Spettegolare è reato? Quando lo diventa e conseguenze

Alzi la mano chi non ha, almeno una ceduto, ceduto alla voglia di spettegolare, ad esempio al lavoro o in condominio. In pochi sanno però che alcune volte si può incorrere in conseguenze gravi, fino al penale.

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Il pettegolezzo, pur essendo quasi sempre innocuo e, dunque, privo di conseguenze sotto l'aspetto penale, talvolta può portare alla configurazione di un reato vero e proprio. La conseguenza è la somministrazione di sanzioni di tipo penale, anche molto spiacevoli.

In questa guida, ci occuperemo proprio delle ipotesi in cui spettegolare diventa reato, in particolare quando scatta la diffamazione.

Spettegolare è reato? Cosa ne pensa la Cassazione

Spettegolare significa comunicare ad una o a più persone un determinato fatto privato riguardante un altro soggetto. Questa azione non si può definire né un reato nè un illecito, secondo quanto viene disposto dalla Corte di Cassazione, dal momento nel nostro ordinamento non è previsto diversamente. Tuttavia, in casi particolari che vedremo, il giudice potrebbe valutare diversamente, dando al fatto una connotazione ben più grave.

Il semplice desiderio di avere un po' di riservatezza da parte della persona verso la quale è rivolto il pettegolezzo non fa scattare conseguenze penali e nemmeno una richiesta di risarcimento del danno subito.

Questo avviene dal momento che, quando si decide di svelare un segreto ad un'altra persona, non ci si potrà poi lamentare che quest'ultima non abbia provveduto a mantenerlo.

Ma non sono mancati espisodi contrari. Ad esempio la Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 44940 del 2 dicembre 2011, ha respinto il ricorso presentato dai soggetti che hanno compiuto il pettegolezzo e a condannarli con l'accusa di aver commesso il reato di violazione della privacy. Per questo sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ed al pagamento di una sanzione amministrativa, stabilendo, in maniera esplicita, che:

"E' reato se un dipendente, interessato a una collega di lavoro riceve un sms in cui si afferma che la collega ha una relazione con uomo sposato, pubblicizza le relazioni sentimentali di una dipendente, in quanto si tratta di dati sensibili."

Un'altra sentenza della Corte di Cassazione, ovvero la numero 8348 del 5 aprile 2013, ha confermato la condanna per diffamazione nei confronti di un imputato che aveva spettegolato sulla relazione adulterina del vicino di casa, specificando le seguenti parole:

"La riservatezza come dignità può cedere dinanzi al pubblico interesse della notizia, ma non può, in linea di principio, ammettersi che ciò avvenga oltre al soglia imposta dalla destinazione della notizia a soddisfare un bisogno sociale."

Quando rimane un innocuo pettegolezzo

Anche se la Cassazione si è spesso pronunciata punendo i soggetti che hanno compiuto un pettegolezzo, in realtà, questa condotta non sempre costituisce l'ipotesi di un reato. Resta, invece, un innocente leggerezza e non essere punito né con le sanzioni civili e nemmeno con quelle di tipo penale.

Perciò, anche se un innocuo pettegolezzo non sarà di certo un'azione illustre, la quale denota i valori e l'etica di un determinato soggetto, la legge e la giurisprudenza non prevedono, comunque, che vengano inflitte delle sanzioni nei confronti di quest'ultimo, dal momento che l'azione compiuta non rappresenta un illecito giuridico.

Per far sì che, invece, si configuri l'ipotesi di reato, la Corte di Cassazione ritiene che l'atto di spettegolare debba necessariamente contenere i seguenti alcuni requisiti imprescindibili:

  • una maldicenza, ovvero uno spettegolamento che contenga un fatto non veritiero oppure un'esagerazione di un fatto che risulta essere realmente accaduto;
  • un pregiudizio dell'onore della persona offesa dal pettegolezzo;
  • un pregiudizio della reputazione di quest'ultima;
  • un danneggiamento dell'immagine della vittima.

Inoltre, un'ulteriore ipotesi all'interno della quale non si configura l'ipotesi di un illecito penale, è quando una determinata persona confessa un proprio segreto ad un'altra, confidando che quest'ultima non andrà a riferirlo e a comunicarlo ad altri soggetti, ma che, invece, se lo terrà per sé. In questa circostanza, infatti, né la legge e né la giurisprudenza prevedono che scatti per il soggetto che ha comunicato il pettegolezzo ad altri l'ipotesi di un reato.

