Veicolo usato: le 5 truffe più frequenti da evitare!

Il mondo dei veicoli usati è uno di quelli preferiti dai truffatori in cerca di vittima: sa che si tratti di professionisti del crimine, sia che si tratti di frodatori improvvisati che tentano il colpaccio. Ma con un po' di cautela si può andare sul tranquillo.

Image

Le auto nuove sono belle ma costano troppo? In effetti è così, e allora è piuttosto frequente che si decida di affidarsi all’usato. In questo ci spinge anche il Governo che si è inventato un bonus su misura. Ma siamo così sicuri che questa scelta sia sempre la migliore?

Nella maggior parte dei casi è così: ci portiamo a casa un veicolo in buone condizioni, con una spesa decisamente inferire rispetto a quella che ci chiede il concessionario per l’ultimo modello appena uscito dalla fabbrica. In genere il modo per andare sul sicuro è quello di rivolgerci ai canali ufficiali: rivenditori che ci danno un usato garantito.

Se però vogliamo risparmiare un po’ di più ci sono anche altre possibilità, come rivolgersi a un privato, oppure consultare siti specializzati sul web che mettono in contatto domanda e offerta.

Si tratta di una scelta del tutto legittima, che però potrebbe nascondere qualche insidia. È soprattutto qui, dietro l’anonimato garantito dalla rete, che si nascondono truffe e imbrogli tra cui il pericoloso phishing. Vedremo quali sono le più diffuse e quali sono i campanelli d’allarme che ci devono far drizzare le antenne e se è il caso farci fare una denuncia. 

Veicoli usati comprati sul web

Comprare un veicolo usato da un concessionario, oppure tramite web non fa dal punto di vista formale nessuna differenza. In entrambi i casi due parti entrano in contatto, si accordano sul prezzo e se si accordano si passa alla compravendita.

Nel caso del web, però è necessario adottare qualche cautela in più. La ragione è che grazie alla riservatezza garantita dalla rete, e grazie all’esperienza acquisita nel corso di anni di attività, in questo settore ci sono maggiori probabilità di finire nella rete di qualche truffatore.

La prima insidia è quella data dal fatto che spesso il venditore abita in una località molto lontana, quindi non abbiamo la possibilità di vedere il veicolo di persona.

Non fidiamoci mai solo dalla foto: può benissimo essere ritoccata, essere stata fatta a un altro mezzo. Addirittura può essere stata fatta di recente, ma con l’accortezza di riprendere il veicolo dal suo lato migliore, omettendo di inquadrare ammaccature, macchie di ruggine, o interni logori o sporchi.

Annotazione importante è che trovare un’inserzione su un sito serio e fidato non equivale a una altrettanta correttezza dell’inserzionista. I siti di questo tipo costituiscono solo la piazza dove fare incontrare i possibili contraenti. A tiolo di esempio, v diamo cosa dicono le condizioni d’uso del sito subito.it dove si legge che

l’utente è responsabile di quanto scrive nel proprio annuncio, dell’esistenza del prodotto che offre, e della corrispondenza dello stesso alle caratteristiche promesse. Risponderà inoltre del comportamento tenuto nel corso della trattativa. 

Attenzione quindi a non farsi fuorviare dalla fiducia che mettiamo nel portale, o a commettere l’errore di pensare che saremo tutelati nel caso di truffe.

Un modo per proteggersi, comunque esiste ed è quello di segnalare al sito eventuali anomalie e scorrettezze da parte del nostro interlocutore. Questo non ci risarcirà eventuali danni, ma comunque contribuirà ad evitare che continui ad ingannare altri utenti.

Se poi cadiamo nella truffa è importante fare sempre una denuncia a carabinieri o polizia, anche nel caso in cui il nostro danno è stato limitato.

Pagamento di un veicolo usato 

Seconda possibilità di truffa è quella legata ai pagamenti. Attenzione a chi ci chiede di inviare un anticipo, soprattutto se la richiesta è quella di utilizzare un mezzo di pagamento non tracciabile.

In genere ci diranno che nel caso con confermiamo il nostro interesse subito, l’auto verrà venduta ad altri, oppure che si trova all’estero e che c’è la necessità di pagare immediatamente una somma per completare le procedure di ingresso in Italia. 

Probabilmente in casi del genere non vedremo mai l’auto, perderemo i nostri soldi e se siamo stati anche così incauti da fornire dati personali e bancari potremmo anche trovarci il conto corrente notevolmente alleggerito, se non addirittura vedere i nostri dati personali usati per realizzare truffe a danni dello stato.

Ma anche nel caso in cui facciamo l’acquisto da un amico, o comunque da una persona fidata facciamo sempre attenzione al tipo di pagamento scelto. Deve trattarsi preferibilmente di qualcosa di tracciabile: un bonifico bancario, o una carta di credito. Questo ci permetterà di dimostrare oltre ogni dubbio che abbiamo rispettato la nostra parte dell’accordo.

Si ricorda, poi che in Italia ci sono dei limiti all’uso del contante dettati alla necessità di porre un freno alle attività che vengono occultate al fisco per non pagare le tasse e per tenere sotto controllo il fenomeno del riciclaggio di somme provenienti da attività illecite.

Con la legge di bilancio 2020

il tetto massimo del contante utilizzabile in un’unica operazione è sato fissato in 1.000 euro. Chi continuasse a pagare in contanti anche somme più elevate, se scoperto sarà sanzionato con una multa. 

