Mentre l’Europa è ancora nel mezzo della quarta ondata, dall’Africa meridionale arriva il nuovo spauracchio. Una variante estremamente contagiosa e ancora per lo più sconosciuta si è sviluppata in Sudafrica, per poi diffondersi in tutta la parte meridionale del continente e infine nel resto del mondo, con casi negli USA, in Europa e ieri anche uno a Milano. 

La reazione del mondo è stata la stessa che ha caratterizzato le varianti precedenti. Molti stati si sono affrettati a chiudere le frontiere ai viaggiatori provenienti dalle aree a rischio. I mercati sono crollati per paura di un nuovo blocco della produzione e le case farmaceutiche si sono subito messe al lavoro per sequenziare mutazioni della variante omicron. 

Ci sono però notizie confortanti in questo momento, anche se dovranno essere confermate in futuro. La nuova variante, benché più aggressiva, non sembra più mortale. Inoltre a quanto riporta il governo sudafricano, la maggioranza dei pazienti ospedalizzati non è vaccinata, segno che probabilmente l’efficacia dei vaccini vale anche per questa mutazione. 

L’avvento della variante omicron potrebbe però far peggiorare rapidamente la situazione dei contagi, e riattivare il sistema delle regioni a zone colorate che è rimasto per mesi quiescente, con tutta l’Italia in zona bianca. Già da lunedì due regioni diventeranno gialle, e i non vaccinati sperimenteranno le nuove restrizioni del Super Green Pass. 

Vaccini, cosa sappiamo di omicron

Come era scontato che accadesse, dopo la variante delta arriva un’altra mutazione significativa del nuovo coronavirus umano SarsCov-2, che si aggiudica la sua lettera dell’alfabeto greco, omicron. 

In realtà ci si aspettava che il nome sarebbe stato Nu, ma la N greca ha un suono troppo simile alla parola “New”, nuovo in inglese. Il candidato più ovvio sarebbe stato Xi, ma all’organizzazione mondiale della sanità non sembrava il caso di chiamare la nuova variante come il segretario del partito comunista cinese (Xi Jinping). Quindi si è ripagato su Omicron.

Sono passati solo pochi giorni da quando questa mutazione è stata sequenziata per la prima volta, quindi non si sa ancora molto di quali siano le sue caratteristiche. I dati certi sono che si è sviluppata in Botswana, per poi diffondersi in Sudafrica e in tutta l’Africa meridionale. 

Questo è quanto c’è di certo, il resto sono soprattutto ipotesi. La prima è quella sulla sua effettiva contagiosità. Per avere successo, una variante di un virus deve per forza essere più contagiosa della precedente, oppure verrà sopravanzata. La delta è estremamente contagiosa, e anche se omicron si sta diffondendo molto in Sudafrica, non è certo che sia in grado di fare lo stesso nel resto del mondo. 

Poi c’è l’elusione dei vaccini. Omicron è molto diversa dall’originale coronavirus, con oltre 32 mutazioni sulla proteina che permette al sistema immunitario di riconoscere e attaccare il virus. Nonostante questo, in Sudafrica il 65% dei pazienti ricoverati in ospedale con la omicron non è vaccinato e buona parte del rimanente 45% ha fatto soltanto una dose. 

Il fatto che la variante si sia sviluppata in un contesto come quello africano, in cui i vaccini sono poco diffusi, fa ben sperare in questo senso. Difficilmente un virus evolutosi in assenza di sistemi immunitari in grado di combatterlo avrà sviluppato contromisure per sfuggire ai vaccini. 

Non si hanno ancora precise notizie riguardo alla mortalità, anche se sembra che molti giovani in Sudafrica abbiano contratto la malattia in forma grave. Questo potrebbe essere dovuto però all’età media molto bassa del paese. In teoria un virus tende ad evolversi per essere sempre più contagioso e sempre meno mortale. Uccidere il proprio portatore per un virus significa non riprodursi, e quindi sparire. La mortalità non porta vantaggi evolutivi. 

Vaccini, le prime conseguenze di omicron

Per il momento la principale conseguenza di omicron è quella economica. Alla notizia di una nuova variante del coronavirus venerdì, le borse sono andate nel panico e gli indici, che stavano macinando record su record in questo periodo di ripresa, sono crollati. Milano ha perso il 4,6 per cento, Madrid il 5, e cifre simili si sono registrate anche a Parigi e Francoforte. Anche il petrolio è crollato. Il prezzo del Brent è sceso del dieci per cento. 

Subito dopo i governi di tutto il mondo hanno iniziato a limitare i viaggi dall’africa meridionale. Il governo sudafricano ha protestato, sentendosi punito per aver scoperto la nuova variante. Un altro blocco dei voli potrebbe determinare uno stop per la stagione turistica invernale. Preoccupazione tra gli albergatori italiani, nonché tra i gestori di impianti sciistici, che da due anni non possono aprire per una stagione intera, e speravano che il 2021 sarebbe stato l’anno della ripresa. 

Curioso invece in borsa l’andamento controcorrente di determinate aziende. Le ditte che hanno fatto fortuna durante il lockdown, alla notizia di una nuova variante con annesso nuovo rischio di restrizioni sono schizzate di diversi punti percentuali. 