Quando diventa un reato

Ecco in quali circostanze spettegolare diventa un reato:

  • quando avviene un'offesa del decoro morale o professionale della vittima;
  • quando viene lesa la dignità di quest'ultima;
  • attraverso un'offesa ed un pregiudizio alla reputazione e all'onore;
  • quando il fatto in questione viene comunicato ad almeno due persone, non necessariamente nello stesso momento e nello stesso luogo;
  • anche se il fatto comunicato a più soggetti risulta essere non veritiero.

Inoltre, la giurisprudenza dispone che possa essere inflitta come sanzione quella relativa al licenziamento dei soggetti che hanno compiuto l'azione relativa allo spettegolamento, qualora quest'ultima venga effettuata all'interno del luogo di lavoro.

Le due differenti tipologie di reato che si possono configurare nel momento in cui si spettegola sono le seguenti, ovvero:

  • il reato di diffamazione, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 595 del Codice Penale;
  • il reato di violazione della privacy, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 167 del Codice della Privacy, il quale è stato introdotto all'interno del nostro ordinamento giuridico nazionale attraverso l'emanazione del Decreto Legislativo n. 196 del 30 giugno 2003.

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Quando si configura il reato di diffamazione

Qualora un determinato soggetto provveda a comunicare ad altre persone un determinato fatto che riguarda un terzo soggetto, allora quest'ultimo potrà procedere con la presentazione di una querela presso gli organi competenti, dal momento che il soggetto che ha compiuto la suddetta azione ha commesso un fatto illecito.

Questo illecito giuridico sarà riconducibile e porterà alla commissione del reato di diffamazione, qualora la notizia che è stata comunica ad altri risulta essere non veritiera. Ma, ecco, nello specifico, quali sono i requisiti attraverso i quali può configurarsi l'ipotesi del compimento di questo illecito penale. In particolare, quando:

  • i fatti che vengono comunicati ad un altro soggetto hanno una connotazione offensiva nei confronti della vittima;
  • i fatti vengono comunicati ad almeno altre due persone, anche se in momenti differenti oppure in luoghi differenti tra di loro;
  • i fatti comunicati offendo la reputazione e l'onore della vittima, in quanto tali azioni comportano un reato di mera condotta e a forma libera.

Il reato di diffamazione, secondo quanto viene disposto dall'ordinamento giuridico nazionale, prevede le seguenti sanzioni penali, le quali vengono disciplinato all'interno dell'art. 595 del Codice Penale. In particolare, il suddetto articolo prevede all'interno del suo primo comma, in maniera esplicita, che:

"Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro."

Queste sanzioni che vengono inflitte dalla normativa nazione e decise, di volta in volta, dal giudice competente, sono diverse, così come viene esplicitato all'interno del secondo, del terzo e del quarto comma dell'articolo del Codice Penale in questione, ovvero qualora l'offesa:

  • consiste nell'attribuzione di un fatto determinato;
  • viene recata a mezzo di stampa;
  • viene recata attraverso l'utilizzo di un altro mezzo di pubblicità;
  • viene recata attraverso la predisposizione di un atto pubblico;
  • viene recata ad un Corpo amministrativo, da un Corpo giudiziario oppure da un Corpo politico.

Se desideri approfondire questo argomento, ovvero quello relativo al reato di diffamazione, andando a conoscere qual è il suo significato, andando a vedere alcuni esempi di quando si configura e prendendo conoscenza di come si può effettuare una querela, allora ti consiglio di prendere visione e di leggere questo articolo in merito: Diffamazione: che significa, esempio e come fare la querela.

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Quando si configura il reato di violazione della privacy

Quando un determinato soggetto, invece, provvede a comunicare ad altre persone un determinato fatto che riguarda un terzo soggetto, e la notizia in questione contiene dei dati sensibili, i quali sono coperti dal diritto alla riservatezza di questo'ultimo, allora colui che ha compiuto tale azione sarà punibile per aver commesso il reato di violazione della privacy.

  • la cartella clinica o lo stato di salute;
  • il numero di telefono;
  • l'orientamento sessuale;
  • il saldaconto;
  • i debiti.

Tra questi dati sensibili, invece, non rientrano ad esempio la data di nascita ed il luogo di residenza.

Anche se la notizia comunicata ad altri contenga uno tra i seguenti elementi o, comunque dei dati riservati, ma i fatti non contengono e non permettono di risalire alla persona verso la quale sono rivolti, allora non si configurerà l'ipotesi di reato ed il soggetto che ha compiuto l'azione non potrà essere punito.

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