Come funziona un mutuo a tasso variabile con cap: la spiegazione definitiva

Il mutuo a tasso variabile con cap può essere una buona soluzione se si tiene in considerazione la situazione finanziaria del momento, ma per fare quest'operazione occorre avere una certa prudenza.

mutuo tasso variabile con cap come funziona

Quindi come funziona un mutuo a tasso variabile con cap? Chiunque abbia pensato almeno una volta di acquistare un immobile, prima o seconda casa, si sarà fatto questa domanda. In effetti quando si parla di "tasso variabile" si può andare in confusione; esistono invece dei mutui con interessi sì variabili ma fino ad una certa soglia, tali da limitare il rischio.

In questo articolo sarà spiegato cos'è e come funziona questo tipo di mutuo e inoltre sarà fatta una breve e concisa spiegazione sui tassi Euribor, che hanno un impatto sulle rate dei mutuatari.

Mutuo a tasso variabile con cap: cos'è e quando conviene

Il mutuo a tasso variabile con cap consiste in un mutuo che ha una soglia di pagamento dei tassi d'interesse.

Nello specifico, il cap non è altro che un limite impostato sui tassi d'interesse, oltre il quale il mutuatario non è tenuto a pagare.

Questo sistema di base è molto conveniente e rassicurante, visto che in questo periodo i tassi d'interesse sono veramente molto bassi e c'è la possibilità che col passare del tempo possano aumentare.

In particolare, il tasso che ha subito la maggiore riduzione è l'Euribor (che sarà brevemente spiegato nel prossimo paragrafo).

Ritornando al discorso sul mutuo a tasso variabile con cap, esso può essere considerato una valida alternativa al tradizionale mutuo a tasso fisso.

Apparentemente questi due mutui possono sembrare uguali, ma in realtà non lo sono e per spiegare la differenza sarà utilizzato un esempio un pochino banale, però efficace.

Supponiamo che un mutuo a tasso fisso abbia una percentuale d'interesse dell'1%.

In questo caso il mutuatario deve sempre pagare l'1%.

Un mutuo a tasso variabile con cap, se fosse all'1%, significa che il mutuatario un mese può pagare l'1% e un altro mese può pagare lo 0,8%, ma non dovrà mai pagare oltre l'1% per via del cap.

Il calcolo di questa tipologia di mutuo ha come primo step la presa in considerazione dello spread bancario e del tasso Euribor a tre mesi quando viene stipulato il mutuo.

Dopodiché viene fissato il cap, oltre il quale non si paga.

Mutuo a tasso variabile con cap: un piccolo ripasso sull'Euribor

Il tasso Euribor (EURo Inter Bank Offered Rate) è il tasso d'interesse che viene applicato nei mutui a tasso variabile.

Esso ha una stretta correlazione con i tassi impostati dalla Banca Centrale Europea, come del resto anche i tassi fissi, denominati IRS (Interest Rate Swap).

Il concetto è che le banche, in base ai tassi d'interesse della BCE, devono applicare un tasso maggiore includendo anche la commissione per ottenere il profitto.

La differenza tra i tassi impostati dalle banche e quello della BCE si chiama spread bancario e non ha nulla a che fare con lo spread dello stato.

Mutuo a tasso variabile con cap: attenzione agli svantaggi

Sostanzialmente sono due le cautele che i mutuatari devono prendere quando decidono di fare questo passo.

Per prima cosa, le banche applicano spread bancari con margine più alto per guadagnare di più, visto che garantiscono il cap.

Il secondo elemento a cui bisogna fare attenzione è più semplice da comprendere ed è la scelta del cap.

Il mutuatario dev'essere prudente e verificare che il cap non sia troppo elevato e deve essere consapevole che se i tassi d'interesse Euribor non aumentano col passare del tempo, quest'operazione alla fin dei conti risulterà svantaggiosa.