Bce e taglio dei tassi sui mutui: a che punto siamo?

Secondo gli esperti, la BCE è sulla buona strada per un imminente taglio dei tassi d'interesse sull'Euro.

Più volte negli ultimi mesi, l’ipotesi di un taglio dei tassi d’interesse della BCE è stata avanzata e respinta, senza però mai alcuna conferma ufficiale sul se e quando questi tagli sarebbero stati applicati.

Le sole dichiarazioni ufficiali in merito parlano di tempi non ancora maturi da un lato e di ottimismo per i primi tagli entro il 2024 dall’altro. Molti si chiedono a che punto siamo nella strategia BCE anti inflazione, e se i sopracitati pronostici ottimistici potranno concretizzarsi nella realtà.

La BCE può tagliare i tassi d’interesse sull’Euro?

Se la domanda “la BCE può tagliare i tassi di interesse sull’Euro” è posta in maniera assoluta, la risposta è senza ombra di dubbio affermativa, la BCE può, in qualunque momento, decidere di tagliare o aumentare i tassi d’interesse sull’Euro, tuttavia, la domanda non ha valore assoluto e va contestualizzata nell’attuale panorama economico dell’eurozona, un panorama con un inflazione in ripresa, nel quale, un minimo passo falso, potrebbe costare miliardi di euro.

Da quando la BCE ha iniziato, nell’estate 2022, ad aumentare periodicamente i tassi d’interesse sull’Euro, l’obbiettivo è sempre stato lo stesso, riportare l’inflazione in area euro, al livello target del 2%.

Il target è stato fissato al 2% è perché tale livello offre un duplice vantaggio, da un lato un inflazione al 2% non è considerata troppo costosa, di conseguenza non comporta un costo eccessivo per l’economia e i cittadini, dall’altro, come sottolinea la Banca d’Italia, garantisce un margine di sicurezza contro il rischio di deflazione.

Negli ultimi 2 anni, la BCE si è impegnata attivamente, per contrastare il più possibile l’inflazione che, nell’ottobre 2022 ha raggiunto il suo massimo dagli anni 80 superando il 10%, un livello estremamente alto che ha portato l’intera economia europea sull’orlo della recessione.

Con i numerosi aumenti del tasso d’interesse la BCE è riuscita a ridurre progressivamente l’inflazione, portandola in area 2%, per essere più precisi, ad inizio aprile 2024 si stima che l’inflazione in Europa abbia raggiunto quota 2,4%, un livello significativamente più contenuto dell’8,3% registrato ad aprile 2023.

A questo punto, molti si chiedono se la BCE può ridurre i tassi ora che l’inflazione è scesa al di sotto del 2,5% anche se non ha ancora raggiunto il 2%, o se questa scelta potrebbe causare problemi all’economia europea, innescando una nuova impennata dell’inflazione.

La risposta a questa domanda purtroppo non è certa, la BCE sta ancora discutendo e confrontandosi per una risposta certa, tuttavia, le proiezioni indicano che, una graduale riduzione dei tassi d’interesse, potrebbe avere effetti positivi per l’economia e non incidere troppo sull’inflazione.

Cosa succede se la BCE taglia i tassi d’interesse?

Un tagli dei tassi d’interesse, nell’attuale panorama economico europeo, potrebbe avere tre possibili effetti, più o meno probabili, nel primo e più ottimistico dei casi, l’inflazione continuerebbe a calare, anche se in maniera più lenta, nel secondo caso, l’inflazione potrebbe arrestare la propria decrescita, stabilizzandosi ad un livello prossimo al livello attuale, mentre lo scenario peggiore è che l’inflazione potrebbe ricominciare ad aumentare.

Se da un lato il rischio di un rilancio dell’inflazione spinge la BCE a mantenere una posizione di cautela, e come vedremo, rappresenta il maggior ostacolo ad un possibile taglio dei tassi, dall’altro, le previsioni indicano che, tale rilancio potenzialmente sarebbe molto lento, e ancora recuperabile con una correzione successiva.

