Come funzionano le targhe alterne? Vieni a scoprire l'origine di questo provvedimento, l'emanazione del Decreto Austerity e le sanzioni che vengono inflitte a coloro che violano quest'obbligo!

In particolare, andremo a vedere cosa sono, come funzionano, perché sono state introdotte, chi stabilisce l'obbligo, su quali strade e chi le controlla.

Infine mostreremo quali sono le sanzioni e come difendersi da una multa ingiusta e come farla annullare.

Qua sotto potrete prendere visione di un breve video, il quale è stato realizzato ed è stato pubblicato all'interno del canale YouTube ufficiale della "Rai", nel quale viene spiegato, in una maniera estremamente chiara e precisa,  e viene ricordato, attraverso un excursus storico in un servizio del programma "Oggi è un altro giorno" tutto quello che riguarda il periodo relativo all'austerity, ossia una serie di misure governative volte al risparmio energetico.

Quali conseguenze ha avuto lo shock petrolifero del 1973 sul mercato energetico?

Prima di addentrarci a piedi pari su tutto quello che riguarda le targhe alterne, il loro funzionamento e le sanzioni che vengono inflitte dalla Polizia Municipale in caso di infrazione delle regole su tale questione, andiamo parlare dello shock petrolifero, che è avvenuto nell'anno 1973, e delle conseguenze che ha avuto e che ha portato all'interno del mercato energetico.

In particolare, uno shock petrolifero rappresenta e sta a significare un improvviso ed incontrollato aumento del prezzo del petrolio.

Questo aumento è una tra le possibili cause che possono portare ad una crisi a livello energetico, insieme alle politiche messe in atto dai singoli Stati per regolamentare questo mercato ed attenurare quindi il potere delineato dal libero scambio.

Questi aumenti del prezzo del petrolio, portano ad una crisi energetica in quegli stati che utilizzavano questa materia prima per vari scopi, e che ora ne sono sprovvisti, e, dunque, devono cercare di affrontare questo deficit di petrolio, andando a cercarlo da altre parti, utilizzando altre risorse ma, soprattutto, con il grande problema di affrontare e di contenere le problematiche che genera la carenza di questa materia prima in praticamente tutti i campi e tutti i settori dell'economia di un Paese.

In che anno c'è stata e perché ci fu l'austerity?

Riagganciandoci a quanto è stato spiegato all'interno del paragrafo precedente, la motivazione principale che ha portato all'aumento del prezzo del petrolio e alla crisi a livello energetico che si è manifestata all'interno del nostro Paese è dovuta al conflitto arabo-israeliano, il quale è avvenuto tra gli anni 1967 e 1973 e che ha portato alla chiusura del Canale di Suez.

Questo collegamento consentiva di trasportare, tramite l'utilizzo di imbarcazioni, il greggio dai Paesi Arabi fino in tutta Europa e la mancanza di questa tratta ha scatenato le conseguenze che ormai sono note a tutti e che si stanno presentando, in maniera decisamente molto simile al giorno d'oggi, anche per la questione sbocciata tra l'Ucraina e la Russia.

In particolare, questa crisi energetica scoppiata in Italia ha portato il Governo Rumor ad emanare il Decreto Legge n. 304 del 23 novembre 1973.

Che cosa prevedeva il Decreto Austerity?

Entrando all'interno di quanto è stato disciplinato e regolamentato nel Decreto Legge n. 304 del 23 novembre 1973, il governo in carica ha pensato a queste regole per attuare un piano volto al risparmio energetico, ossia:

  • Il divieto di circolare con le auto, con le moto, con le barche e con gli aerei privati nel giornata di domenica e negli altri giorni festivi;
  • L'obbligo di abbassamento della temperatura degli impianti di riscaldamento;
  • L'obbligo di chiusura, in maniera anticipata, dei negozi e degli uffici.

In che anno sono state introdotte le targhe alterne?

Dall'emanazione di questo provvedimento, dopo un po' di tempo, il governo ha pensato di allentare un po' la cinghia e, quindi, di restringere la portata degli obblighi e dei divieti che ricadevano sulle famiglie italiane.

Perciò, nel mese di aprile del 1974 fu introdotto il provvedimento inerente l'obbligo di circolazione nella giornata di domenica a targhe alterne, ossia una settimana potevano circolare le vetture con una targa dispari, mentre nella settimana successiva avevano la possibilità di circolare quelle pari, e così via...

Perché furono introdotte le targhe alterne?

La motivazione che al giorno d'oggi viene utilizzata per la predisposizione dell'obbligo di circolazione a targhe alterne ricade sull'inquinamento atmosferico e sulla necessità di proteggere l'ambiente e le persone che ci vivono, attraverso la riduzione delle emissioni di gas.

Invece, in quegli anni, come abbiamo già avuto modo di vedere, il motivo che ha portato all'adozione di questo provvedimento da parte del governo è stato quello dello shock petrolifero e della conseguente crisi energetica.

Lo scopo di questo decreto non è stato raggiunto appieno dal governo, dal momento che non si presentava in maniera corretta l'alternanza nella circolazione, perché molte famiglie avevano a loro disposizione più di un'automobile e quindi maggiore possibilità di circolare liberamente tutte le domeniche.

