Una tassa sugli extraprofitti delle banche: in cosa consiste la proposta

La proposta in questione è giunta dall'ex Viceministro Enrico Zanetti, ora collaboratore di Giorgetti. Ecco di cosa si tratta.

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Il governo sta valutando l'idea di introdurre una tassa sugli extraprofitti delle banche per ridurre la disuguaglianza economica. Ma cosa ha detto, esattamente, l'ex Viceministro Zanetti a riguardo?

La proposta dell'ex Viceministro Zanetti

Enrico Zanetti, ex viceministro dell’Economia e consigliere dell’attuale titolare del ministero, Giancarlo Giorgetti, ha suggerito che le banche potrebbero scegliere di restituire gli extraprofitti alla propria clientela invece che pagare tasse addizionali allo Stato.

Questo suggerimento è stato fatto in seguito ad uno studio che ha analizzato le misure di risoluzione dell'ondata inflazionistica cui le banche sono soggette e l'impatto negativo che alcune scelte hanno avuto sui cittadini e considerando che si è avuto, infatti, un incremento del guadagno delle banche italiane del 56,5% di anno in anno.

Nel governo Draghi, la politica monetaria si è adattata al bisogno di stimolare la ripartenza economica della zona euro, portando i tassi di interesse di riferimento della BCE a 0. Questa scelta ha comportato un drastico abbassamento dei saggi applicati ai rendimenti della clientela attraverso modifiche nei confronti dei profitti delle imprese. Tali modifiche sono state giustificate dal principio dello "Ius Variandi", un potere disciplinato dall'articolo 2103 del codice civile che consente alle aziende di apportare modifiche contrattuali in relazione alle esigenze dell'organizzazione del lavoro rispetto a situazioni emergenziali o imprevedibili.

Secondo Zanetti, quindi, le banche potrebbero scegliere di annullare le modifiche contrattuali a sfavore dei clienti e restituire gli extraprofitti alla propria clientela invece che pagare tasse addizionali allo Stato. Tuttavia, come sottolinea Zanetti stesso, questa opzione potrebbe non essere la più probabile, dal momento che le banche potrebbero preferire mantenere gli extraprofitti per sé stesse.

Cosa sono gli extraprofitti delle banche?

Per comprendere l'idea di una tassa sugli extraprofitti delle banche, è necessario capire cosa si intende per "extraprofitti". In generale, gli extraprofitti si riferiscono ai profitti che superano il normale ritorno sugli investimenti in un particolare settore. Nel caso delle banche, gli extraprofitti possono derivare da varie fonti, come ad esempio il prezzo elevato dei servizi finanziari, la mancanza di concorrenza effettiva nel mercato, o la riduzione dei costi grazie alla tecnologia e all'automazione.

Gli obiettivi della proposta

L'obiettivo principale sarebbe quello di ridurre la disuguaglianza economica e di garantire che le banche contribuiscano maggiormente alla crescita economica del paese.

La tassa sarebbe basata sulla differenza tra il tasso di rendimento degli attivi delle banche e il tasso di interesse sui prestiti al pubblico, e potrebbe essere applicata solo alle banche che generano una quantità significativa di extraprofitti.

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Gli effetti della tassa sugli extraprofitti

L'introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle banche potrebbe avere effetti sia positivi che negativi sulla società e sul sistema bancario. Da un lato, la tassa potrebbe ridurre la disuguaglianza economica e aumentare le entrate fiscali per il governo. Dall'altro lato, potrebbe ridurre l'attrattività degli investimenti nelle banche e ridurre la loro capacità di generare profitti.

Inoltre, potrebbe portare ad un aumento dei costi per i consumatori, in quanto le banche potrebbero decidere di trasferire la tassa sui clienti attraverso un aumento dei prezzi dei servizi finanziari.

Dunque, l'introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle banche potrebbe essere un passo importante per ridurre la disuguaglianza economica e aumentare le entrate fiscali del governo. Tuttavia, è importante valutare attentamente gli effetti che questa tassa potrebbe avere sul sistema bancario e sui consumatori, e cercare di trovare un equilibrio tra la riduzione della disuguaglianza e la salvaguardia del sistema finanziario.

Staremo a vedere se tale proposta sarà recepita e in che modo potrà essere effettivamente implementata.

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