Avvio di seduta in ribasso per l'azionario europeo ed italiano dopo i recenti recuperi e gli scarsi spunti giunti ieri sera dalla Fed statunitense (tassi a zero per 3 anni, acquisti sui ritmi attuali, ma un miglioramento delle stime economiche USA con un -3,7% nel 2020 e un +4% nel 2021, non si prevede il target di inflazione prima del 2023). Stamane confermata anche la politica monetaria accomodante della Banca del Giappone che ha leggermente migliorato le stime sulla ripresa economica. L'euro guadagna lo 0,33% su un dollaro in leggera flessione anche sullo yen, rapporto quest'ultimo che potrebbe avere influito sul calo delle borse asiatiche. Già ieri sera ha chiuso in forte calo anche il Nasdaq dopo il discorso di Jerome Powell (numero uno della Fed).

A Milano il Ftse Mib cede l'1,29 per cento. Il governo italiano ha presentato alle camere il piano per la ripresa con il supporto del Recovery Fund sottolineando l'importanza della transizione energetica, degli investimenti nel digitale, nelle infrastrutture di trasporto, nella scuola, nella sanità nelle riforme di fisco e giustizia.

In pesante calo TIM (-3,03%): proprio oggi il cda di Enel (-1,4%) dovrebbe discutere la proposta vincolante di Macquarie per il 50% di Open Fiber, la joint venture della fibra ottica con CDP. Secondo la Repubblica il MEF avrebbe raccomandato a CDP di acquisire parte delle quote messe in vendita da Enel (CDP ha un diritto di prelazione sulle stesse).

Nel comparto bancario si registrano forti vendite: il Ftse Italia Banche perde l'1,32% e l'Euro Stoxx Banks cede l'1,44 per cento. A Milano Mediobanca perde il 2,57%, l'istituto ha annunciato la proposta ai soci il prossimo 21 ottobre di importanti cambiamenti dello statuto con la caduta del vincolo che il CEO sia scelto tra i dirigenti del gruppo, l'attuale board ha comunque proposto la propria lista di candidati per il cda con una riconferma degli attuali due vertici. Intesa (-1,76%) dovrebbe promuovere lo queeze-out delle azioni di UBI banca tra il 18 e il 29 settembre. Da segnalare che Bper cede l'1,01% e che MF ha riportato che il via libera all'aumento di capitale della banca finalizzato all'acquisto delle filiali di UBI in eccesso dovrebbe essere una questione di giorni. Secondo i rumors, l'aumento sarebbe da 800 milioni di euro, ma altri osservatori ritengono che l'operazione possa essere più contenuta. Male anche Banco BPM (-2,15%) e Unicredit (-1,83%).

Nel settore finanziario si segnala anche il forte e anomalo calo di Generali (-1,76%), partecipata di Mediobanca che subisce il clima negativo dei mercati impattante in queste ore anche su Allianz (-1,44%) e Axa(-1,7%): pesa soprattutto il clima di tassi a zero per un lungo periodo che non rende agevole la ricerca del rendimento per gli investimenti assicurativi.

Unipol cede lo 0,63%: la compagnia ha completato con successo il collocamento del suo primo green bond.

Alcuni titoli reagiscono però alle vendite diffuse: INWIT (+0,44%) potrebbe trarre vantaggio dagli impegni anche sulle infrastrutture in 5G promossi dal governo.

Recordati recupera lo 0,18% e CNH Industrial lo 0,09 per cento.

FCA segna un calo dello 0,54% dopo i dati sulle immatricolazioni di auto in Europa dell'Acea (-17,6%): per FCA è un -6,6% nettamente migliore delle performance del resto del mercato, d'altronde l'Italia ha limitato le perdite annuali del mercato a un -0,4 per cento.

In calo i prezzi del greggio con il *Brent *che perde lo ,82% si porta a 41,87 dollari al barile. *Eni *cede lo 0,58%, male anche *Saipem *(-1,57%) e *Tenaris *(-0,5%).

Fra i minori dalle performance più rilevanti, in un senso o nell'altro, si segnalano *Giglio Group *(+7,79%) e *Acotel *(-6,41%)

(GD - www.ftaonline.com)