Buono fruttifero ordinario di Poste Italiane, ecco quanto rendono 35.000 euro

Continuano le sottoscrizioni dei buoni fruttiferi ordinari. Ma quanto rendono se investo 35.000 euro? Ecco una simulazione.

Risparmiare è diventato sempre più difficile. Le famiglie italiane secondo i dati forniti in questi mesi ha risparmiato solo l’8% delle entrate mensili.

Soltanto il 37% delle famiglie è riuscita a mettere da parte qualche soldo e solo il 35% ha deciso di investire in soluzioni ritenute sicure.

Qualcuno ha decido di lasciare i propri soldi sui tranquilli conti corrente mentre altri hanno optano per soluzioni di sicuro rendimento tra i quali i Titoli di Stato, i libretti remunerati, ma anche i buoni fruttiferi postali.

Poste Italiane, da sempre attenda alle esigenze dei cittadini ha lanciato negli ultimi tempi nuove soluzioni di investimento a tassi veramente concorrenziali.

Nel giro di pochi anni i rendimenti sono  passati dallo 0,5 al 3,5%.

Tra i più remunerativi di marzo, oltre al buono dedicato a minori c’è il  buono fruttifero ordinario con tassi veramente al top e vincoli temporali differenti.

Scopriamo quanto rende tale strumento con un investimento di 35.000 euro.

Buono fruttifero ordinario, ecco quanto rendono 35.000 euro 

Tra le soluzioni di risparmio preferite dagli italiani ci sono senza alcun dubbio i Buoni Fruttiferi postali emessi da Poste Italiane.

Sin dalla loro nascita avvenuta nel 1984 sono sempre stati utilizzati dai piccoli risparmiatori.

Con il passare del tempo queste sottoscrizioni sono andate scemando a causa dei tassi di rendimento non proprio vantaggiosi.

Soltanto lo scorso hanno tali strumenti commercializzati da Poste Italiane sono tornati concorrenziali grazie al rialzo dei tassi di interesse.

L’inversione di tendenza ha reso il prodotto certamente più appetibile ed interessante.

Non solo, a farne aumentare le sottoscrizioni anche la facilità di utilizzo e la possibilità di ottenere a scadenza il rimborso del capitale comprensivi degli interessi.

In più non ci sono costi di sottoscrizione e ne di rimborso e la scelta oggi è davvero difficile.

Poste italiane ha attivi al momento diversi tipi di buoni fruttiferi con rendimenti e vincoli davvero differenti.

C’è il Buono 4 anni Plus ad esempio, il Buono Rinnova, il Buono 3×2, il Buono dedicato ai minori e al Buono Soluzione Eredità e Soluzione Futuro. E poi tra i più remunerativi, insieme  a quello dedicato a minori c’è il Buono fruttifero ordinario.

Un buono con vincolo certamente tra i più lunghi, infatti la durata è di 20 anni. Dunque un buono dedicato a chi vuole investire nel lungo periodo con rendimenti fissi e crescenti nel tempo.

Dal 28 dicembre 2023 sono cambiati le percentuali di rendimento ed oggi sono crescenti, dallo 0.50% del primo anno fino ad arrivare al 2.75% del 20° anno.

Il rimborso del buono può essere chiesto in qualsiasi momento con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e degli interessi solo dopo il primo anno.

Ma concretamente quanto rendono?

Non tutti sanno ma da qualche mese è possibile simulare i rendimenti delle diverse situazioni di investimento.

Simulando un investimento di 35.000 euro nel buono fruttifero ordinario  alla  scadenza  cioè alla fine dei 20 anni, grazie al simulatore di Poste Italiane, si potrà verificare il valore di rimborsi netto che sarà pari a  il valore di rimborso al netto della sola ritenuta sarà pari a € 57.091,23.

Buono fruttifero ordinario, sottoscrivilo così

Anche il Buono fruttifero ordinario di Poste Italiane è sottoscrivibile, come per tutti gli altri direttamente presso gli sportelli fisici del gruppo Poste Italiane oppure online, semplicemente registrandosi sul sito ufficiale del gruppo.

Una volta effettuata la registrazione si potrà sottoscrivere il Buono solo se si  è titolari di un Libretto Smart abilitato alla funzione di Risparmio Postale.

Altra alternativa per la sottoscrizione è essere in possesso di un conto abilitato ai servizi dispositivi online, sia da web che da App BancoPosta.

Attenzione alla scadenza e alla prescrizione

Anche il buono fruttifero ordinario diventa infruttifero dal giorno successivo alla scadenza. 

Per quanto riguarda i termini di prescrizione, se il buono ordinario è cartaceo, il termine è di 10 anni dalla data di scadenza.

Dopo tale data, i diritti dei titolari alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi maturati si prescrivono.
I Buoni dematerializzati, ossia non cartacei invece non si prescrivono in quanto vengono rimborsati automaticamente alla scadenza con accredito automatico sul conto di regolamento dell’intestatario

Achiropita Cicala
Achiropita Cicala
Collaboratore giornalistico, classe 1985.Ho una laurea magistrale in Economia Applicata, conseguita presso l'Università degli Studi della Calabria. A percorso universitario ultimato, ho approfondito sul campo le competenze acquisite in Finanza e Statistica presso alcuni studi commerciali. Attualmente, collaboro con diverse testate giornalistiche online per le quali scrivo, con flessibilità, di argomenti che spaziano dall'economia alla politica, dal mondo della scuola a quello dell'amministrazione pubblica. Passioni? La scrittura in primis, la grafica in secundis!
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