La maledetta pandemia di Covid-19 non sembra volerci lasciare in pace, continuando a minacciare la nostra salute e la nostra serenità per il secondo Natale di fila. La malattia, che ormai ha compiuto due anni di vita, ha ucciso oltre 5 milioni di individui in tutto il pianeta e non accenna a fermarsi.

La caratteristica di questo virus, inoltre, è il suo alto rischio di varianti che, mutando, potrebbero cancellare le immunità che abbiamo fin'ora sviluppato come il tanto agognato vaccino. 

Potrebbe essere il caso dell'ultima variante che sta spaventando le nazioni e l'economia: la variante Omicron, nata apparentemente in Sud Africa ed ora diffusa praticamente in tutto il mondo. I casi di Omicron si stanno moltiplicando anche nelle nazioni molto vaccinate, come la Gran Bretagnae molti stanno valutando l'idea di introdurre nuovi lockdown

La Commissione Europea, dal canto suo, pensa addirittura di introdurre l'obbligo vaccinale nei paesi dell'UE, misura che alcuni paesi come l'Austria hanno già intrapreso. Non sappiamo quanto una misura simile possa essere popolare, specialmente in nazioni come la Francia che hanno sempre contrastato il Green Pass, figuriamoci quindi l'obbligo vaccinale.

In Italia, per ora, la situazione non è così critica come in altri paesi europei. La curva dei contagi, però, è in risalita: il 4 dicembre vi sono stati 16.632 casi, oltre 10.000 casi in più del 3 novembre, un mese fa. 

Molto "migliore" rispetto all'anno scorso, però, la situazione dei decessi e delle terapie intensive, rispettivamente 75 e 591. Per fare un paragone, il 4 dicembre 2020 hanno perso la vita 814 italiani e 3.672 pazienti Covid erano ricoverati in terapia intensiva.

La differenza con l'anno scorso è dovuta principalmente al vaccino, di cui noi italiani possiamo vantarci: l'Italia è uno dei paesi europei con la percentuale di vaccinati più alta. Con il nostro 73% di italiani completamente vaccinata ci facciamo belli davanti alla Germania che ha vaccinato solamente il 68% della sua popolazione

Ovviamente, però, non si tratta di una gara ma della vita delle persone, che infatti sta portando la Germania a considerare un lockdown per i soli vaccinati come avevano già provato i loro cugini austriaci (estendendolo poi a tutta la popolazione). 

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc), infatti, ha posizionato la Germania in zona ad alto rischio, colorando di rosso tutte le regioni tranne il Nord-Ovest del paese. A subire lo stesso destino sono stati i paesi dell'Europa dell'Est che hanno alcune delle percentuali di vaccinati più bassi del continente

Anche in Italia, per quanto la situazione sia migliore, non possiamo ancora tirare sospiri di sollievo, tanto che l'Ecdc ci ha posizionati in zona arancione se non fosse per Piemonte, Toscana, Umbria, Sardegna, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Zona Arancione europea vs Zona Arancione italiana

Il fatto che l'Europa ci abbia messo in Zona Arancione non significa che vi sono restrizioni in arrivo per le regioni in questione. La Zona Arancione europea, infatti, è solamente un'indicazione generale e non rappresenta in alcun modo una legge sulle nazioni.

Ben diversa, invece, la Zona Arancione italiana, una delle quattro divisioni imposte dal governo per la gestione regionale del virus. In Zona Bianca non succede nulla, le prime restrizioni iniziano a venire imposte in Zona Gialla, per passare poi appunto alla Zona Arancione ed infine alla Zona Rossa, ovvero il lockdown totale per tutti.

In Zona Gialla, vi è l'obbligo di mascherina anche all'aperto, nonché una limitazione alle capienza dei luoghi di intrattenimento, di ristoro e palestre

In Zona Arancione, invece, normalmente queste attività chiuderebbero ma quest'anno vi è la novità del Super Green Pass, ovvero della certificazione di completa vaccinazione oppure di recente guarigione dal Covid.In Zona Arancione, quindi, le attività resteranno aperte ma potranno fare entrare solamente i vaccinati.

In Zona Rossa, infine, non vi è alcuna discriminazione tra i vaccinati ed i non vaccinati e tutta la popolazione della regione andrà in quarantena

Vi sono vari criteri per passare di fascia in fascia. I tre parametri che il governo ha determinato importanti per il passaggio sono l'incidenza del virus sulla popolazione (casi per 100.000 abitanti), la percentuale di ricoveri in area medica la percentuale di terapie intensive occupate. In particolare:

  • Si passa da Zona Bianca a Zona Gialla quando l'incidenza è superiore ai 50 casi su 100.000, la percentuale di ricoveri è più del 15% e le terapie intensive occupate sono oltre il 10%.
  • Si passa da Zona Gialla a Zona Arancione quando l'incidenza è superiore ai 150 casi su 100.000, la percentuale di ricoveri è più del 30% e le terapie intensive occupate sono oltre il 20%.
  • Infine, si passa da Zona Arancione a Zona Rossa quando l'incidenza è superiore ai 150 casi su 100.000, la percentuale di ricoveri è più del 40% e le terapie intensive occupate sono oltre il 30%

Per un passaggio da una zona all'altra tutte e tre i limiti devono essere raggiunti. Se, ad esempio, una regione ha un'incidenza superiore ai 50 casi su 100.000 ma la percentuale dei ricoveri è inferiore al 15% allora non scatterà la Zona Gialla.

