Hanno vinto i vaccinati. Dal 6 dicembre 2021 fino almeno al 15 gennaio 2022 le regole delle zone colorate saranno allentate per chi è immunizzato contro il coronavirus. Un natale normale per chi è vaccinato, ha promesso Mario Draghi in conferenza stampa, un assaggio di una normalità sempre più vicina, con l’approssimarsi del 90% di vaccinati. 

Le nuove regole hanno rimescolato le norme da seguire a seconda del colore delle zone, e dato che alcune regioni sembrano destinate alla zona gialla, se non a quella arancione, è necessario un riassunto delle novità, per non farsi trovare impreparati in caso di lockdown

Inoltre è di ieri 25 novembre la notizia che l’Agenzia Europea del Farmaco, EMA, ha autorizzato la somministrazione del vaccino anche ai bambini tra i 5 e i 12 anni. Il governo si aspetta diffidenze, ma come spiega anche l’AIFA, l’agenzia italiana del farmaco, i rischi legati per i più piccoli sono nulli, mentre il Covid è ormai diventato una malattia pediatrica e una delle prime cause di morte tra i bambini. 

Intanto pare che in Sudafrica si stia diffondendo una nuova variante del virus che ha soppiantato la delta nel paese. Non si sa ancora molto di questa nuova mutazione, se non che è molto contagiosa.

Super Green Pass, zona bianca

Al momento l’Italia si trova tutta in zona bianca, la zona in cui le restrizioni sono minime, anche se da lunedì 29 dovrebbero diventare gialle sia la provincia autonoma di Bolzano, sia la regione Friuli Venezia Giulia.

In questa zona si può rimanere rispettando alcuni parametri relativi al contagio e alla situazione degli ospedali regionali. Il parametro principale è quello dei contagiato ogni 100.00 abitanti. Con meno di 50 a settimana, si resta in zona bianca a priori. Tra i 50 e i 150 bisogna controllare come si sta sviluppando la situazione negli ospedali, mentre se si superano i 150 per tre settimane consecutive scatta la zona gialla. 

Per rimanere in zona bianca anche con contagi tra i 50 e i 150 ogni 100.000 abitanti c’è bisogno che i letti di ospedale ordinari non siano occupati per più del 15%, e che le terapie intensive rimangano sotto il 10% di occupazione. Soddisfatti questi requisiti tutte le attività rimarranno sempre aperte, e non si dovranno indossare le mascherine se non al chiuso (anche se alcune città ancora in zona bianca le stanno imponendo anche all’aperto). 

Il Super Green Pass ha però modificato l’accesso a bar, ristoranti, locali, discoteche, cinema e teatri, stadi, palazzetti ed eventi sportivi. Per accedere a questi luoghi infatti non basterà più il Green Pass regolare, ma sarà necessario essere vaccinati o guariti. Nessun cambio di regole in zona bianca per palestre e piscine. 

Super Green Pass, zona gialla

La zona gialla entra in vigore quando i parametri sopracitati non vengono rispettati. Quindi in caso si superino i 150 contagi per 100.000 abitanti per tre settimane consecutive, oppure si rimanga tra i 50 e i 150 ma gli ospedali siano in una situazione critica. La criticità degli ospedali è calcolata in un occupazione delle terapie intensive superiore al 10% e un’occupazione dei posti letto ordinari superiore al 15%. Entrambi questi parametri vanno sforati perché la regione diventi zona gialla. 

A questo punto entrano in vigore le prime blande restrizioni. La principale, cui sono soggetti tutti i cittadini, è l’obbligo di mascherina all’aperto, norma molto criticata in quanto ritenuta poco incisiva a meno che non ci si trovi in zone di forte assembramento di persone. 

Per il resto le misure rimango quasi identiche a quelle della zona bianca, se non per una riduzione della capacità delle discoteche. Va sottolineato che alcune zone del paese hanno anticipato tutte o alcune di queste regole, anche se i parametri permettevano di rimanere in zona bianca. L’Alto Adige è di fatto in zona gialla da una settimana, con alcuni comuni in lockdown totale, come se fossero in zona rossa. 

Molte città, soprattutto al nord inoltre, stanno imponendo l’uso della mascherina all’aperto in vista delle possibili folle che si riverseranno nel centro delle città in occasione degli sconti del Black Friday, per fare acquisti in previsione del Natale. 

Super Green Pass, zona arancione

La zona arancione è la prima a presentare vere chiusure e grandi novità rispetto al passato. I parametri per entrarvi partono da contagi superiori a 150 per ogni 100.000 abitanti in una settimana. Da questo presupposto bisogna poi controllare ancora la situazione degli ospedali

La zona arancione viene imposta soltanto quando la situazione nelle strutture sanitarie diventa davvero critica. Le terapie intensive devono avere oltre il 20% dei letti occupati. Mentre per i reparti regolari, l’occupazione deve superare il 30%. 

Qui arrivano le prime restrizioni serie, anche se meno che in passato. I locali non saranno più costretti a chiudere, così come i cinema e i teatri. Stessa cosa vale per palestre e impianti sciistici. Questa nuova rilassatezza delle chiusure è permessa dal fatto che a tutte le strutture si potrà accedere soltanto da vaccinati o guariti. 

