Il Consiglio dei Ministri italiano capitanato da Mario Draghi ha appena approvato il DDL Concorrenza, decreto di importanza cruciale per il premier. Il suo obiettivo è quello di regolare la concorrenza e la trasparenza di molti ambiti economici, dagli stabilimenti balneari ai taxi. 

Come Draghi stesso spiega, questo decreto dovrebbe avere cadenza annuale, eppure è stato approvato solo una volta negli ultimi 12 anni, nel 2017. 

Era, inoltre, necessario approvare ora il DDL Concorrenza a fronte degli impegni presi con la Commissione europea. A breve, infatti, bisognerà presentare in Unione Europea il Pnrr (Piano nazionale di resistenza e resilienza), ovvero il progetto economico per la ripartenza. 

Concorrenza e trasparenza sono punti chiave per tale ripartenza sia per Draghi che per l'UE; la quale infatti pressa da tempo il nostro paese per l'approvazione di un tale decreto

Nell'approvare il DDL, inoltre, Draghi ha assicurato che vi saranno ulteriori tutele alla concorrenza. Come riportato da RAI News, infatti, il premier ha riferito che:

Il provvedimento di oggi contiene poi molte misure utili, in un ampio raggio di settori. Adempiamo a tutti gli obblighi che avevamo assunto con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La tutela della concorrenza non si ferma comunque a questo disegno di legge. È un obiettivo trasversale a tutta la politica economica del Governo. Ne sono esempi la legge sulle lauree abilitanti, prevista dal precedente esecutivo, e la recente apertura delle tratte a medio e lunga percorrenza per i bus.

Draghi, inoltre, è stato molto critico sull'inazione dei precedenti governi, affermando che nessuna delle misure da loro prese sia stata realmente efficace:

I governi hanno preso due strade sul fronte della concorrenza. Alcuni hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l'opposizione di tanti gruppi d'interesse. Altri governi hanno ignorato la questione. 

Il DDL Concorrenza va a regolare moltissimi settori, ma in realtà non soddisfa completamente nessuno. Tra le proteste dei tassisti per la minaccia alla loro attività e l'insoddisfazione europea per la mancanza di una misura sugli stabilimenti balneari davvero incisiva, sembra che ci sarà davvero bisogno di molto altro lavoro per regolare al meglio la concorrenza. 

Ma oltre alle misure più controverse, il DDL Concorrenza attua altre piccole ma significativi provvedimenti in altri settori, come quello sulla telefonia e quello sulla sanità

Ma andiamo con ordine. Vediamo esattamente quali sono le novità introdotte da questo decreto legge.

DDL Concorrenza: cosa cambia per i tassisti

Forse la misura più controversa del DDL Concorrenza è quella sul "riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea", quindi in pratica taxi e applicazioni che offrono servizi simili.

Nel decreto si legge che l'offerta andrà adeguata alle nuove forme di mobilità che utilizzano servizi tecnologici. Andrà, inoltre, garantita sempre la concorrenza anche in sede di concessione delle licenze.

L'obiettivo, in pratica, è quello di offrire un servizio migliore possibile ai consumatori, dal prezzo del tassametro alla facilità di interazione con le compagnie. 

Ad essere evidente, dunque, è che questa misura favorisce i servizi tecnologici di mobilità urbana a fronte di tutti i tassisti italiani con regolare licenza. 

Questo perché le applicazione come Uber offrono oggettivamente prezzi più bassi e interazione con l'utente migliori. Invece di effettuare una chiamata ed interagire con un'antipatica voce robotica che capisce solo parte delle nostre frasi, con Uber basta premere un paio di pulsanti in un'app gratuita

Se i consumatori ricevono dunque il servizio migliore possibile, quindi, i tassisti con regolare licenza rischiano di vedere la loro attività fallire

Il ministro leghista Giorgetti, responsabile dello Sviluppo Economico, avrebbe richiesto una tutela proprio per i tassisti già possessori di licenza, vedendo poi modificate solo le sanzioni. 

I sindacati dei tassisti stanno già parlando di mobilitazione, evidenziando come la normativa in questione sia già passata al vaglio della Corte Costituzionale e serva solo una semplice disciplina sulle app. Penalizzare i tassisti con licenza, dunque, sarebbe solamente fare il gioco delle grandi multinazionali straniere.

La possibilità che le istituzioni possano cedere alle pressioni esercitate da gruppi di interesse e alle fameliche mire di grandi multinazionali che gestiscono piattaforme di intermediazione tecnologica, abbandonando così i lavoratori del settore a ricatti e sfruttamento, trasformandoli di fatto da drivers in riders, vedrà la nostra ferma e dura opposizione e la nostra mobilitazione.

Così dichiarano i sindacati, come riportato dal Sole 24 Ore.

In effetti, quella dei tassisti contro Uber e applicazioni simili è una vecchia storia. Già Bersani (governo Prodi), nel 2006, tentò di liberalizzare le licenze dei taxi, seguito poi nel 2012 da Monti e, infine, nel 2017 dal governo Renzi. 