Le regioni a rischio

Per quanto, come dicevo nell'introduzione, l'Italia stia facendo un ottimo lavoro e sia messa meglio di altri paesi europei, alcune regioni sono a rischio di entrare in Zona Arancione entro Natale

Al momento, due regioni sono già in Zona Gialla: il Trentino Alto-Adige (che diventerà ufficialmente giallo lunedì 6 dicembre) ed il Friuli Venezia-Giulia. 

Dal 13 dicembre potrebbero entrare in Zona Gialla Marche e Calabria, mentre si teme anche per il Lazio, il Veneto e la Lombardia. Il Presidente della regione Veneto Luca Zaia ha così commentato il rischio durante il Consiglio Regionale:

Se si continua così, con i numeri di questi giorni ci finisce [in Zona Gialla] nel giro di due-tre settimane. E dopo c'è l'arancione ed il rosso, e con il rosso, ricordo, si chiude tutto. Quindi, se non facciamo attenzione rischiamo 'di farci male. La giustificazione non può essere che i vaccini non funzionano, perché non è così: i vaccini funzionano e lo stanno dimostrando.

I presidenti delle regioni, inoltre, sanno benissimo che le misure della Zona Gialla non sono affatto impattanti, ergo vi è quasi sempre il rischio di finire in Zona Arancione

Ad essere in rischio di passare in Zona Arancione sono anche una trentina di comuni siciliani, dove la copertura vaccinale è stata particolarmente inefficace. 

Quella con il rischio maggiore è la provincia di Messina (come riporta La Repubblica), con ben 12 comuni dall'incidenza di 250 casi su 100.000. Cifre simili rischiano di vanificare gli sforzi del resto dell'isola, che ha in generale una buona copertura vaccinale (fino al 90% a Palermo).

Piccoli comuni con alto numero di casi, tuttavia, sono purtroppo sparsi per tutta la Sicilia, ad esclusione delle province di Trapani e Ragusa. La sindaca di Altofonte, in provincia di Palermo, Angela di Carlo ha così descritto la situazione del suo paese:

Il primo focolaio è scoppiato due settimane fa in una scuola elementare, con 6 bambini e una docente positivi. Poi si sono positivizzati anche i genitori ma la situazione è sotto controllo perché per tutti è già scattata la quarantena.

Zona Arancione e Super Green Pass

Per far passare un Natale (si spera) tranquillo ai vaccinati, il governo di Mario Draghi ha implementato una misura ancora più stringente per i non-vaccinati

Se, infatti, il Green Pass "regolare" veniva concesso anche a chi risultava negativo ad un tampone, il nuovo Super Green Pass varrà solamente per i vaccinati e per chi è recentemente guarito dal Covid. 

Chi è detentore di Green Pass "regolare" non potrà entrare nei ristoranti (se non per mangiare all'aperto), cinemateatripalestre e tutti gli altri luoghi di ristoro ed intrattenimento. Il Green Pass normale potrà ancora essere usato per andare a lavoro (sebbene per alcune categorie vi sia l'obbligo vaccinale).

Il Super Green Pass entrerà in vigore a partire dal 6 dicembre, e per chi è già vaccinato non dovrà fare nulla: il QR code del Green Pass continuerà ad essere valido

Il Green Pass normale, inoltre, sarà obbligatorio per salire sui treni e sui mezzi pubblici, non più solamente per quelli ad Alta Velocità. 

In Zona Arancione i detentori di Super Green Pass potranno continuare la vita in semi-normalità (ad eccezione dell'obbligo delle mascherine all'esterno) poiché tutte le attività continueranno ad essere aperte per loro. In Zona Rossa, tuttavia, il lockdown sarà generale e colpirà tutta la popolazione

Massimiliano Fedriga, presidente della regione attualmente più colpita d'Italia ovvero il Friuli, si è detto ben contento che il governo abbia implementato un Green Pass rafforzato:

Si potrà fare, in zona arancione, quello che si potrà fare in zona bianca e in zona gialla, per chi ha il vaccino o ha superato la malattia. Penso che si tratti di un cambio di passo importante. le Regioni sono state protagoniste in questa proposta e quindi ribadisco che le nuove misure garantiscono maggiori aperture.

L'alternativa era la chiusura e mettere in ginocchio un comparto che aveva già sofferto moltissimo.

Sanzioni per i non vaccinati

Chi non presenta il Super Green Pass nei luoghi ove è previsto verrà sottoposto ad una serie di sanzioni amministrative

Chi non presenta la certificazione rafforzata a bar e locali rischia tra i 400 e i 1000 euro di multa, una sanzione molto salata che si spera eviterà trasgressori.

Le attività che non controlleranno il Super Green Pass, inoltre, saranno punite con la medesima sanzione, fino ad arrivare addirittura alla chiusura per dieci giorni dopo la terza multa. 

La stessa sanzione si applica anche a coloro che non mostreranno il Green Pass sui mezzi pubblici che verranno controllati insieme al regolare biglietto per la corsa. 

Infine, in Zona Arancione i possessori di Super Green Pass potranno varcare i confini, mentre ciò sarà impedito ai non-vaccinati, che non potranno uscire dal Comune di domicilio