Zoom, la famosa app per videochiamate e videoconferenze che è diventata la più utilizzata in ambito professionale, ha guadagnato il 6 per cento. Anche Peloton, un’azienda che produce cyclette connesse alla rete che negli USA hanno avuto molto successo, ha guadagnato il 5 per cento.  

Vaccini, le nuove restrizioni in Italia

La pandemia in Italia stava già peggiorando prima che la nuova variante si facesse strada fino in Europa. La quarta ondata, cominciata nell’Europa dell’est, ha invaso Friuli Venezia Giulia e Alto Adige, colpendo due delle regioni a minor tasso di vaccinazione di tutto il paese. 

Dopo le pressioni di molto governatori di regione, il governo ha scelto di attuare nuove restrizioni, per evitare che il virus si diffondesse. Buona parte di esse sono legate all’uso del Super Green Pass. Questa versione rafforzata della certificazione verde verrà assegnata soltanto a chi si è vaccinato contro il coronavirus, o a chi è guardato. 

Grazie ad essa sarà di fatto possibile non sottostare alle nuove restrizioni. Chi non è vaccinato non avrà accesso a bar e ristoranti anche in zona bianca. I grandi cambiamenti arrivano però in zona arancione, dove tutte le chiusure precedenti sono annullate, ma di fatto continueranno a valere per i non vaccinati. 

Bar ristoranti, ma anche palestre e piscine, come stadi cinema e teatri, saranno un privilegio che sarà riservato a che è immunizzato contro la malattia. Una soluzione simile a quelle prese nei paesi germanofoni, dove da tempo si ipotizza un lockdaun ristretto ai non vaccinati. 

In zona rossa invece non cambia nulla. Se una regione raggiungesse la massima soglia di allerta contro il coronavirus, le chiusure sarebbero totali, per vaccinati e non vaccinati, esattamente come accaduto in passato. Al momento però questo scenario è lontanissimo per tutte le regioni, con anche le più critiche che rischiano soltanto la zona gialla. 

Vaccini, da lunedì prime dosi ai bambini

Nel mentre la pandemia riprende forza, arriva a quasi un anno dalla prima approvazione, la conferma anche per l’agenzia europea del farmaco, che il vaccino contro il coronavirus è sicuro anche per i bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Questo passo arriva quasi un mese dopo l’approvazione della Food and Drugs administration americana. 

Un passo fondamentale, per procedere nella campagna vaccinale, che da dopo la fine dell’estate stenta a fare l’ultimo passo necessario per raggiungere l’immunità di gregge. I bambini potrebbero rappresentare la fetta di popolazione mancante, ma ci sono delle preoccupazioni riguardo una possibile reticenza dei genitori a far vaccinare i figli. 

Giorgio Palù, presidente dell’agenzia italiana del farmaco, ha però chiarito che i rischi legati al vaccino sono nulli per i bambini. Anche le miocarditi registrate nei giovani non sono un problema per i più piccoli. Al contrario specifica il presidente, il Covid è diventato una delle principali cause di morte tra i bambini i Italia. È una malattia a tutti gli effetti pediatrica, con conseguenze di lungo periodo e che ha ormai colpito un bambino su quattro. 

Fermare questo contagio è responsabilità dei genitori, che devono garantire la sicurezza dei propri figli. Se così non fosse, il governo potrebbe valutare un obbligo vaccinale per i minori, come già avviene per numerosi altri vaccini. Infondo come ha ricordato anche Palù, vaccinare i bambini è prassi comune, è vaccinare gli adulti che è cosa rara, non viceversa. 

Vaccini, corsa alle terze dosi

La campagna vaccinale intanto è tornata a far sonare cifre significative, con oltre 300.000 dosi al giorno nell’ultima settimana. Il merito è soprattutto della corsa alla terza dose. Da quando la platea è stata ampliata, la dose booster ha rappresentato lo slancio principale di questa nuova fase di vaccinazioni. Nella giornata di venerdì 27 novembre le terze dosi hanno toccato la cifra record di 294.000. Dal primo dicembre inoltre il governo estenderà agli over 18 la possibilità di prenotare la terza dose. 

La terza dose è fondamentale per garantire immunità parziale anche dal contagio, e rallentare l’avanzare della quarta ondata. Hanno però registrato un leggero aumento anche le prime dosi, che da settimane non superavano le 20.000 al giorno. Al contrario venerdì le nuove vaccinazioni hanno fatto registrare quasi 30.000 adesioni. Siamo ancora lontani dagli obiettivi utili per l’immunità di gregge, ma è un buon segno in vista dell’apertura dei vaccini ai bambini. 

Le regioni più virtuose continuano ad essere Toscana, Lazio, Puglia e Provincia Autonoma di Trento. Se in queste aree si conta anche chi è ancora in attesa della seconda dose, i numeri parlano di meno del 10% di persone non vaccinate, di fatto immunità di gregge. Fanalini di coda invece smepre Sicilia, Calabria e Provincia Autonoma di Bolzano. Quest’ultima in netto contrasto con l’altra metà del Trentino Alto Adige, nonché una delle aree che ha subito più danni dalla quarta ondata fin ora.