Per sapere quanti mesi ci separano dall’immunità di gregge possiamo utilizzare l’indice DQP, acronimo di “Di Questo Passo”, sviluppato dalla Fondazione Hume. Prendendo come parametro di riferimento il numero di vaccinazioni giornaliere effettuate, l'indice stima le settimane che ci separano dalla piena immunizzazione. 

“La campagna di vaccinazione serve a raggiungere la cosiddetta immunità di gregge”. Sono state queste le prime dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, e della sottosegretaria Sandra Zampa, prima e dopo l'arrivo dei vaccini anti Covid-19 nel dicembre scorso. 

L’immunità di gregge è la meta da raggiungere per estinguere l’epidemia in Italia. È però necessario portare la velocità di trasmissione del virus (Rt) al di sotto di 1, ed è possibile farlo solo se c’è un numero sufficiente di persone vaccinate che impedisce il contagio. 

Il 17 dicembre 2020 la sottosegretaria alla Salute Zampa ha affermato che l’Italia avrebbe raggiunto l’immunità di gregge entro settembre-ottobre 2021. La percentuale indispensabile di persone da vaccinare oscilla tra il 70% e l’80%. Il paese sta correndo contro le varianti. L’ultima è stata isolata in India. 

Vaccinazioni nelle farmacie, le somministrazioni 

In Italia continua la campagna vaccinale contro il Covid-19. I dati sulle somministrazioni, diffusi e aggiornati dal ministero della Salute, sono per ora stabili. Oltre 17 milioni di italiani hanno ricevuto la prima dose – tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca – mentre le persone che hanno completato il ciclo vaccinale, ricevendo anche la seconda dose, sono poco più di cinque milioni. 

Il Lazio, superata dalla Lombardia con quasi tre milioni di vaccini inoculati, la Campania, l’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige, il Piemonte e la Puglia sono le regioni che hanno somministrato il numero più alto di dosi. La Liguria è in testa per la percentuale di dosi somministrate rispetto a quelle che le sono state consegnate, il 93,3% contro l’87-91%. 

Finora sono stati distribuiti quasi 20 milioni di vaccini. Pfizer/BioNTech ha consegnato oltre 13 milioni di dosi, seguita da AstraZeneca e Moderna. Il 21 aprile scorso sono state sbloccate le prime 180mila fiale della casa farmaceutica americana Johnson&Johnson, rimaste nell’hub nazionale dei vaccini a Pratica di Mare. 

L’Agenzia europea del farmaco (European Medicines Agency, Ema) ha dato il via libera al quarto vaccino anti Covid-19, Janssen, dopo lo stop precauzionale della Food and Drug Administration negli Stati Uniti. Come per il siero AstraZeneca si sono verificati alcuni rari casi di trombosi classificati “eventi rari possibili”.  

“La trombosi (formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni – scrive l’Ema – in combinazione con la trombocitopenia (bassi livelli di piastrine nel sangue) si è verificata in meno di una persone su 10.000”.  

Vaccinazioni nelle farmacie, il siero Janssen

Il vaccino Janssen è stato approvato dall’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) il 12 marzo scorso. La sospensione negli Stati Uniti per accertare l’incidenza dei casi di trombosi rispetto al numero delle somministrazioni ha convinto l’Unione europea e l’Italia a bloccare le inoculazioni. 

Nel frattempo però il governo Draghi, la Conferenza Stato-Regioni e le principali associazioni di categoria – Federfarma e Assofarm – hanno trovato un punto di incontro per autorizzare la somministrazione del vaccino Janssen nelle farmacie

Il vaccino Janssen “per la prevenzione della malattia Covid-19 è messo a disposizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale”. La scheda informativa dell'Aifa spiega che: 

"A differenza degli altri vaccini, Janssen garantisce una immunizzazione del 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e dell’85% trascorsi i 28 giorni dalla inoculazione".  

“Si tratta del quarto vaccino...con l’importante vantaggio aggiuntivo di una sola dose e della facilità di somministrazione...Da metà aprile, [sarà] una importante realtà”, ha dichiarato il Direttore Generale di Aifa, Nicola Magrini. 

A fine marzo, l’ex presidente della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini ha reso noto l’accordo quadro per la somministrazione del vaccino Janssen nelle farmacie.

“Ancora un altro tassello per rafforzare la campagna vaccinale in corso. Oggi ho firmato a nome della Conferenza delle regioni l’accordo con il governo, Federfarma e Assofarm che consentirà ai farmacisti adeguatamente formati di poter somministrare il vaccino anti Sars CoV-2”.

Con il decreto legge Sostegni il governo Draghi ha deciso di coinvolgere anche i farmacisti nella campagna vaccinale, ancora lontana però dal numero di somministrazioni auspicate dal commissario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Figliuolo. 

Nel testo del provvedimento è stato dato il via libera alle vaccinazioni in farmacia senza la presenza di un medico. Oltre ai quasi tre miliardi di euro per l’acquisto di farmaci che curano il Covid-19, come il Remdesivir e gli anticorpi monoclonali, il governo Draghi ha scelto di potenziare il personale per le vaccinazioni

Il 3 dicembre 2020 lo Stato aveva tentato di reclutare circa 12 mila persone tra infermieri, assistenti sanitari e tre mila medici. Il bando, che si è chiuso con una scarsissima adesione, ha costretto il governo a riconsiderare il coinvolgimento dei farmacisti nella campagna vaccinale. 

Oltre ai pediatri, agli specializzandi in medicina, ai medici ambulatoriali, agli odontoiatri e ai medici di continuità assistenziale, i farmacisti “attori della resilienza e della tempestività di risposta del Sistema sanitario nazionale”, come ha ricordato il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, contribuiranno all’obiettivo delle 56 milioni di dosi da somministrare per raggiungere l’immunità di gregge. 

