Ha avuto esito negativo il ricorso presentato dai sindacati contro le norme contenute nel Decreto del Governo del 6 agosto con il quale è stato introdotto il green pass obbligatorio per il personale scolastico. Di fatto non si tratta di una legittimazione della certificazione, quando di una presa d’atto che il Tar del Lazio, investito della quesitone, non è competente ad occuparsi di ricorsi di questo tipo.

Un bel problema, soprattutto per i presidi che lamentano di essere stati caricati di una responsabilità che non hanno gli strumenti per gestire. In particolare si sottolinea che il dover controllare ogni giorno tutti i certificati del personale comporterà un enorme dispendio di tempo. Anche se, come si è suggerito il controllo sia delegato dai dirigenti scolastici ad altri collaboratori.

Bocciata anche l’ipotesi di farsi inviare una lista dei no vax, così da controllare solo quelli. In questa ipotesi c’è un problema con la legge sulla privacy che esclude che possano essere diffusi dati sensibili relativi alla salute. Non sembra infine praticabile neppure la strada dell’autocertificazione per bypassare i controlli con l’app di verifica.

Il Tar rigetta la richiesta di sospensione del green pass

Visti i tempi piuttosto lunghi della giustizia la richiesta inviata al Tar del Lazio, era stata quella non solo di dichiarare la illegittimità del green pass per lavorare, ma anche quella di sospendere in via cautelare l’applicazione del Decreto Legislativo numero 111 del 6 agosto. La ragione era quella di evitare che nei tempi tecnici necessari ad arrivare alla fine del processo si producessero danni irreparabili,

Il Tar in seduta monocratica ha rigettato la richiesta di sospensione. In sostanza ha escluso che l’obbligo di presentare il green pass per accedere al proprio lavoro sia illegittimo e come tale possa provocare dei danni ingiusti ai destinatari. 

Pur non essendo chiamato a prendere anche quella decisione, che sarà oggetto di un esame nel corso di una seduta collegiale il 6 ottobre, il giudice ha anche precisato di ritenere il ricorso inammissibile. 

In sostanza ha ritenuto che abbia dei vizi tali da non potere neppure essere preso in considerazione. Anche se formalmente l’ultima parola spetterà al collegio giudicante sembra poco probabile quindi che ci saranno sorprese.

Il green pass è stato introdotto con una legge

In particolare il giudice ha sostenuto che quello che è stato impugnato è un atto normativo del Governo che ha forza di legge primaria e non un atto amministrativo. In questo caso i termini usati hanno una rilevanza fondamentale. Infatti il Tribunale Amministrativo è competente a decidere solo degli atti amministrativi e non delle leggi. Farlo costituirebbe una inammissibile ingerenza nel potere di un altro organi costituzionale.

Il nostro sistema, prevede che vi sia una separazione tra potere legislativo, giudiziario e esecutivo, ognuno dei quali non può fare ingerenze in quello degli altri. Cosa diversa sarebbe se stessimo parlando di un atto normativo di tipo secondario, come per esempio le leggi che sono emanate dalle regioni.

Ipotesi incostituzionalità del green pass

Una strada diversa per impugnare il provvediento è suggerita dallo stesso Tar

mpugnare gli atti amministrativi attuativi della legge che impone tale obbligo. In quella sede, poi sarebbe possibile sollevare una questione di incostituzionalità della norma che li ha generati.

È infatti della Corte Costituzionale e non dei Tribunali Amministrativi la competenza a valutare la legittimità delle leggi. Il limite che si deve porre è quello del rispetto della costituzione delle norme che le vengono sottoposte. Naturalmente non è detto che anche un ricorso di quel tipo abbia l’esito auspicato dei ricorrenti.

Dal 1° settembre green pass obbligatorio

La conseguenza della decisone del Tar è che in sostanza sia gli insegnanti che il restante personale scolastico dovranno presentare prima dell’ingresso a scuola il green pass. Non si tratta di un obbligo vaccinale, perché in effetti il certificato verde viene rilasciato non solo a chi abbia completato il ciclo vaccinale, ma anche a chi ne abbia ricevuta una sola dose, a chi si sia sottoposto entro le ultime quarantotto ore a un tampone con esito negativo e  a chi abbia un certificato medico che dichiari che sia guarito da non oltre sei mesi dal Covid 19.

Per chi non potesse, per ragioni mediche, sottoporsi al vaccino, sarà invece rilasciata una certificazione medica di esenzione. Tale documento dovrà essere presentato in alternativa al green pass e consentirà l’acceso a tutti i locali scolastici.

In questo caso, poi il ministero sottolinea come sia a maggior ragione importante sensibilizzare il personale sulla necessità di tenere le altre misure di contenimento della malattia come il distanziamento, l’uso delle mascherine e la sanificazione degli ambienti e delle mani.

Il Tar conferma le sanzioni per chi è privo di green pass

Altra questione che era stata impugnata davanti al Tar del Lazio è l’articolo 9ter del Decreto Legge 111 del 2021 che prevede le sanzioni a carico di chi non esibisca il green pass. Anche questo secondo il giudice amministrativo non è un ricorso di competenza dello stesso e quindi dovrà essere applicato.

