La violenza psicologica è reato? Quando e come denunciare

Come è punita la violenza psicologica e quando costituisce un reato previsto dal Codice penale? Vediamo insieme come difendersi, quando denunciare e a chi rivolgersi.

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La violenza psicologica non è (ancora) prevista all'interno del Codice penale, per cui non è riconosciuta come un reato perseguibile penalmente. Per questo motivo potrebbe essere difficile da denunciare e da dimostrare in Tribunale.

Però, per fortuna, perlomeno nella maggioranza dei casi, quando un determinato soggetto subisce degli abusi, possono configurarsi altre tipologie di reati e, in questo modo, potranno essere denunciati i maltrattamenti subiti.

Vediamo, quali termini rispettare e cosa rischia cho commette gli abusi.

Che cos'è la violenza psicologica

La violenza psicologica è una particolare forma di maltrattamento, la quale non viene inflitta sul corpo di una persona, ma la sua mente e la sua psiche, mirando a colpire, per l'appunto:

  • il valore di una persona;
  • l'autostima di una persona;
  • la dignità di una persona.

In questo modo, infatti, un determinato soggetto cerca di indurne un altro a provare:

  • ansia;
  • colpa;
  • depressione cronica;
  • disturbo da stress post traumatico;
  • ferimento;
  • paura;
  • smarrimento;
  • sopraffazione;
  • sottomissione;
  • vergogna.

A differenza della violenza fisica, che porta dietro con sé dei segni molto visibili del fatto che questa è stata perpetrata, quella psicologica, invece, rimane più nascosta e per questo, purtroppo, troppo spesso tende ad essere sottovalutata, sia dagli altri che anche dal soggetto stesso che la subisce.

In questo modo, ne deriva l'estrema difficoltà di poter agire con delle soluzioni mirate, in modo da porre rimedio a questa situazione, e, perciò, è molto semplice generare ed indurre dei danni permanenti in colui che ne risulta la vittima.

La violenza psicologica è reato?

Ecco quali sono i reati che si possono configurare quando un determinato soggetto infligge una violenza psicologica su un'altra persona con dolo, quindi in maniera intenzionale:

  • il reato per maltrattamento contro un proprio famigliare o un convivente, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 572 del Codice Penale;
  • il reato di minaccia, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 612 del Codice Penale;
  • il reato di stalking, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 612 bis del Codice Penale;
  • il reato di violenza privata, il quale viene disciplinato all'interno dell'art. 610 del Codice Penale.

Dunque, anche se la violenza psicologica non è prevista come un vero e proprio reato dal codice penale, in determinate situazioni, potrebbe diventarlo perché si configura almeno uno tra i seguenti reati che abbiamo appena elencato.

Come denunciare

Nei casi in cui si configuri uno tra i quattro reati che abbiamo visto nel corso del precedente paragrafo, la vittima può procedere con la denuncia, la quale può essere sporta nei confronti del proprio carnefice, con le seguenti modalità:

  • in forma scritta, recandosi presso gli uffici delle Forze dell'Ordine, come ad esempio presso gli uffici della Polizia di Stato, dei Carabinieri, ecc...;
  • in forma orale, telefonando al 112, ovvero il numero unico per le emergenze.

Denunciare è di fondamentale importanza! Bisogna denunciare sempre, senza aspettare che i fatti degenerino, che diventino maggiormente gravi e che portino a delle conseguenze disastrose.

Inoltre, per queste tipologie di reati esiste la prescrizione, per cui bisogna affrettarsi a denunciare, dato che dopo tre mesi tutte le accuse decadono. Mentre per quanto riguarda il reato di stalking, invece, il termine per la prescrizione è di 6 mesi dal compimento dell'atto illecito.

Dove si consuma e come si manifesta

L'art. 572 del Codice Penale, il quale è intitolato "Maltrattamenti contro familiari o conviventi", descrive i luoghi e le modalità con le quali la violenza psicologica viene consumata.

In particolare, questo articolo punisce con la reclusione da tre fino a sette anni qualsiasi soggetto maltratta:

  • un'altra persona che fa parte della propria famiglia:
  • un'altra persona che convive con lei;
  • un'altra persona che risulta sottoposta alla sua autorità;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per motivi di educazione;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per motivi di istruzione;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per motivi di cura;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per motivi di vigilanza;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per motivi di custodia;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per esercitare una professione;
  • un'altra persona che risulta sottoposta al suo affidamento per esercitare un'arte.

Da ciò ne deriva che, questa tipologia di violenza si può manifestare anche all'interno dell'ambito lavorativo. Ma come si manifesta? Ecco quali sono le modalità con le quali la violenza psicologica può essere messa in atto:

  • attraverso gli abusi verbali;
  • attraverso le accuse;
  • attraverso gli atti d'insolenza;
  • attraverso i danneggiamenti;
  • attraverso l'esclusione dal prendere delle decisioni importanti per la collettività della quale la persona fa parte;
  • attraverso le ingiurie;
  • attraverso gli insulti;
  • attraverso l'isolamento sociale;
  • attraverso l'imposizione di privazioni;
  • attraverso la limitazione della libertà;
  • attraverso la mancata assistenza e il mancato supporto in caso di malattia o per qualsiasi altro bisogno;
  • attraverso l'utilizzo della forza bruta che, attraverso la violenza fisica, induce nella vittima un meccanismo psicologico denigrante e/o doloroso;
  • attraverso le minacce;
  • attraverso le svalutazioni;
  • attraverso le umiliazioni pubbliche;
  • attraverso le vessazioni.

