Questo vuol dire che se state acquistando casa, e vi viene proposto un sottotetto con una altezza inferiore, abitabile, questo è contestabile, poiché non rispetta la regola principale per essere definito come abitabile.

A poter effettuare i dovuti controlli, e a verificare che l'altezza sia rispettata ai fini dell'abitabilità, sono principalmente i notai, secondo una recente ordinanza. Infatti, con l'ordinanza 33439/22 la terza sezione civile della Cassazione stabilisce che il notaio deve verificare che siano rispettati i requisiti di abitabilità.

Il caso qui riportato è del 2010, quando un soggetto che ha comprato casa, si è reso conto solo successivamente che il sottotetto non fosse abitabile. Secondo questa sentenza, il notaio avrebbe dovuto verificare che tutto fosse conforme rispetto alle norme urbanistiche.

Tuttavia, nel caso in cui il proprietario di casa si accorga che il sottotetto non è abitabile, è possibile procedere preventivamente con una ristrutturazione, talvolta accedendo anche a specifici bonus e agevolazioni, con l'obiettivo di rendere questa zona abitabile, come vedremo tra poco.

Sottotetto non abitabile: il requisito dell'altezza

Abbiamo visto che il principale requisito da rispettare riguarda l'altezza del locale: andiamo però a fare qualche precisazione. L'altezza del sottotetto deve essere almeno di 2,7 metri, per quanto riguarda il locale principale.

Comunque è possibile individuare altri parametri inferiori, per ciò che riguarda per esempio i locali di servizio. Questi ultimi, che possono essere bagni o ripostigli, devono raggiungere almeno 2,4 metri.

Tuttavia non sempre sono valide queste regole di altezza, perché in alcuni Comuni italiani è necessario rispettare parametri maggiori. Un esempio sono i comuni montani, per cui l'altezza minima è stabilita intorno a 2,55 metri.

Anche questo parametro comunque non è assoluto: per essere certi di quali sono le regole presenti nella propria zona, è necessario verificare le normative applicate nel singolo Comune, provincia o regione in cui è situata l'abitazione.

Va anche tenuto presente che l'altezza non è l'unico parametro da tenere in considerazione quando si compra una casa con un sottotetto: per essere abitabile deve anche disporre di una corretta illuminazione, e devono essere presenti opportune finestre.

Controllare che questi requisiti vengano rispettati è indispensabile quando si decide di acquistare una abitazione, se è provvista di sottotetto.

Sottotetto non abitabile: come modificarlo

Ma cosa accade, se siamo proprietari di una casa e vogliamo poter venderla nonostante il sottotetto non abitabile, e renderlo invece abitabile? Per farlo, occorre sistemare questa parte della casa affinché siano rispettati i requisiti visti sopra, ovvero portare l'altezza alla soglia minima e aggiungere finestre dove mancano.

Per farlo, bisogna procedere con una ristrutturazione apposita, chiedendo i dovuti permessi al Comune. Anche in questo caso va tenuto presente che ogni zona in Italia ha le proprie regole, per cui chi decide di ristrutturare deve considerare quali sono quelle specifiche.

Un sottotetto non abitabile potrebbe infatti causare diversi problemi nel momento in cui si decide di vendere l'abitazione, perché non sarebbe utilizzabile a fini abitativi. Prima di rivolgersi quindi ad una ditta per la ristrutturazione, è consigliato informarsi su quali siano effettivamente le regole presenti nel Comune specifico.

Una volta ristrutturato l'immobile, secondo i criteri previsti, è possibile proporlo in vendita indicando come abitabile il sottotetto, purché si siano ricevute tutte le autorizzazioni alla modifica dal Comune specifico, come la SCIA o il permesso per costruire.