Tassi di interesse mutui, nuovo rialzo in arrivo? Le prossime mosse della BCE

L'inflazione continua ad essere oggetto d'interesse della BCE e dopo la pubblicazione dei verbali della banca centrale di giovedì 23 novembre, Christine Lagarde torna sul tema riportando l'attenzione sui tassi d'interesse.

Le prossime mosse della BCE sui tassi di interesse per contrastare l'inflazione

La pubblicazione dei verbali della BCE avvenuta giovedì 23 novembre 2023 ha riportato l'attenzione sui tassi d'interesse e inflazione e, proprio su questi temi, si è recentemente espressa anche la governatrice della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde

Lagarde torna a parlare di tassi d'interesse ed inflazione

La linea di Christine Lagarde sui tassi d'interesse e l'inflazione non appare mutata dopo gli ultimi mesi in cui la BCE ha attuato una sospensione temporanea dei rincari, lasciando il tasso al 4,5%.

La governatrice sostiene infatti che l'eurozona si trova ora in una fase di stallo in cui è necessario attendere per poter stabilire e determinare le prossime mosse della politica monetaria in termini di rialzo dei tassi d'interesse.

In altri termini, Christine Lagarde non abbandona la teoria per cui la BCE deve navigare a vista, come sosteneva prima dell'estate, aggiustando e correggendo le proprie mosse sulla base di osservazioni e misurazioni a breve termine.

E a proposito di queste valutazioni, nel suo ultimo intervento pubblico, Lagarde ha precisato che, in questo momento, a Novembre 2023, la BCE si trova in una condizione tale per cui può fermarsi e valutare l’impatto del proprio operato dell'ultimo anno e mezzo.

La BCE sta quindi valutando gli effetti, positivi e negativi, dell'inasprimento della politica monetaria europea nella lotta all'inflazione e, sotto la lente dell'Eurotower non c'è solo l'inflazione come in passato, ma anche attenzione a salari, la capacità di acquisto dei consumatori europei, la crescita della regione europea e la produzione industriale.

Queste osservazioni sono frutto di due anni di inasprimenti della politica monetaria che, se da un lato hanno permesso all'inflazione di rallentare, dall'altro hanno portato l'Europa sull'orlo di una recessione ed ora che l'UE si trova in bilico tra recessione e ripresa, la politica monetaria degli ultimi anni sembra chiedere il conto.

L'obbiettivo della BCE a questo punto non può più essere solo quello di riportare l'inflazione al livello target del 2% ma, valutare la portata degli effetti collaterali della politica economica restrittiva e stabilire se intervenire per limitare questi effetti o se invece l'economia europea è ancora in grado di sopportarli.

Tassi di interesse e inflazione

Parlando in materia di tassi d'interesse e inflazione, Christine Lagarde ha dichiarato che, “Data la quantità di munizioni che abbiamo utilizzato, possiamo osservare con molta attenzione le componenti della nostra vita come gli stipendi, i profitti, gli sviluppi fiscali, geopolitici e certamente il modo in cui le nostre munizioni influenzano la nostra vita economica per decidere quanto tempo dobbiamo rimanere lì e quale decisione dobbiamo prendere: su o giù”.

Vi è una diffusa convinzione nei mercati che i tassi di riferimento della BCE rimarranno alti per diverso tempo, questa convinzione deriva dalle affermazioni, più volte ribadite da Lagarde negli ultimi mesi, per cui, la BCE è disposta a mantenere i tassi sufficientemente restrittivi, per tutto il tempo necessario.

Non si hanno per il momento, indicazioni sul futuro dei tassi di riferimento, che oggi sono al 4,5%, e che, potrebbero essere mantenuti stabili o incrementati ulteriormente.

Segnali positivi per la strategia della BCE

La strategia della BCE ha indubbiamente numerosi effetti collaterali, noti e previsti dalla stessa BCE, che tuttavia sono stati ritenuti un rischio accettabile al fine di riportare l'inflazione al target del 2%.

Parallelamente alle prime manifestazioni degli effetti collaterali tuttavia, i segnali che l’inasprimento stia producendo i propri risultati appaiono sempre più evidenti.

Uno dei rischi maggiori legati alla contrazione della politica economica è un possibile calo della produzione che, tuttavia, nei 20 paesi dell’area euro, nel terzo trimestre del 2023 è stata solo dello 0,1%.

Quando la BCE taglierà i tassi d'interesse?

Sono passati più di due mesi dall'ultimo incremento dei tassi d'interesse della BCE ed i mercati iniziano a chiedersi quando la BCE invertirà il proprio senso di marcia ed inizierà a ridurre i tassi d'interesse.

Su questo interrogativo si è espressa Christine Lagarde, sottolineando che l'Eurozona è in bilico tra recessione e lotta ai prezzi e che sarebbe un errore, in questo momento, allentare la presa.

Ridurre la pressione potrebbe portare ad un nuovo innalzamento dell'inflazione. Su questa stessa linea si è espresso il presidente della Bundesbank Joachim Nagel invitando alla cautela.

I mercati tuttavia non sembrano essere d'accordo con l'ipotesi della stretta monetaria di lungo corso e sempre più analisti ipotizzano che già da secondo trimestre del 2024 potrebbe arrivare il tanto atteso giro di boa.