Cosa vuol dire circolare a targhe alterne: cosa sono e come funzionano?

Come abbiamo accennato in precedenza, l'obbligo di circolazione a targhe alterne rappresenta un particolare provvedimento, il quale ha lo scopo, ad oggi, di rispettare l'ambiente, diminuendo le emissioni di gas e contenendo l'inquinamento.

Questo obiettivo viene raggiunto con un sistema che prevede la circolazione alternata di vetture con targhe dispari e vetture con targhe pari, sanzionando quelle che hanno il divieto di circolare nei giorni previsti.

Come si fa a capire se la targa è pari o dispari?

Per capire se un è possibile circolare in un determinato giorno con la propria vettura oppure se si ha questo divieto, bisogna controllare se il rispettivo numero di targa risulta pari oppure dispari.

In particolare, per capire se si ha l'obbligo di non circolare, bisogna verificare l'ultimo dei tre numeri che sono presenti all'interno della targa della propria autovettura.

In quali strade vige l'obbligo di circolazione a targhe alterne? Chi controlla?

Quest'obbligo si prefigura in tutti quei tratti che fanno parte dei centri abitati, ovvero nelle strade urbane. Invece, non è presente alcun divieto di circolazione all'interno di:

  • Strade extraurbane;
  • Autostrade;
  • Superstrade.

Se pensi di poter fare il furbetto e di circolare quando non ti spetta, ovviamente puoi farlo ma sappi che ci sono dei posti di blocco effettuati dalla polizia, la quale ha lo scopo di controllare il numero di targa e di sanzionare coloro che violano le regole.

Chi stabilisce l'obbligo di circolazione a targhe alterne?

Abbiamo visto chi controlla le strade nelle quali vige l'obbligo di circolazione a targhe alterne, ma non sappiamo chi è che stabilisce questo provvedimento.

In particolare, il soggetto che ha il compito di far conoscere le regole e di far partire le nuove misure è il Comune, dal momento che questo ha la competenza nelle materie relative al traffico e all'inquinamento.

Gli obblighi e i divieti previsti vengono disciplinati ed entrano in vigore in seguito all'emanazione, appunto, di un'ordinanza comunale. In alternativa, però, tali misure possono essere disposte dal Prefetto.

Quando viene stabilito l'obbligo di targhe alterne?

Abbiamo visto chi stabilisce quest'obbligo, ma non sappiamo ancora quando questi provvedimenti vengono adottati. In particolare, queste misure vengono adottate nel momento in cui la protezione civile avvisa il Comune del fatto che si è superato il limite consentito circa l'inquinamento nel centro abitato.

L'obbligo di circolazione a targhe alterne viene stabilito, in maniera straordinaria e temporanea:

  • Per contenere l'inquinamento;
  • Per tutelare il patrimonio ambientale, artistico e naturale.

Quando scatta il blocco totale del traffico?

Ci sono dei casi, però, nei quali le misure previste non riescono a contenere l'inquinamento e perciò la protezione civile avvisa il Comune di questo fatto e quest'ultimo ha la facoltà di adottare un provvedimento contenente l'introduzione del blocco totale del traffico.

Queste misure devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Indispensabilità;
  • Provvisorietà;
  • Pubblicazione;
  • Urgenza.

Quali sono le sanzioni quando viene violato l'obbligo di circolazione a targhe alterne?

Quando vige quest'obbligo vengono effettuati gli opportuni controlli da parte della polizia e se qualcuno circola quando non deve, allora vengono predisposte nei suoi confronti delle sanzioni, che si possono configurare nei seguenti modi:

  • Una multa, compresa tra i 68,25 euro ed i 275,10 euro, così come previsto dal Codice della Strada;
  • Reato per l'inosservanza dell'obbligo, quando questo viene stabilito dal Prefetto.

Multa per inosservanza dell'obbligo di circolazione a targhe alterne: come difendersi?

Quando arriva una multa dalla Polizia Municipale del Comune nel quale è stata commessa l'infrazione, se si ritiene che questa sia sbagliata oppure di non avere colpe, in quanto non si era a conoscenza di quest'obbligo, allora si possono percorre due strade:

  • Prima si può cercare la mediazione e contattare i vigili, in modo da portarli a conoscenza della propria questione e delle proprie rimostranze, provando a spiegargli le motivazioni per cui si ritiene sbagliato questo provvedimento e richiedendo l'annullamento del verbale;
  • Successivamente, invece, nel caso in cui questa modalità non risulti sufficiente per farsi togliere la multa, allora si può impugnare quest'ultima davanti al giudice di pace.

Quando può essere annullata la multa: ecco cosa ha sentenziato il Tribunale di Napoli!

Per sapere quando può essere annullata una multa dobbiamo andare a vedere che cosa ha sentenziato poco tempo fa il Tribunale di Napoli, in merito a tale questione.

In particolare, il giudice ha previsto che una multa può essere cancellata quando è stato stabilito l'obbligo di circolazione a targhe alterne ma il Comune non ha provveduto a portarlo a conoscenza di tutti i cittadini, sia del territorio che non, con mezzi di pubblicità idonei, come:

  • La pubblicità con cartelli stradali;
  • La pubblicità sui giornali nazionali;
  • La pubblicità in radio;
  • La pubblicità in televisione.