Come capire se si è una vittima

Questi atti persecutori, che si manifestano solamente quando vengono utilizzati più di una volta dal carnefice ai danni della vittima, se vengono protratti in maniera continuativa, potrebbero portare a dei danni e a delle conseguenze anche estreme.

Perciò, ci si potrà recare presso le autorità per sporgere denuncia solamente quando questi atti che ledono la dignità e l'autostima della vittima si ripetono con il passare del tempo, anche dal momento che la violenza psicologica diventa un reato soltanto quando è riconducibile ad un altro reato già esistente.

Essa può manifestarsi:

  • in un crescendo di gravità;
  • con un andamento ciclico.

Nel primo caso, gli atti persecutori diventano sempre più accentuati ed insostenibili per la vittima; mentre, nel secondo caso, invece, le violenze mentali effettuate su un determinato soggetto vengono alternate con dei momenti di calma apparente oppure di finta riappacificazione tra la vittima ed il carnefice.

Quali sono gli effetti nelle vittime

Il soggetto che svolge il ruolo di carnefice, in queste situazioni, tenta di controllare e di dominare la sua vittima, tentando di provocare e di indurre in essa degli effetti psicologici devastanti, i quali potrebbero essere assimilabili a:

  • dei disastri di tipo naturale;
  • delle guerre;
  • dei sequestri di persona.

Questi abusi ripetuti nel tempo riportano e generano delle conseguenze sia sulla salute fisica che su quella mentale della vittima, in quanto questi due ambiti risultano strettamente collegati tra di loro.

Ecco, in particolare, quali sono gli effetti che vengono prodotti sulla vittima, attraverso queste tipologia di abusi:

  • l'ansia;
  • l'auto-biasimo;
  • la colpevolizzazione;
  • la confusione nella percezione della propria identità;
  • la depressione;
  • l'impotenza;
  • l'inadeguatezza;
  • la mancanza di autostima;
  • la paura;
  • i sensi di colpa;
  • il senso di incapacità;
  • lo stress;
  • la vergogna.

Alcuni dati, supportati da studi scientifici mirati, dimostrano che chi subisce violenza psicologica riporta e può avere:

  • un rischio di depressione 5/6 volte più elevato;
  • una probabilità più elevata di soffrire di disturbo da stress postraumatico (PTSD);
  • un rischio tra le 2 e le 6 volte più elevato, a seconda della tipologia di violenza che viene perpetrata nei confronti della vittima, di poter sviluppare un cancro alla cervice uterina.

Ecco alcuni esempi

Abbiamo visto all'interno di un precedente paragrafo come si manifesta la violenza psicologica, ma andiamo ad approfondire adesso questa tematica, mostrando alcuni esempi concreti che possono essere collegati agli abusi di cui abbiamo parlato finora.

Nello specifico, ecco alcuni esempi con cui si manifestano queste tipologie di abuso ai danni della vittima:

  • le accuse, come ad esempio "è colpa tua", "è colpa tua se faccio così", "se ti comportassi in questo modo...", ecc...
  • le forme di controllo, come ad esempio il monitoraggio delle attività della vittima sul suo telefono, nelle email che questa invia, dei sui social, delle sue relazioni sociali, di quanto spende, dei suoi spostamenti, ecc...;
  • gli insulti, come ad esempio "sei brutto", "sei stupido", "sei ritardato", ecc...;
  • le minacce, come ad esempio il fatto di innescare la paura nella vittima di conseguenze disastrose, se questa non obbedisce al proprio carnefice, per quanto riguarda i rapporti e le relazioni con la propria famiglia e con i propri amici;
  • le svalutazioni riguardanti i risultati che vengono conseguiti dalla vittima, come ad esempio quelli che questa raggiunge all'interno del contesto scolastico oppure all'interno dell'ambito lavorativo;
  • le svalutazioni riguardanti il ruolo della vittima all'interno della società, come ad esempio "ma che figlio sei", "ma che moglie sei", "come marito non vali niente", ecc....

Come uscire da una violenza psicologica

Per poter uscire da una violenza psicologica servono, soprattutto, una forte consapevolezza e la scelta di amare se stessi. In alcuni casi, l'unico modo per poter uscire da queste situazioni è fuggire da esse.

Ma ecco alcuni consigli pratici di soluzioni che puoi adottare se ti trovi in questa condizione, per tentare di uscire da questa nel momento in cui si manifesta:

  • guarda il tuo carnefice dritto negli occhi;
  • esprimi i tuoi pensieri e le tue opinioni;
  • mantieni la calma;
  • mantieni la concentrazione;
  • mostrati convinto delle tue capacità;
  • mostrati sicuro di te stesso;
  • non accettare ordini dal tuo carnefice;
  • non farti bloccare dalle ansia e dalle paure;
  • non farti sottomettere;
  • non essere aggressivo;
  • non rispondere impulsivamente;
  • pensa in modo veloce;
  • rifletti prima di rispondere;
  • rispondi in maniera lenta;
  • rispondi utilizzando dei monosillabi o, comunque, delle frasi corte;
  • sii ripetitivo;
  • sorridi.