Cosa fare se la rata del mutuo aumenta: due soluzioni geniali per ridurle fin da subito

Se la rata del mutuo aumenta fino all'inverosimile, ci sono dei modi per farla abbassare. Ecco due soluzioni geniali per ridurle fin da subito

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Se la rata del mutuo aumenta fino all'inverosimile, ci sono dei modi per farla abbassare.

A causa dell'aumento dei tassi d'interesse da parte della BCE, in molti si trovano in difficoltà economica e non riescono ad affrontare il peso delle rate del mutuo.

Per questo bisogna fare molta attenzione e cominciare a valutare tutte le opzioni migliori per ridurla definitivamente. Altrimenti alla lunga si rischia di risultare in insolvenza da parte della banca, e in caso di rivalsa potrebbe scattare anche il pignoramento della casa.

Cosa fare se la rata del mutuo aumenta

In molti hanno voluto una rata del mutuo con un tasso variabile. Era un tipo di tasso molto conveniente quando quelli della BCE erano praticamente a zero.

Per 11 anni non ci sono stati problemi, ma solo ora, con un'inflazione intorno all'8% su tutta la Zona Euro, la BCE ha dovuto interrompere questa tregua, e far ripartire i tassi dei mutui, schizzati di quasi 260 punti in meno di sei mesi.

Una circostanza che crea problemi soprattutto per chi ha stipulato un mutuo con tasso variabile. Ora tutti i tassi stanno aumentando, e ci sono persone che si ritrovano a pagare anche 1000 euro in più all'anno solo per il mutuo.

E anche grazie alla crisi economica, onorare i pagamenti delle rate è sempre più difficile, e in molti rischiano di diventare morosi o addirittura insolventi.

Per questo, tra i migliori consigli su come abbassare la rata del mutuo ci sono:

  • l'accesso al Fondo per la sospensione dei mutui prima casa;

  • la richiesta di rinegoziare il mutuo trasformandolo da tasso variabile a fisso.

Ma vediamo meglio nel dettaglio come funzionano.

Se la rata del mutuo aumenta, richiedi il Fondo di sospensione

Uno dei migliori modi per evitare una rata del mutuo aumentata fino all'inverosimile è quella di richiedere l'accesso al Fondo di sospensione mutui per l’acquisto della prima casa.

Si tratta di un fondo introdotto in piena emergenza Covid e prorogato fino al 31 dicembre 2023 con l’ultima Legge di Bilancio. La stessa Confconsumatori lo consiglia in questi casi, perché prevede la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate del mutuo fino a un periodo massimo di 18 mesi.

Purtroppo non è accessibile a tutti e in qualunque momento. Per poter essere tra i beneficiari della norma bisognerà rientrare tra una di queste circostanze:

  • invalidità,

  • morte,

  • perdita o sospensione temporanea del lavoro,

  • riduzione dell’orario di lavoro.

Nel caso di liberi professionisti o lavoratori autonomi, basterà attestare un effettivo calo del fatturato superiore al 33% su base trimestrale.

Inoltre il Fondo è ammesso soltanto a chi contrae un mutuo massimo di 400mila euro.

Una volta ottenuto il diritto d'accesso, si potrà avere un supporto fino al 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione, più lo stop al pagamento delle rate.

Quest'ultimo caso è previsto anche per i mutui già ammessi ai benefici del fondo, ma a patto di aver ripreso a pagare le rate del mutuo, negli ultimi tre mesi.

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Cos'è la rinegoziazione della rata del mutuo

Oltre al Fondo di sospensione mutui per l’acquisto della prima casa, si potrà richiedere la rinegoziazione del proprio mutuo se accordato con un tasso d'interesse variabile.

La rinegoziazione prevede infatti la sua trasformazione in tasso fisso, ad oggi più conveniente del tasso variabile.

Grazie alla Legge di Bilancio di quest'anno, si potrà chiedere alla Banca di trasformare il tasso variabile in tasso fisso, ma solo se si rientrerà in due requisiti precisi:

  • reddito ISEE non superiore ai 35.000 euro,

  • essere in regola con il pagamento delle rate.

Tale rinegoziazione è disponibile anche per i mutui ipotecari, per acquisto o ristrutturazione del proprio immobile, ma tali mutui dovranno avere:

  • un importo originario non superiore a 200mila euro,

  • un tasso variabile precedentemente concordato,

  • la stipula e l'accollo datata prima del primo gennaio 2023.

Se si vuole procedere alla rinegoziazione, verrà applicato il tasso annuo nominale fisso con un tetto prefissato.

Sarà calcolato sommando allo spread originariamente previsto nel contratto di mutuo, il minore tra l’IRS (Interest Rate Swap) a 10 anni e l’IRS pari alla durata residua del mutuo.

La banca però potrebbe imporsi, e chiedere in alternativa o l'applicazione del tasso fisso per un periodo inferiore al finanziamento, ooppure allungare il piano di rimborso per almeno 5 anni.

Queste opzioni sono sempre valide, a meno che la durata residua del mutuo non superi già i 25 anni. Altrimenti potrebbe non convenire affatto.

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