Mutuo: qual è la differenza tra tasso fisso o tasso variabile? Le due opzioni a confronto

Quando si parla di mutuo, una differenza fondamentale è quella tra tasso fisso e tasso variabile. Scopriamola insieme, confrontando le due opzioni.

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È un momento difficile per acquistare casa, eppure potrebbe essere arrivato il momento per farlo. E, in questo caso, sicuramente si intende accendere un mutuo.

I mutui sono una forma di finanziamento utilizzata per acquistare immobili. I tassi di interesse sui mutui sono uno dei fattori più importanti da considerare quando si sceglie un mutuo.

Ma conviene un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Quali sono le differenze? In questo articolo, discuteremo la differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile per i mutui. Cercheremo inoltre di capire quale delle due opzioni è più conveniente in questo preciso momento.

Mutuo a Tasso Fisso: caratteristiche e vantaggi

Un tasso fisso è un tasso di interesse che rimane costante per tutta la durata del mutuo. Questo significa che il cliente sa esattamente quanto dovrà pagare ogni mese per il rimborso del proprio mutuo.

Il tasso fisso è molto popolare tra i mutuatari poiché fornisce stabilità e certezza nei pagamenti mensili. Inoltre, il tasso fisso non viene influenzato dalle fluttuazioni del mercato, il che significa che il cliente non dovrà preoccuparsi di aumenti improvvisi dei tassi di interesse.

Tuttavia, il tasso fisso potrebbe non essere sempre la scelta migliore. Se i tassi di interesse diminuiscono, il cliente con un mutuo a tasso fisso non beneficerà di questa diminuzione.

Inoltre, i mutui a tasso fisso tendono ad avere un tasso di interesse più elevato rispetto ai mutui a tasso variabile. Ciò significa che il cliente potrebbe dover pagare un importo maggiore per interessi nel corso del mutuo.

Come funziona il mutuo a Tasso Variabile?

A differenza del tasso fisso, un tasso variabile è un tasso di interesse che può aumentare o diminuire nel tempo. Il tasso variabile è solitamente basato sul tasso di riferimento, che rappresenta il costo del denaro sul mercato interbancario.

Il tasso variabile è spesso più basso rispetto al tasso fisso iniziale, il che significa che il cliente potrebbe pagare meno per interessi nel corso del mutuo.

Purtroppo, il tasso variabile può anche aumentare, il che significa che il cliente potrebbe dover pagare più di quanto aveva previsto. In pratica, quello che sta sfortunatamente accadendo oggi, nel 2023.

Ciò rende il tasso variabile più rischioso rispetto al tasso fisso, ma potrebbe essere una buona scelta se il cliente prevede che i tassi di interesse diminuiranno nel futuro. Inoltre, i mutui a tasso variabile di solito hanno una penale di rinegoziazione più bassa rispetto ai mutui a tasso fisso.

Mutuo a tasso fisso e a tasso variabile: la situazione odierna

Purtroppo, il rincaro dei prezzi che ha investito il nostro Paese non solo non accenna a migliorare con un ribasso, ma si sta estendendo anche ad altri settori.

Dopo l’aumento dei prezzi di carburanti e petrolio, è toccato ai beni di prima necessità. Inoltre anche i servizi hanno aumentato i loro costi.

E, di conseguenza, i tassi dei mutui sono purtroppo aumentati. E, stando alle parole della BCE, probabilmente aumenteranno ancora.

Ovviamente, il pericolo di mutui a tassi elevatissimi riguarda chi ha optato (o chi opterà, per un tasso variabile): è stato stimato circa un mese fa dall’Osservatorio MutuiOnline che, per mutui a 25 anni accesi lo scorso anno, la rata è purtroppo aumentata di molto: parliamo di centinaia di euro.

Il tasso fisso, al contrario, ha registrato degli aumenti minimi.

Tasso fisso o tasso variabile? La scelta migliore per un mutuo

La scelta tra il tasso fisso e il tasso variabile dipende dalle circostanze individuali del cliente. Se il cliente cerca stabilità e certezza nei pagamenti mensili, il tasso fisso potrebbe essere la scelta migliore. Se invece il cliente vuole sfruttare i possibili benefici dei tassi di interesse più bassi nel futuro, il tasso variabile potrebbe essere la scelta migliore.

In generale, la scelta tra i due tipi di tasso dipende dal profilo del mutuatario e dal livello di rischio che è disposto ad assumere.

Alla luce di quanto appena visto al paragrafo precedente, comunque, per evitare rincari e aumenti inaspettati a causa dell’inflazione, e soprattutto nel caso in cui si abbia intenzione di optare per un mutuo di lunga durata, meglio optare per il tasso fisso.

Il tasso variabile è da considerare solamente nel caso in cui l’investimento previsto sia di breve durata: dieci, quindici anni massimo.

In conclusione, la scelta tra il tasso fisso e il tasso variabile dipende dalle preferenze individuali del cliente. Entrambe le opzioni hanno vantaggi e svantaggi che devono essere considerati assolutamente prima di prendere la propria scelta finale. Senza dimenticare, però, la situazione attuale ed rincari.

 

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Antonio Coppola

23 feb 2024