Esame di maturità, voto troppo basso o bocciatura? Come e quando fare ricorso

Nei casi in cui il voto dell’esame di maturità sia ritenuto troppo basso e ingiusto o, ancor più, in caso di bocciatura è possibile fare ricorso al Tar. Le situazioni di irregolarità, però, devono poter essere dimostrate e il costo non è esiguo.

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L'esame di maturità è un momento di passaggio fondamentale della vita di ogni adolescente. Per alcuni, però, può rivelarsi al di sotto delle aspettative. Il motivo? Un voto troppo basso, che non rispecchia l'impegno dimostrato, oppure una bocciatura ingiusta. 

Qualora ci si trovi in queste spiacevoli situazioni, la legge italiana offre la possibilità di difendersi. Lo studente o la famiglia possono, infatti, fare ricorso al Tar (il Tribunale amministrativo competente per esami e concorsi pubblici). 

È bene, però, precisare due cose: la prima è che difficilmente si può disporre di prove concrete circa irregolarità o ingiustizie e il ricorso, dunque, va a buon fine solo in presenza di serie e comprovate ragioni; la seconda riguarda i costi che non sono affatto esigui. 

Ma quali sono i casi in cui è possibile fare ricorso al Tar e risolvere un’ingiustizia subita? E, soprattutto, cosa si intende per ingiustizia nel caso di un voto basso o della bocciatura all’esame di maturità?

Maturità, voto troppo basso o bocciatura? Quando fare ricorso 

Prima di iniziare, è bene chiarire che, in caso di voto basso o di bocciatura all’esame di maturità, è essenziale tenere in considerazione due fattori: l’oggettività delle motivazioni per cui si decide di fare ricorso e, soprattutto, la capacità di dimostrare che sia stata compiuta un’ingiustizia. 

Qualora ci si sentisse vittima di atteggiamenti discriminatori o di qualsivoglia irregolarità, allora potrebbe essere possibile rivolgersi al Tar della propria Regione. Dal momento che, come già detto e come vedremo, il costo per questa operazione è spesso elevato, è bene innanzitutto conoscere quali sono, per legge, quei casi in cui è possibile procedere in questo modo. 

Nello specifico, lo studente e la famiglia possono scegliere di fare ricorso al Tar qualora: 

si siano verificate delle irregolarità amministrative o formali (per esempio, per la mancanza di una firma);

si sia verificata un’evidente ingiustizia nella valutazione;

si sia verificato un’evidente disparità di trattamento rispetto agli altri studenti (eccesso di potere).

La procedura da seguire

Qualora una o più delle condizioni riportate nel precedente paragrafo dovessero essersi verificate, allora lo studente ha la possibilità di fare ricorso. 

Come già detto, però, si tratta di un’operazione non semplice e che difficilmente porta ai risultati sperati. Questo, in sostanza, perché, come già accennato, queste condizioni devono poter essere dimostrate, cioè devono esserci delle prove concrete a sostegno delle motivazioni alla base della richiesta. 

Per esempio, nel caso in cui si sia verificata una disparità di trattamento rispetto ad altri studenti, vittima e famiglia devono poter contare sulla possibilità di dimostrare quanto asserito, per esempio servendosi di testimoni o servendosi degli atti amministrativi relativi all’esame. 

C’è sempre la possibilità, infatti, di poter richiedere gli atti alla scuola, inviando un’istanza all’istituto scolastico il quale dovrà rendere la documentazione accessibile entro 30 giorni dalla richiesta. 

In caso vengano richieste esclusivamente le fotocopie e non i documenti originali, i genitori non devono pagare alcun costo per ottenere la documentazione. 

Se, effettivamente, dagli atti amministrativi dovesse emergere qualche irregolarità, allora ci sarebbero gli estremi per poter chiedere il ricorso. 

Quanto costa fare ricorso al Tar 

Ricorsi per bocciature o voti bassi non sono certo all’ordine del giorno. Questo non solo perché, pur presentando richiesta, il Tar può facilmente non accettare l’istanza, ma ancora solo nella fase di ideazione, dal momento che il costo di quest’azione non è affatto esiguo. 

Un ricorso di questo tipo può costare intorno ai 3.000 o 4.000 euro, ma non si tratta dell’unica spesa da tenere in conto. Ci sono, infatti, le spese per l’avvocato che, inoltre, deve essere specializzato in diritto amministrativo. 

È, dunque, difficile individuare un costo fisso per tutte le famiglie: questo dipende in buona parte dalla parcella dell’avvocato scelto. 

Inoltre, è bene tenere in considerazione le scadenze che potrebbero rendere tutto vano. La richiesta di ricorso al Tar deve essere presentata entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione dei quadri. Scaduto questo termine non sarà più possibile iniziare l’iter. 

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Conviene? Le probabilità di vittoria

Negli anni sono stati diversi i ricorsi presentati legati proprio al voto dell’esame di Stato o alla bocciatura ritenuta ingiusta. Sebbene vi siano anche diversi casi che hanno visto la vittoria da parte degli studenti che, in alcuni casi, hanno potuto ripetere prove scritte o orali. 

In linea generale, comunque, poter dimostrare le motivazioni alla base del ricorso non è semplice.