Stiamo sentendo parlare con estrema urgenza del Super green pass, ma in cosa consiste davvero?

Il Super green pass è una misura ideata dal Governo per poter evitare che arrivi una quarta ed odiatissima ondata di covid che porterebbe ad una chiusura Natalizia.

Quindi il Super green pass conta di salvare l’Italia dalla possibilità di passare un altro Natale ognuno chiuso nella propria abitazione, senza poter vedere i propri cari.

Ma perché “super”? 

In cosa consiste?

Il Super Green Pass dovrebbe servire da rafforzativo al normale Green Pass che può essere elargito tramite tampone negativo.

Come possiamo leggere anche su ilmessaggero.it, lastampa.it e su tg24.sky.it, questo super green pass richiederà obbligatoriamente la vaccinazione per il covid-19.

Sono previste, oppure, delle alternative che limiterebbero la validità del test antigenico, ma vediamolo insieme. 

Super green pass: che cos’è?

Il Super green pass si rifà ad un modello attuato già in Austria e in Germania e pensato per contrastare la propagazione del virus Sars-Cov-2 conosciuto come Covid.

Nei due paesi precedentemente citati è stato attuato il modello 2G, molto più rigido rispetto al modello 3G.

Quindi sarà possibile avvalersi di molteplici attività solo a chi si è vaccinato “Geimpft” o è già guarito dal covid “genesen”.

Il modello 3G invece prevede anche la terza g di “getestet” ovvero testati.

Quest’ultimo modello per l’Austria e la Germania rimarrà valido solo per poter accedere ai servizi essenziali come il lavoro.

Questo in Austria e in Germania è stato definito il “lockdown dei no vax”, mettendo la regola delle sole 2G alla maggioranza delle attività del territorio. 

Malgrado ciò, visto la bassa percentuale di vaccinati in Austria e in Germania, il modello 2G non ha potuto evitare un assoluto lockdown generale.

Difatti, da lunedì 22 novembre 2021 l’Austria sarà ufficialmente in lockdown totale, mentre la Germania nelle regioni Baviera e Sassonia ha deciso di attuare misure restrittive rigide e stringenti.

Super green pass: cosa cambia?

Ma cosa cambia effettivamente dal green pass attuale al super green pass che vorrebbe essere attuato?

Si stanno varando varie possibilità per il super green pass, una di queste prevede la diminuzione del periodo di validità del green pass da dodici mesi a nove, se non addirittura sei mesi.

Questo già per il canonico green pass, oltre a ciò si pensa anche di creare un super green pass che sia valido solo per chi è stato vaccinato per il covid-19 o ne è guarito.

Quindi, questa nuova tipologia di green pass detta super green pass permetterebbe solo a chi ha effettuato il vaccino o è guarito dal covid-19 di accedere ad attività come ristoranti, teatri, cinema, musei, stadi, stazioni sciistiche sebbene esse si trovino in zona gialla.

Questo porterebbe ad uno snodo per quanto riguarda il Green Pass nella forma che conosciamo.

Non sarà più sufficiente il green pass per tampone per eventi legati al “superfluo” come l’accesso alla ristorazione o ai musei o ai cinema, mentre resterebbe valido per l’accesso a lavoro.

Per poter accedere a queste attività bisognerà, dunque, essersi vaccinati oppure guariti dal Covid-19.

Il Governo sta inoltre cercando di velocizzare la campagna vaccinale con il richiamo – conosciuto come terza dose – per gli over 60, mentre per gli over 40 è prevista già per il 22 novembre a patto che siano già scaduti i sei mesi dalla seconda dose.

Super green pass approvato o abolito?

Attualmente non si sa ancora se il super green pass verrà approvato o meno. Difatti, la cabina di regia si riunirà durante la prossima settimana, così da poter discutere di tutti i cambiamenti inerenti il Green Pass o certificazione verde.

Il super green pass, in ogni caso, attualmente verrà validato solo per attività ludiche e non inerenti il lavoro e solo in una seconda battuta si penserà di coinvolgerlo nel mondo del lavoro, probabilmente – come in passato – per tutti coloro che operano nel servizio sanitario.

Quindi ad inizio della settimana del 22 novembre 2021, il Governo incontrerà i presidenti della Regione per poter discutere in merito, entro metà settimana si riunirà il Consiglio dei Ministri, ovvero per il 25 novembre 2021.

