Il programma di riaperture iniziato lunedì 26 aprile con il ritorno delle zone gialle in Italia sta accendendo nuove speranze nei viaggiatori di tutto lo Stivale, insieme a tantissimi europei che non vedono l’ora di spostarsi di nuovo in sicurezza in vista della stagione estiva. I vaccini proseguono più o meno velocemente in tutto il mondo, incalzati dalle varianti sempre nuove (ultima quella indiana che preoccupa per la sua ferocia) e l’Europa vaglia da diverso tempo la possibilità di garantire un pass ai viaggiatori vaccinati o con tampone negativo.

In questo periodo la maggior parte delle persone si mette al PC e comincia a organizzare le vacanze, ma senza sapere dove poter piazzare la puntina sul mappamondo. Proviamo allora a fare chiarezza sui luoghi che possiamo e non possiamo visitare e soprattutto quali sono i documenti che dobbiamo procurarci prima di partire.

Digital Green Certificate: cos’è e come funzionerà

Era stato annunciato a fine marzo dopo le dichiarazioni a cascata di molti Stati europei sulla volontà di riaprire al turismo internazionale, con o senza il benestare di Bruxelles. Tra i più agguerriti troviamo la Grecia che sta pianificando l’inizio della stagione estiva con la possibilità di dichiarare “Covid free” alcune delle isole più frequentate dal turismo già nel mese di maggio. 

Sull’onda delle proteste è stato approvato dal Parlamento Europeo il “Digital green certificate”, uno speciale “passaporto sanitario” che renderà più sicuri i viaggi nel continente. Ogni paese membro potrà aderire su base volontaria, seguendo dei parametri specifici per l’ingresso e l’uscita dei turisti dai confini.

Il cittadino che sceglie di viaggiare in un paese che ha adottato il passaporto sanitario dovrà certificare dal proprio medico una delle tre opzioni: l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid o il tampone negativo entro le 48 ore precedenti alla partenza. Il documento quindi non sarà in alcun modo discriminatorio nei confronti delle persone non vaccinate, che potranno comunque viaggiare.

Il pass conterrà alcune informazioni fondamentali, scansionabili in aeroporto, stazione o porto marittimo dal personale autorizzato tramite un QR code. Sarà possibile tenerlo sul proprio smartphone o stamparlo, sulla falsariga degli odierni biglietti aerei. Si tratterà di un documento gratuito con validità di sei mesi.

Il primo Stato europeo che ha scelto di aprire ai turisti con passaporto sanitario è l’Islanda che dal 18 marzo ha aperto le frontiere a tutte le persone che dimostreranno con un certificato scritto nelle principali lingue europee e nordeuropee l’avvenuta vaccinazione, la presenza di anticorpi nel sangue dovuti alla guarigione da Sars-Cov-2 o l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 72 ore precedenti alla partenza. Chiunque presenti questa documentazione è libero di viaggiare all’interno della splendida isola senza limitazioni, tornando a far vivere il turismo di un paese meraviglioso.

In Italia si è tornati a parlare di questo certificato pochi giorni fa, quando è stato approvato come sistema sicuro per muoversi tra regioni arancioni o rosse per motivi di turismo o visite familiari, mentre per le classiche motivazioni di salute, lavoro o emergenza basterà la solita autocertificazione. 

Viaggiare in Europa si può?

Al momento è possibile muoversi per turismo in Europa, ma dopo ogni viaggio va superato lo scoglio della quarantena, che può essere più o meno lunga a seconda del paese di provenienza e di destinazione. In Italia l’isolamento è di 5 giorni se si proviene dalla gran parte dei paesi europei, mentre a seconda dello Stato di destinazione la quarantena può essere più o meno lunga a seconda delle leggi vigenti. 

Al momento solo i paesi inclusi nel cosiddetto “Elenco C” sono visitabili per motivazioni turistiche, pur rispettando le regole di quarantena e certificazioni necessarie all’arrivo nel Paese e al ritorno in Italia. Questi paesi sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte. Esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Viaggiare per turismo all’estero, Europa compresa, deve essere fatto con estrema cautela, sia per questioni di salute e per evitare il rischio di contagio ma anche per questioni legate alle regole diverse che ogni paese ha preso per fronteggiare l’emergenza. Si rischia di organizzare un viaggio e ritrovarsi a passare una settimana fissando la carta da parati dell’hotel senza poter uscire a causa di regole cambiate poco prima della partenza. 

Viaggiare fuori dall’Europa è possibile?

Certo, il turismo ha ripreso a funzionare in molte parti del mondo, meno colpite dal Covid o più semplici da controllare grazie alla conformazione geografica e alla densità abitativa. Esempio sono i tantissimi arcipelaghi che si dichiarano “Covid free già da alcuni mesi, come Mauritius, Maldive o Barbados. Questo obiettivo è stato raggiunto con una severa politica sugli ingressi, con isolamento nei primi giorni di arrivo e obbligo di tampone ogni 5/7 giorni. 