A marzo 2024 l’ISTAT ha rilevato una parziale ripresa dell’inflazione, alimentata soprattutto dai rischi di un calo delle risorse energetiche, in particolare petrolio e gas naturale, per effetto dei disordini nel mar rosso.

A questo punto un altra domanda che molti si pongono e continuano a porsi da diversi mesi è, se e quando la BCE deciderà di tagliare i tassi d’interesse.

A che punto siamo con l’inflazione?

Per capire se e quando la BCE potrebbe tagliare i tassi d’interesse, bisogna guardare alla gestione della crisi inflazionistica della BCE, una gestione che, tra luglio 2022 e luglio 2023 ha visto quasi un intervento correttivo al mese e da luglio 2023 a febbraio 2024, le riunioni hanno continuato ad avere carattere mensile, anche se, in molti casi, la BCE ha deciso di mantenere i tassi correnti.

In altri termini, tra luglio 2022 e febbraio 2024, il consiglio direttivo della BCE si è riunito quasi con cadenza mensile, per discutere di tassi d’interesse ed inflazione. A marzo 2024 tuttavia, la BCE ha fissato l’incontro successivo, non ad aprile ma a maggio, segno questo di una maggiore distensione del clima.

In questo contesto, numerosi interventi, sia di direttori di banche centrali europee come ad esempio Fabio Panetta, direttore di Banca d’Italia, hanno evidenziato la possibilità di tagli al tasso d’interesse sull’euro entro il 2024 e sempre più esperti ed investitori hanno “scommesso” su possibili tagli già nel secondo semestre 2024.

Secondo Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments, il maggiore rischio per un possibile taglio dei tassi, consiste proprio nell’inflazione persistente. Tuttavia, se da un lato l’inflazione ancora troppo elevata rischia di mantenere i tassi d’interesse elevati, dall’altro, una crescita salariale, particolarmente sostenuta, potrebbe permettere il mantenimento dei tassi d’interesse a livelli elevati, per un tempo maggiore.

In questo senso i recenti interventi, avvenuti in tutta Europa, in particolare in Italia, che hanno portato ad un incremento salariale per i dipendenti pubblici, potrebbe essere un indicatore di un prolungamento dei tassi elevati.

L’inflazione in Europa tuttavia, osserva Wolburg, è particolarmente attenuata per effetto di quella che definisce “disinflazione in corso” e in questa opera di disinflazione, la crescita dei salari negoziati rappresenta un parametro chiave per la BCE.

Nella sua analisi, Wolburg ha osservato che il 2023 ha visto un impennata di salari minimi, che hanno registrato un aumento significativo, non sembrano tuttavia esservi elementi per indicare che, tale aumento si ripeterà anche nel 2024.

Secondo l’analisi e le stime di Martin Wolburg, la BCE potrebbe essere sulla buona strada per iniziare a tagliare i tassi entro giugno. In questo senso, la riunione della BCE fissata a Maggio 2024 potrebbe fare da spartiacque tra l’attuale fase di tassi stabili e la prossima fase della strategia della BCE in cui i tassi inizieranno a decrescere.

Antonio Coppola
Antonio Coppola
Copywriter, classe 1989. Sono nato a Napoli. Laureato in Storia Contemporanea e specializzato in geopolitica e relazioni internazionali presso l'Università di Pisa, nella vita mi occupo di divulgazione, marketing e comunicazione. Scrivo sul web da oltre 10 anni. Appassionato di scrittura e tecnologia, ho collaborato con diversi portali e riviste di settore nel mio campo e nel 2012 ho avviato un mio progetto di divulgazione storico culturale ed un podcast, grazie ai quali ho avuto modo di stringere collaborazioni con aziende, enti e riviste di settore ed ho avuto modo di esplorare e approfondire il mondo della SEO e del Web Marketing.
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