Anche nella giornata di ieri 29 dicembre 2021 i contagi da coronavirus non sono diminuiti, ma anzi è stato riscontrato il nuovo record in negativo con 98.020 nuovi casi.

Si pensa che il rapido aumento sia dovuto alla variante Omicron e al suo grado di contagiosità cinque volte maggiore rispetto alla variante Delta

Questo nuovo picco di contagi ha costretto il Governo a una nuova stretta che implica l’estensione del Super Green Pass a tutte le attività sociali o ricreative, sia in luoghi aperti che al chiuso. 

Per ora, però, rimane escluso l’obbligo vaccinale e, dunque, il Green Pass rafforzato per tutti i luoghi di lavoro. La decisione a riguardo verrà presa dalla Cabina di Regia per il 5 gennaio 2022

Scopriamo tutte le novità che sono state stabilite con la pubblicazione del nuovo decreto-legge del 29 dicembre 2021.

Super Green Pass ovunque: la stretta del Governo

Come dicevamo pocanzi, i 98.020 nuovi casi di coronavirus nel nostro Paese hanno costretto l’Esecutivo Draghi a rinforzare le misure per prevenire e contrastare la diffusione del virus. 

Mediante il nuovo decreto-legge, elaborato ieri, 29 dicembre 2021, che sta per essere pubblicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato esteso il Super Green Pass, o Green Pass Rafforzato, per tutte le attività sociali e, o, ricreative. Rimarrà il Green Pass di base solamente per recarsi sul luogo di lavoro o per gli studenti universitari. 

Ricordiamo che il Super Green Pass si ottiene solamente con la somministrazione del vaccino oppure con la guarigione dal virus. Il Green Pass di base, invece, si può ottenere anche con un tampone, sia antigenico che molecolare. 

Le nuove regole entreranno in vigore a partire dal 10 gennaio 2022 e sembrerebbe, a tutti gli effetti, una sorta di Lockdown per soli non vaccinati.

A partire dal 10 gennaio 2022, infatti, solo i soggetti vaccinati e guariti dal Covid-19 potranno salire sui mezzi di trasporto, compresi treni, tram, aerei, metropolitane, autobus, accedere in alberghi, strutture ricettive o ristoranti, anche all’aperto. 

Occorrerà la certificazione rafforzata anche per accedere a sagre e fiere, per congressi e per partecipare alle feste a seguito di eventi civili o religiosi. 

I no-vax, coloro che non vogliono ricevere il vaccino anti-Covid, non potranno nemmeno frequentare gli impianti sciistici, le piscine, i centri benessere, oltre che i centri culturali e ricreativi.

Per i primi giorni del mese di gennaio 2022, inoltre, il Governo condotto dal Premier Mario Draghi dovrà prendere una decisione riguardo l’estensione dell’obbligo vaccinale e, dunque, del Green Pass rafforzato, per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che privato, oltre che per gli studenti universitari.

Quest’ultima decisione, infatti, ha spaccato a metà la maggioranza poiché se, da un lato, il Partito Democratico e Forza Italia si sono dimostrati a favore dell’estensione dell’obbligo vaccinale, dall’altro la Lega e il Movimento Cinquestelle si sono schierati contro.

Super Green Pass esteso: un lockdown per non vaccinati

Dal 10 gennaio fino alla fine dello stato di emergenza, che per ora è stato prorogato fino al 31 marzo 2022, molti degli italiani che hanno liberamente scelto di non vaccinarsi non potranno svolgere numerose attività sociali o ludiche. 

Il Green Pass Rafforzato, infatti, è stato esteso sia nella zona bianca, che nell’area gialla, anche per tutte quelle attività per cui l’ingresso era consentito con il tampone antigenico o molecolare. 

Potranno, in questo modo, entrare i alberghi e strutture ricettive solo coloro che possiedono il certificato verde rafforzato. I vaccinati o guariti potranno anche partecipare a:

  • feste a seguito di cerimonie civili e religiose, come battesimi, matrimoni, cresime;
  • fiere;
  • sagre;
  • congressi.