Facendo riferimento al parere tecnico emanato in data 13 agosto dal MIUR,

a carico del personale scolastico c’è un dovere di possesso e di esibizione della certificazione verde. La stessa deve essere esibita a richiesta del delegato del dirigente scolastico. Nel caso così non fosse è stabilita una sanzione amministrativa compresa tra i 400 e i 1000 euro

così come stabilito a livello generale dal Decreto Legge numero 19 del 2020. Saranno gli stessi dirigenti scolastici ad erogarla, perché in questo ambito svolgono il ruolo di controllori del rispetto delle norme. 

Sospensione del lavoro per chi non ha il green pass

Oltre alle sanzioni pecuniarie di cui sopra sarà applicata anche un’altra sanzione prevista dall’articolo 9 ter del Decreto Legislativo 111 del 2021 secondo il quale

essere privo del green pass, o rifiutarsi di esibirlo equivale ad assenza ingiustificata, visto che senza la verifica di quel documento non è possibile accedere ai locali scolastici o continuare a sostarvi.

A questo proposito il ministero precisa che nonostante l’uso del termine assenza ingiustificata questo non vada inteso nel senso previsto dai contatti collettivi di lavoro, che stabiliscono sanzioni nel caso si verifichi.

In questo caso l’unica sanzione applicabile sarà quella prevista dall’articolo 9ter che prevede la sospensione a partire dal quinto giorno e senza stipendio. La riammissione sul posto di lavoro sarà immediata quando il lavoratore avrà provveduto a regolarizzare la sua posizione.

Che cosa succede a chi non ha il green pass prima della sospensione

A questo punto c’è il problema del modo in cui viene gestito chi non abbia il green pass nei quattro giorni che intercorrono tra quello della mancata esibizione e quello in cui inizia la sospensione senza stipendio. Il ministero precisa che anche la sanzione amministrativa andrà comminata solo a partire dal quinto giorno.

Durante quel periodo, però stabilisce che comunque il lavoratore non possa lavorare e che non gli sia versato alcuno stipendio o emolumento. Potrà se lo riterrà mettersi in regola con il green pass.

Come fare i controlli del green pass

Al momento la questione che maggiormente preoccupa i dirigenti scolastici è quella del modo in cui gestire le verifiche del possesso del green pass. Già ci sono immagini di lunghe code per fare una verifica che, in effetti richiede pochi minuti, ma che devono essere moltiplicati, a volte anche per centinaia di dipendenti, che se non tutti, almeno per la maggior parte si presentano al lavoro alla stessa ora.

Il Garante della Privacy dice no a schedare chi non abbia il green pass

Una delle ipotesi proposte era quella di far avere ai dirigenti scolastici una lista dei no vax, o in alternativa di chi si sia vaccinato. In questo modo non ci sarebbe stata la necessità di fare tutte le mattine la verifica su tutto il personale. 

Il Garante per la protezione dei dati Pasquale Stanzione esclude che una strada di quel tipo possa essere praticata. Innanzitutto perché è possibile che chi si sia vaccinato poi venga contagiato. Tale verifica è possibile solo attraverso l’apposita applicazione che in tempo reale è in grado di verificare la situazione di ogni utente registrato.

In secondo luogo i dirigenti scolastici verrebbero a conoscenza di dati personali di tipo sanitario che non hanno alcun diritto di conoscere. A questo proposito dubbi da parte del garante ci sono anche in merito alla certificazione di esenzione dal vaccino. Anche questi dovranno essere trattati con cautela per evitare che si diffondano informazioni relative alle patologie del titolare.

Autocertificazione al posto del green pass?

Altra proposta è stata quella del sottosegretario alla istruzione Rossano Sasso, che ha proposto di sostituire il green pass con una autocertificazione. Anche questa ipotesi però sembra difficilmente praticabile, innanzitutto dovrebbe essere introdotta con una legge ad hoc.

In secondo luogo dovrebbe essere studiata con attenzione, perché potrebbe essere solo una dichiarazione generica dove si sostiene sotto la propria responsabilità di non trovarsi in una delle situazioni che impediscono l’accesso a scuola, senza entrare nei dettagli.

Non tutto è ancora deciso a proposito del green pass

L’obbligo del green pass entrerà in vigore per le scuole a partire dal primo settembre e per il momento durerà fino al 31 dicembre, data fino alla quale è stato prorogato lo stato di emergenza. Da quella data, salvo che ci siano ulteriori estensioni, tutti, anche quelli che sono stati sospesi potranno tornare al loro posto di lavoro senza necessità di presentare alcuna certificazione.

Nel frattempo però non è detto che ci sia ancora la modifica di qualche dettaglio. Entro i prossimi giorni il Ministro dell’Istruzione prevede ancora riunioni con tutte le parti in causa. Lo scopo è quello di trovare una soluzione efficace che consenta di garantire il rientro in presenza a scuola, ma senza creare il caos che i dirigenti scolastici temono.