La quarta ondata sta colpendo l’Europa e l’Italia, purtroppo, non resta esclusa.

Nelle ultime settimane, i numeri dei contagi legati al Covid-19 sono in risalita e ciò rischia di causare l’introduzione di nuove chiusure e divieti, soprattutto a ridosso delle festività natalizie.

L’unico strumento valido per allontanare il pericolo di un nuovo lockdown, che potrebbe rivelarsi fatale per l’economia del Paese, è il Green Pass.  

Per tale motivo, come riporta ilsole24ore.com:

Il Governo è pronto a dare il via libera al Super Green Pass.

Si tratta di un inasprimento del certificato vaccinale, entrato in vigore da diversi mesi in Italia che ha suscitato numerose polemiche e proteste. 

L’introduzione del Super Green Pass è stata richiesta dai rappresentati delle Regioni al Governo, come riportato da adnkronos.com, con l’obbiettivo di attuare

Maggiori restrizioni nei confronti dei non vaccinati.”

Solo così si potrebbero tenere aperte le attività economiche e premiare i cittadini più virtuosi, ovvero coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione. 

Il Governo prevede di far entrare in vigore il Super Green Pass a partire dal prossimo 6 dicembre: in questo modo, durante il ponte dell’Immacolata, le nuove restrizioni potrebbero essere già operative. 

Tuttavia, affinché il Super Green Pass venga introdotto, rimangono diverse questioni che necessitano di essere definite.

L’appello delle Regioni al Governo

Nel corso della giornata di lunedì 22 Novembre, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il Governo e le Regioni

Le richieste dei governatori erano ben chiare: la garanzia per le attività economiche e produttive di evitare nuove chiusure, che potrebbero compromettere l’economia italiana, e consentire il libero accesso ai luoghi pubblici solamente a coloro che si sono vaccinati.

Ciò permetterebbe di evitare che i danni causati da un ristretto gruppo di persone, ostili a sottoporsi alla vaccinazione, ricadano su tutta la collettività.

Infatti, qualora dovessero essere istituite le zone gialla e arancione le attività potrebbero restare aperte, invece che ridurre la loro capienza o chiudere, per consentire l’accesso solo a chi ha effettuato le dosi di vaccino.  

In questo modo, il sistema di classificazione “a colori” potrebbe rivisto: solo in situazioni particolarmente critiche, dunque in zona rossa, saranno i singoli amministratori regionali ad indire lockdown locali o circoscritti a determinate aree. 

Inoltre, tale sistema consentirebbe sia di tutelare l’economia e le attività produttive, sia “premiare” i cittadini più responsabili, che hanno risposto all’appello delle autorità sottoponendosi al vaccino. 

Al contrario, coloro che hanno rifiutato le somministrazioni del siero anti-Covid19 sarebbero esclusi dall’accedere ai luoghi pubblici e, di conseguenza, dal vivere una normale vita sociale. 

Da qui, nasce la richiesta avanzata da alcune Regioni di introdurre un Super Green Pass, creato sul modello di quello introdotto in Germania, che verrebbe concesso solo ai vaccinati ed a coloro che sono guariti dal Coronavirus

Il progetto del Super Green Pass è stato approvato dagli esponenti di diverse Regioni: Campania, Toscana, Liguria, Calabria e Lombardia, oltre che dallo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza.  

Il Governo si è espresso in maniera favorevole in merito e si prepara ad introdurre il Super Green Pass a partire dal 6 dicembre 2021 fino al 15 Gennaio 2022 solo in zona gialla o arancione mentre durante il periodo delle festività natalizie sarà valido anche in zona bianca.

Cosa cambierà con il Super Green Pass?

L’entrata in vigore del Super Green Pass potrebbe causare dei drastici cambiamenti, soprattutto in merito all’accesso nei luoghi pubblici per i soggetti non vaccinati.

Infatti, coloro che non si sono sottoposti alla somministrazione del siero anti-Covid19 non potranno aver accesso a: bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri

Nonostante ciò, a chi non si è vaccinato sarebbe garantita la possibilità di recarsi a lavoro e viaggiare, presentando un tampone antigenico o molecolare che accerti la negatività al Coronavirus

In merito alla scelta del Governo di approvare la richiesta avanzata dalle Regioni ed introdurre il Super Green Pass, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa reputa doveroso garantire a coloro che hanno scelto di non vaccinarsi i diritti primari, come potersi recare sul posto di lavoro.

Tuttavia, stando a quanto riporta ansa.it, il sottosegretario Costa ha ribadito che

Se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più.”

In aggiunta a ciò, l’introduzione del Super Green Pass potrebbe comportare un cambio nella durata del certificato vaccinale stesso

Di fatti, la sua validità potrebbe essere ridotta dagli attuali 12 mesi a 9.  

In tale modo, sarebbe possibile far coincidere la scadenza della efficacia del certificato vaccinale con il periodo in cui è possibile ricevere la somministrazione della terza dose.

L’obbiettivo è quello di incentivare le persone ad effettuare la dose booster, soprattutto ora che le prenotazioni sono state aperte anche a coloro che appartengono alla fascia anagrafica over 40.

