Confronto tra BTP e Buoni postali, differenze e similitudini per investire al meglio

Quali differenze ci sono tra BTP e Buoni postali: ecco il confronto in termini di rendimento, sicurezza e convenienza.

Tra gli strumenti di investimento a medio-lungo termine, garantiti da cassa depositi e prestiti, i più popolari e noti sono sicuramente BTP e Buoni fruttiferi postali. I due buoni hanno elementi simili ma anche molte differenze, cerchiamo allora di capire in cosa si assomigliano e in cosa differiscono, per capire quale conviene di più a seconda della strategia di investimento.

Una panoramica su BTP e Buoni fruttiferi

Senza dilungarci troppo, in cosa sono, i buoni fruttiferi postali sono buoni titoli di investimento, emessi da Poste Italiane che offrono agli investitori e risparmiatori, un modo sicuro per la gestione dei risparmi, permettendo di generare una rendita passiva. I BTP o Buoni del tesoro poliennali invece sono titoli di stato, più precisamente titoli di debito, emessi dal Ministero dell’economia e delle finanze, che consentono ad investitori e risparmiatori, di generare una rendita passiva.

I BTP come anticipato sono titoli di debito, questo significa che lo stato li emette in debito, utilizzando il capitale raccolto dal collocamento dei titoli per finanziare il debito pubblico. Trattandosi di titoli di debito, lo stato è tenuto a liquidare e rimborsare il 100% del valore nominale del titolo più eventuali interessi, alla sua scadenza.

Entrambi i buoni sono garantiti da cassa depositi e prestiti, il che li rende particolarmente sicuri.

BTP e Buoni fruttiferi postali, vantaggi a confronto

In un confronto tra BTP e Buoni fruttiferi postali, bisogna prendere in considerazione almeno tre elemento, ovvero la redditività, la liquidità e la possibilità di diversificazione in un piano di investimento.

Per quanto riguarda la redditività, questa è generalmente molto limitata, sia per BTP che per i Buoni fruttiferi postali, entrambi i prodotti non sono finalizzati a produrre rendimenti elevati, tuttavia, la maggiore stabilità dei Buoni fruttiferi, permette di avere rendimenti mediamente più alti.

Per essere più precisi i Buoni Fruttiferi Postali, offrono un tasso d’interesse mediamente più alto dei BTP, inoltre, non trattandosi di titoli indicizzati, i loro rendimenti sono certi, sottoscrivendo un Buono Fruttifero decennale con tasso d’interesse annuo al 10%, possiamo sapere, fin dal primo istante, quale sarà il rendimento di quel buono. La stessa operazione non può essere fatta per i BTP i cui rendimenti dipendono dall’indicizzazione e dalla loro negoziabilità, è tuttavia, per i BTP, possibile conoscere in anticipo, il rendimento minimo garantito.

Se il principale vantaggio dei Buoni fruttiferi è la loro stabilità, il maggior vantaggio dei BTP è la loro negoziabilità. Diversamente dai Buoni fruttiferi, i BTP possono infatti essere scambiati sul mercato, garantendo quindi maggiore liquidità ai detentori di tali buoni.

Per quanto riguarda la diversificazione in un piano di investimento, entrambi rappresentano un ottimo strumento di diversificazione, con caratteristiche diverse. I BTP permettono infatti di investire nel debito pubblico italiano, esponendo però l’investimento al rischio di insolvenza da parte dello stato italiano, i Buoni fruttiferi invece, non sono soggetti al rischio di insolvenza.

Un vantaggio comune ad entrambi i buoni, è la loro tassazione agevolata, entrambi i buoni godono di una tassazione agevolata al 12,5% e sono esenti dal conteggio ISEEE fino ad un massimo di 50.000€

Rischi legati a BTP e Buoni fruttiferi

Come è noto, non esistono investimenti sicuri al 100% e anche se i BTP ed i Buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo stato attraverso cassa depositi e prestiti, ed i Buoni fruttiferi postali, non sono soggetti al rischio di insolvenza da parte dello stato italiano, vi sono comunque dei rischi da tenere presente.

Il principale rischio a cui sono esposti i BTP è il default dello stato, ovvero la possibilità che lo stato italiano non disponga di sufficiente capitale per poter liquidare i BTP emessi. Tale rischio non è presente per i Buoni Fruttiferi postali, poiché, trattandosi di buoni emessi da una società privata, ovvero Poste Italiane, e garantiti dallo Stato Italiano, il rischio default non è possibile e, in caso di impossibilità di Poste Italiane di liquidare i Buoni, subentra il garante, ovvero lo stato italiano.

Il principale rischio a cui sono esposti i BFP è l’inflazione, trattandosi di titoli molto stabili, il cui tasso d’interesse è definito al momento della sottoscrizione, in caso di inflazione elevata il rendimento prefissato potrebbe essere inferiore all’inflazione, di conseguenza, causare una perdita.

Altro rischio dei BFP è legato al credito e alla liquidità. I BFP sono titoli vincolati, che non è possibile svincolare in anticipo, se non ad un costo elevato e con una perdita di interessi maturati. Nel caso quindi l’investitore dovesse necessitare di liquidità, prima dello scadere del BFP, non potrà fare ricorso al capitale investito. Rischio che invece non sussiste per i BTP che possono essere negoziati con condizioni più o meno favorevoli, a seconda delle oscillazioni di mercato e delle quotazioni.

I BTP sono generalmente legati ad un conto corrente e, alla loro scadenza, sono liquidati automaticamente, questo non accade invece per i Buoni Fruttiferi postali che possono essere mantenuti anche dopo la loro scadenza, anche se, dopo la scadenza, non matureranno più interessi. Una volta scaduti i BFP possono essere mantenuti per un certo periodo di tempo, poi andranno in prescrizione, con il rischio, di perdita di capitale. I buoni in prescrizione infatti vengono rilevati dallo stato italiano.

Buoni fruttiferi per minori

Tra i tanti BFP emessi da Poste Italiane, i Buoni Fruttiferi per Minori, sono forse uno dei titoli più interessanti e redditizi. Si tratta di buoni il cui rendimento annuo lordo può arrivare al 4,5%. Il motivo dei rendimenti elevati di questo buono è legato alla sua longevità, sono buoni concepiti per essere molto longevi, e presentano numerose agevolazione fino ai 18 anni, ovvero fino al compimento della maggiore età dell’intestatario.

Antonio Coppola
Antonio Coppola
Copywriter, classe 1989. Sono nato a Napoli. Laureato in Storia Contemporanea e specializzato in geopolitica e relazioni internazionali presso l'Università di Pisa, nella vita mi occupo di divulgazione, marketing e comunicazione. Scrivo sul web da oltre 10 anni. Appassionato di scrittura e tecnologia, ho collaborato con diversi portali e riviste di settore nel mio campo e nel 2012 ho avviato un mio progetto di divulgazione storico culturale ed un podcast, grazie ai quali ho avuto modo di stringere collaborazioni con aziende, enti e riviste di settore ed ho avuto modo di esplorare e approfondire il mondo della SEO e del Web Marketing.
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