Vaccinazioni nelle farmacie, come funziona

A distanza di una decina di giorni dalla conclusione dell’accordo quadro, da parte della Conferenza Stato-Regioni, che stabilisce 

  • i requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini; 
  • le misure per garantire la sicurezza degli assistiti;  
  • gli obblighi informativi;

il 9 aprile scorso Federfarma ha fatto sapere che le farmacie sono “pronte a fornire un contributo determinante per il conseguimento dell’altro obiettivo: somministrare 500mila vaccini al giorno”.

L’associazione di categoria ha terminato la campagna di adesione, con oltre 10mila attività che hanno dato la loro disponibilità a somministrare il vaccino anti Covid-19 Janssen. Tramite Federfarma si sono attivate circa 11 mila farmacie, comprese le 600 comunali associate. 

Lo Stato paga sei euro a vaccinazione. 

Come ha spiegato Fedefarma: “si stima che ognuna delle circa 11mila farmacie che hanno aderito alla campagna vaccinale sarà in grado di somministrare mediamente tra i 15 e i 20 vaccini al giorno”.

I professionisti che hanno aderito alla campagna vaccinale vengono formati dall’Istituto Superiore di Sanità prima di potere procedere alla inoculazione del vaccino.  

Per accedere alle farmacie che hanno aderito è necessario prenotarsi. Oltre al consenso informato, il farmacista abilitato dovrà prima acquisire tutte le informazioni sul paziente, la cosiddetta scheda anamnestica

In base all’accordo quadro i locali delle farmacie devono “garantire la sicurezza degli assistiti”. I pazienti dovranno seguire dei percorsi prestabiliti in area esterna e interna. È indispensabile che le farmacie provvedano a separare l’area destinata alle vaccinazioni da quella destinata all’attività ordinaria.

È possibile procedere alla somministrazione anche dopo l'orario di apertura. I farmacisti, proprio come nel caso dei tamponi, possono optare per l'allestimento di gazebo all’esterno. Farmacisti e utenza dovranno indossare le mascherine chirurgiche Ffp2.   

Le farmacie conservano il vaccino Janssen nei frigoriferi adibiti al mantenimento degli altri farmaci, e dovranno monitorare costantemente lo stato del siero. Come accade oggi negli hub ospedalieri, a chi viene somministrato il vaccino si chiede di aspettare una quindicina di minuti. Nel caso di reazioni avverse, il farmacista dovrà allertare immediatamente il 118. 

Vaccinazioni nelle farmacie, a chi spetta e la competenza regionale

La somministrazione del vaccino Janssen è stata autorizzata dai 18 anni in su. Ma come nel caso del siero Astrazeneca, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha raccomandato l’utilizzo per le persone di età superiore ai 60 anni. Una fascia di popolazione in cui non sono state riscontrate per ora reazioni avverse gravi, come la trombosi. 

Non tutti possono procedere alla prenotazione. L’accordo quadro della Conferenza Stato-Regioni ha escluso i “soggetti estremamente vulnerabili e gli allergici gravi”. 

L’accordo quadro che ha carattere nazionale dovrà essere recepito dalle regioni. Passo indispensabile per potere avviare la vaccinazione anche nelle farmacie aderenti.  

Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Campania, Liguria, Calabria sono alcuni dei territori che hanno autorizzato le vaccinazioni del siero Janssen nelle farmacie. Al momento le dosi arrivate in Italia sono circa 180mila. Il rischio che non bastino è molto alto. 

La regione Lazio, che finora ha mantenuto un ritmo sostenuto nella somministrazione dei vaccini, dopo avere annunciato il via libera alle inoculazioni nelle circa mille farmacie aderenti, è stata costretta a rinviare a giugno. 

La gestione delle somministrazioni dei vaccini nelle farmacie spetta dunque alle singole regioni. Per questo è necessario tenere sotto controllo i siti dedicati alle prenotazioni, che avverranno come è stato fatto finora per fasce d’età.   

L’immunità di gregge 

A poche settimane dall’arrivo dei primi due vaccini Pfizer e Moderna, l’Italia parlava già dell’immunità di gregge. La sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, il 17 dicembre 2020 ha persino annunciato l'orizzonte temporale "a settembre-ottobre 2021”. 

Nonostante le varianti del Covid-19, per immunizzare la popolazione è necessario vaccinare l’80% degli italiani. Il governo, i territori hanno scelto di coinvolgere anche altre figure professionali, come i farmacisti, per evitare di non riuscire a portare a tempo la campagna vaccinale entro il 2021.

Quando riusciremo a raggiungere il traguardo della immunità di gregge? La Fondazione Hume ha tentato di rispondere a questa domanda, stimando le settimane che potrebbero separarci dalla conclusione della campagna vaccinale smentendo a metà aprile le dichiarazioni del ministro della Salute e della sottosegretaria.  

“A metà della quindicesima settimana del 2021, il valore del DQP è pari a 32 settimane, il che corrisponde al raggiungimento della pseudo-immunità di gregge non prima del mese di novembre del 2021”. 

La Fondazione ha però sottolineato che ci sono stati passi in avanti nella somministrazione giornaliera rispetto all’inizio del 2021. Con una media di circa 300mila dosi inoculate e, come annunciato, con l’arrivo di 5 milioni di vaccini tra il 27 aprile e il 5 maggio 2021, il commissario Figliuolo ha ribadito ancora una volta il target delle 500mila vaccinazioni al giorno. Questa volta entro il 29 aprile. Salvo imprevisti.