Mutuo green o tradizionale, quale conviene? Pro e contro di un finanziamento sostenibile

Quale scegliere e quale conviene tra un mutuo green e uno tradizionale? Ecco le principali differenze del finanziamento sostenibile.

Sfide e vantaggi del mutuo green: quale conviene

Negli ultimi tempi, in un contesto di tassi più elevati e mutui tradizionali dal costo crescente, gli aspiranti acquirenti di case stanno cercando soluzioni per ottimizzare i propri risparmi. Una risposta a questa sfida potrebbero essere i mutui "green". Questo tipo di finanziamenti a lungo termine risulterebbe essere più conveniente rispetto ai mutui tradizionali.

Mutui verdi: cosa significa

I mutui verdi sono finanziamenti agevolati pensati per l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (classe A o B) o per la ristrutturazione di abitazioni con un focus sull'efficienza energetica. Questi mutui sono stati introdotti a livello europeo attraverso il progetto Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme, avviato a giugno 2018, e offrono una serie di agevolazioni.

Per comprendere i vantaggi, consideriamo un esempio pratico. Per un mutuo da 200.000 euro, trentennale, richiesto da un quarantenne residente a Milano, la migliore offerta di un mutuo tradizionale presenta un TAN del 3,80%, rata di 932 € e TAEG del 3,98%. Osservando le stesse variabili per un mutuo green, la rata mensile è inferiore di 35 € (897 €), con un TAN più basso al 3,49% e un TAEG del 3,63%. La differenza sugli interessi totali si attesta intorno ai 12.500 euro.

Alessio Santarelli, Direttore Generale di Gruppo MutuiOnline, ha sottolineato: "Il settore immobiliare rappresenta oltre il 30% delle emissioni in Europa, quindi è fondamentale trovare una soluzione che sia al contempo sostenibile da un punto di vista ambientale e economico. I mutui green già oggi sono più convenienti di quelli tradizionali e potrebbero esserlo ancora di più se si pensasse a uno sgravio fiscale o a una garanzia statale dedicata, analogamente a quanto già fatto con successo per i mutui giovani."

La bassa diffusione dei mutui green

Nonostante i chiari vantaggi, nel 2023 le erogazioni di mutui green hanno rappresentato meno del 6% del totale, registrando un calo rispetto all'8,6% del 2022. Questo declino potrebbe essere attribuibile alla diminuzione degli acquisti di immobili di nuova costruzione, spesso in classi energetiche elevate. Secondo l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, nel primo semestre del 2023, le transazioni relative ad abitazioni nuove sono diminuite del 32,7% anno su anno, un calo significativamente più marcato rispetto al 10,3% delle transazioni sugli immobili esistenti.

Un altro ostacolo potrebbe essere la limitata consapevolezza tra i consumatori riguardo a questi prodotti finanziari. Pertanto, è fondamentale sottolineare che i mutui green offrono sconti su tassi d’interesse e spese accessorie, con un tasso medio di 25 punti base inferiore rispetto ai mutui tradizionali. Questi mutui risultano ideali per gli acquisti di abitazioni di nuova costruzione o per interventi volti a migliorare l’efficienza energetica.

Normativa UE e la direttiva case green

Nel contesto della normativa europea, la direttiva approvata dal Parlamento UE nel marzo scorso prevedeva il passaggio di tutti gli immobili residenziali in classe E entro il 1° gennaio 2030 e in classe D entro il 2033, al fine di raggiungere zero emissioni entro il 2050. Il compromesso atteso prevede che l'UE definisca scaglioni per raggiungere l'efficientamento energetico, lasciando più discrezionalità agli stati membri, i quali dovranno probabilmente stabilire autonomamente una timeline per l'efficientamento degli edifici.

Attualmente, in Italia, circa 5 milioni di edifici sono considerati prioritari per l'adeguamento energetico, su un totale di 10 milioni in classi energetiche E, F o G. Anche se la scadenza del 2030 venisse spostata oltre, sarà importante organizzarsi per tempo.

I mutui green rappresentano un'opportunità finanziaria vantaggiosa, con il potenziale per incentivare non solo il settore immobiliare, ma anche la transizione verso un'economia più sostenibile. Tuttavia, è fondamentale aumentare la consapevolezza tra i consumatori e superare le sfide che ne limitano attualmente la diffusione.

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