Vaccini: terza dose anticipata ed obbligo per alcune categorie

Una questione strettamente legata all’introduzione del Super Green Pass è la somministrazione della terza dose di siero vaccinale anti-Covid19.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha annunciato, tramite Twitter, che l’Aifa ha approvato la somministrazione del richiamo cinque mesi dopo il completamento del primo ciclo vaccinale.

A seguito di ciò, il ministro Speranza ha invitato la popolazione ad effettuare la terza dose senza timori.

Inoltre, a partire dal 15 dicembre 2021, verrà introdotto l’obbligo di vaccinazione per gli insegnati e le Forze dell’Ordine.

Sempre in quella data, scatterà il vincolo di sottoporsi alla terza dose per il personale sanitario e delle RSA

A breve, l’Ema dovrebbe dare il via libera per la somministrazione del vaccino anti-Covid19 anche nella fascia pediatrica che riguarda i bambini dai 5 ai 12 anni. Successivamente, anche l’Aifa si esprimerà in merito.

Ad ogni modo, per i bambini ed i preadolescenti non sarà introdotto né il Green Pass né l’obbligo vaccinale.

Nonostante ciò, il presidente dell’ Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro e il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli hanno ribadito la necessità di sensibilizzare le famiglie sul tema della vaccinazione contro il Coronavirus in età pediatrica

Le parole di Andrea Costa: “No lockdown per i No Vax”

La decisione del Governo di introdurre il Super Green Pass ed attuare una misura volta ad imporre delle restrizioni solo coloro che hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19, ha generato molte polemiche.  

Vari esponenti politici italiani ritengono che tale scelta rischi di diventare una sorta di lockdown imposto ai non vaccinati, esattamente come avviene in Austria dove, dal 15 novembre, è stata indetta una misura restrittiva ai danni di chi si professa No Vax e rifiuta la somministrazione del siero anti-Covid19.

In risposta alle accuse rivolte al Governo, secondo quanto riporta adnkronos.com, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa ha dichiarato che

"Non parlerei di lockdown per non vaccinati.”

Egli ha voluto precisare che tale provvedimento è stato preso a seguito del progressivo peggioramento della situazione epidemiologica che si è verificato, nel corso di queste settimane, in Italia.

Tuttavia, nel corso della giornata di ieri durante la quale si è svolto il Consiglio dei Ministri per decidere sulle modalità con cui introdurre il Super Green Pass, non sono mancate accese discussioni.

La Lega ha minacciato l'abbandono delle trattative e l'oggetto del contendere era causato dal fatto che il partito guidato da Matteo Salvini aveva chiesto l'introduzione del nuovo certificato verde a partire dalla fascia gialla anche durante le festività natalizie.

Al termine di un lungo scontro politico, un compromesso è stato trovato dal momento che il Super Green Pass sarà in vigore solo fino al 15 gennaio 2022. 

Super Green Pass: i nodi da sciogliere

Il Governo ha deciso che il Super Green Pass sarà introdotto a partire dal 9 dicembre 2021 fino al 15 gennaio 2021, solo in zona gialla o arancione. L'unica eccezione avverrà durante le festività in cui il nuovo certificato vaccinale sarà valido anche in zona bianca.

In questo modo, il Governo spera di evitare nuove chiusure e restrizioni ai danni delle attività economiche e dei cittadini vaccinati, limitando l'accesso ai luoghi pubblici alle persone che hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid19.

Tuttavia, rimangono ancora dei dubbi e delle questioni fondamentali da dover risolvere.

In primo luogo, resta la questione della privacy.

Infatti, sin da quando il Green Pass è stato introdotto, il Garante della Privacy ha manifestato in più occasioni la necessità di mantenere un equilibrio tra il dovere di mostrare il certificato verde e la tutela dei dati sensibili dei cittadini e il Governo ha cercato di trovare una mediazione, ad esempio: vietando di conservare i QR code che le persone erano obbligate a mostrare per accedere ai bar, ristoranti o posti di lavoro.   

Nonostante ciò, un inasprimento nell’uso del Green Pass potrebbe riaprire la questione se sia lecito o meno mostrare un certificato sanitario che contiene dati sensibili del soggetto per svolgere semplici attività quotidiane. 

Un'altra questione da affrontare riguarda i turisti.

Il turismo rappresenta per l'Italia una parte molto importante dell'economia che ha lungamente sofferto a causa delle restrizioni imposte, nel corso del 2020, all'inizio della pandemia mondiale di Coronavirus. 

La ripresa dei viaggi sia da parte degli italiani stessi che dei turisti europei ed provenienti al di fuori dell' Unione Europea, rappresenta un forte segnale di ripresa per il Pil del nostro Paese

Eppure, con l’introduzione del Super Green Pass potrebbe crearsi una situazione paradossale: i cittadini appartenenti all'Ue in Italia in possesso del certificato sanitario, magari ottenuto anche con un semplice tampone, potrebbero girare liberamente mentre quelli italiani, sprovvisti di Green Pass, sarebbero esclusi da ogni forma di attività sociale.