La maggior parte dei paesi extraeuropei non ha ancora adottato la misura del passaporto sanitario, creando una varietà enorme di regolamenti e limitazioni basati su tutte le macroaree del pianeta.

Sudamerica

In tutto il Sudamerica le regole hanno maglie più larghe, pur con l’obbligo di presentare un documento che certifichi il tampone negativo nelle 72 o 96 ore precedenti l’arrivo nel paese. Ogni paese ha poi uno speciale documento di ingresso che andrà consegnato all’arrivo in aeroporto dove si prende visione e si accettano le limitazioni sanitarie presenti sul territorio. Così agiscono Brasile (che accetta visitatori nonostante le condizioni critiche del Paese), Perù, Bolivia e Repubblica Dominicana. In Messico i controlli sono più blandi, con una semplice autodichiarazione sul proprio stato di salute, disponibile sia in inglese che in spagnolo, è possibile superare i confini.

Africa

In Africa la situazione non è dissimile, con obblighi variabili a seconda del paese di provenienza. In Ghana e in Kenya ad esempio è obbligatorio il tampone negativo prima della partenza, insieme a un tampone che verrà effettuato all’arrivo o con cadenza settimanale. In Namibia o in Ruanda invece il tampone negativo può risalire anche a una settimana prima della partenza e non è obbligatorio per i minori di cinque anni

Preoccupa il Sud Africa, che pur avendo aperto ai turisti internazionali spaventa ancora per la variante del virus riscntrata nel Paese. All'arrivo i controlli sono molto severi, con obbligo di tampone negativo nelle 72 ore precedenti alla partenza e visita medica al momento dell'arrivo. Dichiarare il falso può comportare l'allontanamento dal Paese fino a 5 anni. I turisti italiani rientrano tra quelli che non devono fare richiesta di visto speciale all'Ambasciata o al Consolato per viaggi inferiori ai 90 giorni, ma possono entrare "liberamente" nel Paese. Molte compagnie aeree hanno sospeso i viaggi diretti dall'Europa al Sud Africa, obbligando a fare scalo in altri Stati, con altri obblighi vigenti.

Asia

L’Asia come comprensibile invece ha regolamenti più ferrei, con molti paesi che ancora non consentono l’arrivo di turisti, come molte zone del sud-est asiatico, l’India (alle prese con una nuova variante molto aggressiva), il Giappone e la stessa Cina. Aperte invece Corea del Sud e Thailandia, che però obbligano tutti i viaggiatori a un periodo di quarantena, 14 giorni se non vaccinati e 7 se vaccinati anche con la seconda dose per l’antico Siam, mentre in Corea l’obbligo del tampone deve essere presentato in coreano o tradotto in inglese certificato ed è obbligatoria una quarantena di 10 giorni. 

Stati Uniti

Pur avendo accelerato moltissimo le vaccinazioni e aver allentato le limitazioni all’interno del Paese, gli USA continuano a mantenere chiusi i confini per i cittadini dell’area Shengen, Italia compresa, e per chiunque sia transitato nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Cina, Sud Africa, Regno Unito, Brasile o Iran.  Questo significa per tutti i potenziali turisti italiani l’impossibilità di raggiungere gli Stati Uniti, a meno di avere un visto diplomatico, di studio o lavoro.

Al contrario, è di pochi giorni fa la notizia dell’apertura dell’Europa ai cittadini americani vaccinati. In un’intervista al New York Times, il presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha annunciato per gli americani vaccinati con sieri approvati dall’EMA (Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson&Johnson) la possibilità di circolare liberamente nei 27 Paesi membri dell’Unione a partire da questa estate, pur non fornendo una data precisa. 

Queste dichiarazioni potrebbero significare uno spiraglio anche per i turisti europei interessati a esplorare le meraviglie del continente americano, dato che nell’intervista si è fatto riferimento alla collaborazione tra Stati Uniti e UE per realizzare un passaporto sanitario accettato da entrambi i sistemi sanitari.

L’Italia limita i viaggi fuori dall’Europa

Il governo italiano resta piuttosto cauto sul fronte dei permessi sui viaggi extraeuropei, proprio a causa dell'enorme diversità di regolamenti, non sempre in linea con i nostri parametri sanitari. Al momento l'Italia concede i permessi per viaggiare come turisti solo in una serie di Stati, contenuti nell’ “Elenco D”, che comprende: Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Thailandia.

Con l’ultimo decreto sono stati espressamente vietati, salvo motivazioni di urgenza o lavoro comprovate, i viaggi nei paesi più a rischio: India e Brasile. Questo elenco di paesi, così come quello dell’allegato C riferito all’Europa sarà valido fino al 30 aprile, dopodiché potrebbero essere aggiunte o rimosse altre mete a seconda del livello di contagi nel Paese e in Italia.