Entrambe le parti del contratto: sia chi paga, che chi incassa sono considerate responsabili.

Cosa controllare di un veicolo usato

Veniamo adesso alle caratteristiche dell’auto usata. La scelta più saggia è quella di non fidarsi di quanto viene dichiarato dal venditore, ma di esaminarla. Meglio ancora sarebbe farla vedere a un meccanico di fiducia che ci può confermare la convenienza dall’acquisto. Non abbiamo remore a portare con noi un esperto, il venditore se è in buona fede non avrà alcun problema in questo senso.

Ci sono una serie di verifiche che possono essere fatte anche da chi ha poca esperienza: per esempio l’usura dei sedili, o delle parti interne dell’auto può segnalare che quel veicolo è stato usato con più frequenza di quanto dichiarato. Da fare, poi una semplice controllo sul funzionamento di luci, aria condizionata, tergicristalli e sul rumore del motore. In genere se non ci viene proposto, chiediamo di nostra iniziativa di fare un giro di prova.

Invece non fidarsi a prescindere, di quanto dichiarato dal contachilometri, perché anche se questa pratica sta diventando sempre più complicata e costosa, soprattutto per i veicoli usati più datati è ancora piuttosto diffusa l'alterazione del sistema.

Dove verificare se un veicolo usato è in regola

Se il prezzo ci piace, e ci sembra che sia corretto per il veicolo usato che abbiamo scelto, non possiamo però ancora ritenerci soddisfatti dei controlli fatti. Possibile infatti che si tenti di venderci un veicolo cointestato ad altri e che quindi il venditore non avrebbe il diritto di cedere.

Altra possibilità di truffa è che il venditore ometta di informarci che quel veicolo è gravato da vincoli, pesi o da trascrizioni pregiudizievoli. La possibilità più frequente è che il mezzo sia stato sottoposto a fermo amministrativo.

Questo succede per esempio nel caso Agenzia delle Entrate rilevi che una o più cartelle esattoriali non sono state pagate. In quell’ipotesi può sequestrare una parte dei beni del debitore a garanzia del pagamento della somma dovuta.

Tra i beni sequestrati ci possono essere anche i veicoli. Col fermo questi restano di proprietà del debitore, che però ha il divieto di metterli su strada. Secondo il codice della strada

chi circola con un mezzo in syato di fermo dovrà pagare una multa compresa tra un minimo di 714 e un massimo di 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo di trasposto.

Non esiste il divieto di vendere un mezzo in stato di fermo, ma l’obbligo di informare l’acquirente sì. A quest’ultimo infatti pur non passando anche il debito con l’erario passa il divieto di utilizzo dell’auto fino al momento in cui il fermo è revocato. Chi se ne dovesse accorgere in seguito, potrà chiedere la rescissione del contratto e la restituzione della somma versata.

Prima di firmare il contratto di compravendita. Quindi sempre meglio fare una visura sulla targa, cioè una verifica delle pendenze su quell’auto. Il controllo può essere fatto rivolgendosi a una sezione locale dell’ACI, o utilizzando il servizio online.

Sul sito di ACI si precisa che le sole modalità autorizzate sono VISURENET, l’app ACI Space utilizzando la funzione Infotarga, o una agenzia autorizzata. Il costo dell’operazione è di 6 euro, salvo l’aggiunta delle spese previste per il sistema PagoPa.

Esistono anche altri portali, ma ACI invita a valutarli con cautela perché spesso prevedono l’applicazione di costi occulti, cioè non dichiarati, direttamente sulla carta di credito.

Quali documenti ci devono dare con un veicolo usato

Se tutti i controlli hanno dato esito definito, arriviamo all’ultima, fase: quella del passaggio di proprietà. Non esiste un obbligo di redigere un vero e proprio contratto di compravendita. Sarebbe comunque meglio farlo, soprattutto nel caso in cui abbiamo concordato con il venditore una garanzia sui vizi che il veicolo usato potrebbe mostrare con l’uso.

Se quello dovesse succedere, è probabile che senza qualcosa di scritto in modo chiaro, ci venga negato il risarcimento pattuito a voce.

Costituisce un obbligo di legge, senza il quale l’auto non diventa nostra, quello dell’annotazione del passaggio di proprietà. Ci spiega il sito di ACI che

ogni veicolo deve avere il DU che dal 2020 sta progressivamente sostituendo il vecchio libretto di circolazione e il documento di proprietà. Questo documento viene rilasciato a tutti i veicoli nuovi e la prima volta in cui uno usato passa di proprietà.

Si tratta di un documento senza il quale non si può circolare e che deve essere sempre tenuto in auto se si è su strada.

Quel documento quindi ci vede essere sempre consegnato, anche se ci sono due mesi di tempo per fare l’annotazione dei passaggi di proprietà. Senza quello, nel caso in cui fossimo fermati saremmo multati.

Diverso però è il caso in cui lo abbiamo ma è rimasto a casa e quello in cui ne siamo del tutto privi. In genere la procedura è di presentarsi al più presto al comando della pattuglia che ci ha firmato ed esibire il documento, se non lo facciamo la multa supererà i 1.600 euro.

Posiamo verificare lo stato del nostro veicolo e l’effettiva annotazione del passaggio di proprietà, rivolgendoci al PRA. Si ricorda che i tempi entro cui il passaggio deve essere registrato sono 60 giorni dalla data in cui è stata fatta la compravendita.