Ma non solo, poiché anche l’ingresso ai ristoranti, sia all’interno che all’esterno, è riservato ai vaccinati o guariti con il Super Green Pass, certificato necessario, inoltre, per l’ingresso in piscine, per la partecipazione a sport di squadra o per entrare in centri culturali, sociali o ricreativi

Questo nuovo decreto è un’ulteriore stretta rispetto al decreto-Festività, pubblicato lo scorso 24 dicembre 2021 a seguito di un rapido incremento di casi di coronavirus. 

Gli impianti sportivi, stadi e palazzetti, vedranno, a partire dal 10 gennaio 2021, ridursi la propria capienza massima

Per gli stadi, infatti, ritorna il vecchio 50 per cento di capienza, mentre i palazzetti ricadono al 35%. In ogni caso, per accedere ad entrambi, sarà obbligatorio esibire il certificato verde che testimonia l’avvenuta guarigione oppure la somministrazione del vaccino. 

Le discoteche, invece, rimarranno chiuse fino alla fine di gennaio. Questa decisione è stata presa con la pubblicazione del decreto-legge 24 dicembre 2021, il decreto Festività, e ha scatenato l’ira dei gestori dei locali che hanno visto per ultimi le aperture, durante lo scorso novembre, e che sono stati i primi a richiudere

Super Green Pass, ovunque tranne che nei luoghi di lavoro

Come abbiamo potuto vedere, il Governo, attraverso la pubblicazione del decreto-legge del 29 dicembre 2021 ha deciso di estendere la certificazione verde rafforzata a tutti i settori, tranne che nei luoghi di lavoro

Per molti la decisione che è stata presa è un vero e proprio controsenso poiché, secondo questa logica, un cameriere che serve ai tavoli può lavorare al chiuso con il Green Pass di base e, dunque, solo con un tampone, mentre un cittadino che vuole accomodarsi per consumare un pranzo o una cena deve avere obbligatoriamente un Super Green Pass. 

Il Consiglio dei ministri si radunerà il prossimo 5 gennaio 2021 per discutere sulla possibile estensione del super green pass anche per accedere a tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati, oltre che per gli studenti universitari. 

La scelta è stata rimandata poiché, mentre Partito Democratico e Forza Italia erano a favore di questo nuovo obbligo vaccinale per tutto il mondo del lavoro, Lega e Movimento Cinquestelle si sono schierati contro il provvedimento.

La terza dose di vaccino, chi la può fare

Ricordiamo che, da lunedì 27 dicembre 2021 è stata estesa la possibilità di fare la dose booster anche a tutti gli adolescenti dai 12 ai 18 anni. Per effettuare la terza dose di vaccino sarà necessario aver ricevuto la seconda dose da almeno quattro mesi, 120 giorni.

Inoltre, è bene sottolineare che la Food and Drug Administration ha dato ufficialmente il via libera al mix tra vaccini diversi, pertanto, non dovrete preoccuparvi se con le due prime dosi avete ricevuto Pfizer e con la terza vi somministreranno Moderna o viceversa. 

I Dottori Rezza Giovanni e Nicola Magrini e dai Professori Busaferro Silvio e Franco Locatelli hanno sottoscritto la circolare del Ministero della Salute del 24 dicembre scorso, numero 0059207, in cui si afferma che:

“Si rappresenta che la somministrazione della dose di richiamo (booster) a favore dei soggetti per i quali la stessa è raccomandata, con i vaccini e relativi dosaggi autorizzati, sarà possibile dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario o dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione).”

Ad oggi, secondo il Report Vaccini Anti Covid-19le somministrazioni del vaccino anti covid in Italia hanno toccato i 110.276.975. Tra questi, il totale dei soggetti che ha ricevuto la somministrazione della dose addizionale o richiamo (booster) è pari a 18.796.118, corrispondente al 60,63 % della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale o booster che ha ultimato il ciclo vaccinale da almeno cinque mesi.