I non vaccinati quindi saranno esclusi da praticamente ogni attività ricreativa, e non potranno entrare nei locali. Per loro, di fatto, le misure della zona arancione rimangono come prima. Ristoranti chiusi, palestre inaccessibili, e tutte le altre limitazioni che invece chi è immunizzato contro il coronavirus potrà non rispettare. 

Super Green Pass, zona rossa

La zona rossa è l’ultimo stadio delle restrizioni, e si verifica esclusivamente quando la situazione ospedaliere è al limite del disastro. Le terapie intensive devono essere piene per oltre il 40%, e i letti ordinari occupati devono essere oltre il 30%. In questo caso scattano chiusure generalizzate, valide per tutti. 

Lega e Forza Italia avrebbero preferito che, anche in questi casi, chi è vaccinato o guarito potesse ignorare le restrizioni e i il confinamento  si limitasse ai non vaccinati. Il governo è però stato inflessibile e ha mantenuto la zona rossa come opzione “nucleare” in caso il contagio andasse completamente fuori controllo. 

Questo sistema per funzionare avrà però bisogno di seri controlli. Il ministero dell’interno è stato adibito a predisporre una mobilitazione delle forze dell’ordine per intensificare i controlli, ma sta soprattutto alla cittadinanza prendersi carico di rispettare e far rispettare le regole, in modo che la quarta ondata venga fermata. 

Super Green Pass, i vaccini ai bambini

Mentre il governo si prepara al picco della quarta ondata con queste nuove misure, arrivano buone notizie dall’agenzia europea del farmaco sui vaccini. Dopo oltre un mese dall’approvazione dell’agenzia statunitense, anche in Europa sarà possibile vaccinare i bambini tra i 5 e i 12 anni contro il coronavirus. 

In molti hanno espresso dubbi su questa vaccinazione, perché circola l’idea che i bambini soffrano meno della malattia e che il vaccino sia un rischio inutile. A smentire queste idee ci ha pensato il presidente dell’agenzia italiana del farmaco, l’AIFA, Giorgio Palù, in una dichiarazione ai microfoni di Sky. 

Il Covid, spiega Palù, è ormai considerabile una malattia pediatrica. Ha infatti colpito già il 25% dei bambini, richiesto cure intensive per piccoli pazienti anche completamente sani, ed è diventata una delle principali cause di morte nell’infanzia anche nei paesi sviluppati. 

Il vaccino dall’altra parte è ormai considerato pienamente sicuro. Anche i problemi, già molto rari, di miocardite registrati negli adolescenti, sono praticamente scomparsi nei bambini. Nei rarissimi casi in cui si sono presentati, le infiammazioni sono state minime e si sono risolte senza alcuna conseguenza. A differenza delle infiammazioni comportate dal Covid, che hanno invece effetti di lungo termine se non letali. 

Palù ha infine ricordato che nonostante questo ultimo periodo ci abbia abituato all’opposto, normalmente son i bambini i primi ad essere vaccinati, mentre è molto difficile e raro che gli adulti si debbano immunizzare.

Il vaccino per i bambini è quindi sicuro, e potrebbe dare lo slancio decisivo alla campagna vaccinale. Una diffusione di massa dei vaccini tra i bambini potrebbe spingere la percentuale di immunizzati oltre quella dell’immunità di gregge, garantendo protezione a tutta la popolazione. Palù non esclude però che, come succede per tantissimi altri vaccini, ai più piccoli venga imposto il vaccino tramite l’obbligo. 

Super Green Pass, la variante sudafricana

Mentre l’Europa è alle prese con la quarta ondata, dominata dalla variante delta, una nuova mutazione del virus si sta diffondendo in Sudafrica. Lo stato africano è alle prese con una nuova variante, denominata con la lettera greca Nu. 

Al momento i dati su questa variante sono minimi, se si escludono i contagi che in Sudafrica sono quasi decuplicati. La variante delta è quesi scomparsa dal paese, per questo si teme che la nuova variante possa presto diventare dominante.

Le autorità sanitarie sono preoccupate per una caratteristica di questa nuova variante: il genoma del coronavirus Nu è diverso in 32 punti rispetto a quello della variante delta. Trentadue mutazioni, un numero mai visto in una variante. 

In sé il numero di mutazioni conta poco. Non è la quantità ma la qualità dei cambiamenti genetici che determina la maggiore pericolosità del virus. Le cose da verificare sono due: primo è l’aggressività della nuova variante, e di conseguenza la sua mortalità. Secondo la resistenza ai vaccini. Nel primo caso, in teoria, la variante dovrebbe seguire la tendenza evolutiva dei virus e diventare meno pericolosa. Le varianti più aggressive si auto eliminano uccidendo il loro portatore. 

Nel secondo caso invece, è una pura questione statistica. I vaccini fanno uso di alcune caratteristiche del virus, in particolare le proteine che lo ricoprono, per individuarlo e addestrare il sistema immunitario a combatterlo. Se una delle mutazioni dovesse cambiare queste caratteristiche, anche solo in parte, il vaccino potrebbe rivelarsi meno efficace.