Entro giovedì 25 novembre 2021 verrà quindi deciso se il green pass già esistente dovrà diminuire la sua validità da dodici mesi a nove se non addirittura a sei o sette mesi.

Super green pass: come averlo?

Quindi cosa si dovrà fare per poter ottenere questa nuova tipologia di green pass conosciuta come Super Green Pass?

Per chi, finora, si è sempre avvalso del green pass ottenuto tramite i tamponi antigenici rapidi – effettuati tendenzialmente in farmacia – c’è una brutta notizia, poiché non potrà più accedere a ristoranti, musei, cinema e stazioni sciistiche, bar, piscine, palestre e discoteche.

Renato Brunetta – che è stato intervistato dal Corriere della Sera, come potete leggere qui – ha confermato le grosse possibilità di avvalersi del metodo 2G attuato dall’Austria e creare un “lockdown dei no vax”, impedendo loro di accedere ad attività non inerenti il lavoro o l’effettuare la spesa.

Quindi, se si vorrà poter ottenere il Super Green Pass si dovrà effettuare il vaccino in entrambe le dosi o si dovrà essere guariti dal Covid-19 da non più di sei mesi.

Un’altra possibilità è quella che il tampone antigenico venga considerato non valido a favore di quello molecolare.

Una delle paure maggiori per quanto riguarda questo super green pass è quello che delegando la scelta alle varie regioni, queste ultime possano creare rallentamenti burocratici o difficoltà di genere.

Super green pass: incostituzionale?

Ma questo nuovo super green pass è effettivamente incostituzionale come viene definito da molti?

Una delle frasi più comuni inerenti il green pass o il super green pass vede questi ultimi come atti di incostituzionalità effettuati dal Governo contro il cittadino italiano.

Ma questo è effettivamente vero?

Lo Stato ha effettuato delle manovre incostituzionali creando il Green Pass e ipotizzando questo nuovo Super Green Pass?

Proviamo ad analizzarlo insieme.

Perché il Green Pass o il Super Green Pass vengano considerati incostituzionali dovrebbero violare – come dice il termine stesso – le norme della Costituzione italiana.

L’articolo più citato della Costituzione italiana, da chi pensa che il Green Pass la violi, è l’articolo 16 della Costituzione.

Quest’ultimo riconosce la libertà di movimento ad ogni cittadino, a meno che una legge la limiti – sia per tutti i cittadini che per categorie specifiche ed omogenee – per motivi di salute.

Ciò rende chiaro che è la Costituzione italiana stessa ad ammettere delle limitazioni all’individuo.

La Costituzione specifica, inoltre, che queste limitazioni devono essere scelte ed attuate dalla legge.

Come sappiamo bene, però, il Decreto Legge 105/2021 che ha istituito il Green Pass ha una “forza di legge”, quindi ha validità come fosse una legge del Parlamento, ed è efficace e vincolante nell’immediato.

Ciò significa, in parole povere, che il Decreto Legge 105 rispetta l’articolo 16 della Costituzione italiana e non la viola in nessun modo.

Il Green Pass – nella sua forma canonica – non è in nessun caso e modo incostituzionale, considerando che non limita la libertà di spostamento ma pone solo delle condizioni perché lo spostamento possa avvenire.

Ricordiamo, inoltre, che il Green Pass non obbliga in nessun modo alla vaccinazione, visto che può essere ottenuto grazie ad un tampone antigenico rapido da effettuare in farmacia o essendo guariti da non più sei mesi dal covid stesso.

Quindi il Green Pass non solo non viola la Costituzione italiana ma non è contrario nemmeno al regolamento dell’Unione Europea numero 953/21, poiché non limita la circolazione fra gli Stati europei – come prevede il regolamento UE – ma solo le limitazione all’interno dello Stato stesso, che il regolamento UE non cita.

Molti potrebbero pensare, però, che il Super Green Pass violi queste norme – considerando che pone come non validi per molte attività i tamponi antigenici rapidi – ma vi rimandiamo alle spiegazioni snocciolate precedentemente per poter comprendere che ciò è comunque falso, poiché verrà comunque data la possibilità di utilizzare un tipo di tampone diverso o comunque poter muoversi per effettuare la spesa, andare a trovare i parenti o lavorare, limitando solo l’accesso ad alcune attività.