In tutti questi casi, tuttavia, le proteste dei tassisti furono così forti da bloccare i lavori del CdM

Basta guardare, in questo video di Helden Faher, il furore delle manifestazioni nel 2017 per capire la rabbia dei tassisti:

La misura introdotta nel DDL Concorrenza, però, riconferma un trend del governo in corso da più di un decennio. Vedremo, dunque, se le proteste potranno di nuovo avere effetto o meno.

DDL Concorrenza: la pressione europea sulle spiagge

Quella degli stabilimenti balneari è un'altra questione che prosegue da anni

Questa volta, però, la polemica non vede al centro i sindacati bensì l'Unione Europea

Nel 2006, la Commissione ha approvato la direttiva Bolkestein, che imponeva gare d'appalto per l'assegnazione delle concessioni pubbliche, come appunto le spiagge

La direttiva, quindi, sarebbe dovuta entrare nell'ordinamento italiano con una legge di conversione, ma ad oggi, 15 anni dopo, ancora non esiste una tale legge

Infatti, il 50% delle coste italiane sono state date in concessione ai privati a prezzi bassissimi e senza alcuna gara, mentre il resto è rimasto proprietà dello stato. La violazione delle norme antitrust, dunque, è evidente.

L'Europa, che è sempre stata rigidissima nei confronti delle pratiche anti-concorrenziali, ha sempre pressato sull'Italia affinché includesse quella direttiva. 

Nel 2019, a marcare il segno, il governo Conte ha rinnovato le concessioni balneari esistenti fino al 2033

Il DDL Concorrenza appena approvato non risolve la questione, ma anzi sembra quasi girarci intorno. 

Il decreto approvato da Draghi prevede la mappatura completa delle concessioni esistenti, per promuovere al massimo la trasparenza e la concorrenza

Non si tratta, dunque, di una normativa per forzare tale trasparenza, bensì di un semplice controllo sulla situazione attuale. Tale controllo, inoltre, dovrebbe arrivare solo fra 6 mesi come previsto dal testo del decreto. 

Mario Draghi, che aveva promesso una soluzione sulla questione delle spiagge alla presidentessa della Commissione Ursula von der Leyen, è ceduto sotto le pressioni della Lega

Proprio la Lega, infatti, si fa forte di questa vittoria che, secondo loro, proteggerà gli interessi degli investitori italiani

Possiamo affermare con una certa sicurezza, dunque, che la prossima estate sarà passata in tranquillità.

Brussels, tuttavia, non ha già mancato nel farsi sentire, mettendo l'Italia in mora per non aver adempiuto agli impegni presi.  

DDL Concorrenza: gli altri provvedimenti

Il DDL Concorrenza include tantissimi provvedimenti su altre discipline, tutti con lo stesso obiettivo di incoraggiare trasparenza e concorrenza. 

Vediamoli, dunque, in breve.

1. Telefonia mobile e servizi a pagamento

Addio a tutti gli abbonamenti non richiesti nella bolletta del telefono. Se vi è mai capitato di ritrovarvi un addebito indesiderato per un servizio che non usate da oggi le cose cambiano.

Il decreto, infatti, impone il consenso espresso e documentato del consumatore per l'acquisto di un servizio digitale. Saranno inoltre vietati tutti i servizi automatici che recuperano i dati del consumatore, per cui sarà necessario il consenso anche in quel caso. 

I servizi automatici offerti dall'operatore o da terzi saranno dunque eliminati se non richiedono prima il consenso del consumatore.

2. Sanità

Cambiano anche i processi di selezione per gli operatori sanitari. Il nuovo metodo prevede una graduatoria compilata su base di curriculum, volume di attività svolta e colloquio.

Se i primi posti avranno lo stesso punteggio verrà favorito il candidato più giovane

Il testo del decreto, inoltre, prevede che si svolgano regolari controlli sul processo di selezione per i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale. 

Per quanto riguarda i farmaci, invece, questi ora potranno essere inseriti nella lista farmaceutica nazionale prima della scadenza dei brevetti

3. Assicurazioni auto

Per le aziende di assicurazioni auto italiane la norma sulla concorrenza era già vigente.

Il nuovo DDL, tuttavia, la estende anche alle compagnie comunitarie operanti in Italia. 

Anche per loro, adesso, varrà la regola del risarcimento diretto, ovvero la liquidazione immediata del danno all'assicurato in caso di incidente. 

4. Antitrust

L'indipendenza delle autorità antitrust è un pilastro del DDL Concorrenza.

Vengono, inoltre, cambiate le regole per la selezione dei loro dirigenti. Verrà cioè istituito un Comitato tecnico per la selezione delle cadidature a controllo della procedura di selezione, affinché venga assicurata la massima trasparenza possibile. 

Il testo del decreto, inoltre, stabilisce che andrà rispettata la parità di genere nella selezione dei candidati. 

5. Energia

A favorire anche lo sviluppo dell'energia verde, il DDL Concorrenza accellera i tempi delle gare per le centrali idroelettriche. Verranno, inoltre, istituite aste per la costruzione di colonnine di ricarica delle macchine elettriche.

Sono inoltre accorciati e facilitati i permessi necessari per l'installazione della fibra

6. Rifiuti

In ultimo, ma non per ordine di importanza, verranno definiti degli standard qualitativi per la gestione dei rifiuti da parte dell'autorità competente.