Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, riunitosi oggi e presieduto dal Vice Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, ha approvato i risultati relativi al primo semestre 2020.

«Il primo semestre ha confermato la validità? della strategia e la solidità? finanziaria di Banca Ifis, in un contesto macroeconomico che non ha precedenti. Nell'anno della pandemia di Covid-19, uno dei peggiori degli ultimi decenni, Banca Ifis chiude il primo semestre in utile, rafforzando il proprio patrimonio e accelerando negli investimenti - spiega Luciano Colombini, Amministratore Delegato di Banca Ifis -. La Banca, anche in questa difficile congiuntura, ha dimostrato una notevole capacità di resilienza grazie alla specificità del suo business model basato, sul fronte Imprese, sull'erogazione di forme di credito principalmente a breve termine e, lato Npl, sulla definizione di piani di rientro sostenibili, con una durata media di circa 7 anni.

Nei primi sei mesi la Banca ha registrato un utile netto di 37 milioni di euro, al netto di rettifiche e svalutazioni per 36 milioni di euro (pre imposte) ragionevolmente riconducibili all'effetto del Covid-19. Inoltre, il lockdown e la chiusura dei tribunali hanno determinando il rallentamento dell'attività del Settore Commercial & Corporate Banking e dell'attività di recupero del Settore Npl generando ulteriori impatti diretti ed indiretti.

Il CET1 consolidato, calcolato escludendo il dividendo 2019 sospeso per le disposizioni di Banca d'Italia e escludendo prudenzialmente l'utile del primo semestre 2020, si è attestato all'11,58%, in rialzo di 62 punti base rispetto al 31 dicembre 2019. Lo stesso indice, senza considerare gli effetti del consolidamento regolamentare in La Scogliera, si attesta al 15,45% (14,28% al 31 dicembre 2019).

La raccolta è stata stabile sia nella componente retail sia in quella istituzionale. Ci terrei a evidenziare come nel semestre, nonostante l'incertezza macroeconomica, Banca Ifis ha accelerato l'innovazione e la trasformazione digitale del business e del modello operativo e, rispetto alle previsioni di inizio anno, prevede di aumentare gli investimenti in digitalizzazione.

In questi mesi, il Gruppo non ha mai smesso di operare con efficienza e fiducia. In pieno lockdown abbiamo concluso un deal strategico acquisendo il 70,77% di Farbanca, un'operazione che consentirà, grazie alle sinergie con Credifarma, di creare un polo leader nei finanziamenti alle farmacie; inoltre, a fine giugno, abbiamo realizzato un importante progetto di rebranding che permetterà di migliorare il posizionamento della Banca e comunicare al meglio le attività e i prodotti del nostro business.

Nel periodo sono state portate a termine alcune operazioni, come il perfezionamento della vendita dell'immobile di Corso Venezia a Milano, che ha comportato una plusvalenza di 24,2 milioni di euro e l'emissione di un bond da 400 milioni di euro a condizioni più favorevoli di quelle previste e nell'attuale contesto di mercato non più praticabili. Inoltre, abbiamo diversificato la raccolta esportando la nostra offerta di conti deposito sul mercato del risparmio tedesco, grazie a un accordo con la fintech Raisin.

Sul fronte Commerciale, abbiamo assicurato il nostro supporto alle imprese, approvando più del 98% delle oltre 18.000 richieste di moratorie pervenute. Abbiamo siglato un importante accordo con la BEI per finanziare e sostenere le PMI impattate dal Covid-19. Una misura, quest'ultima, che si somma alle numerose attività e servizi messi in campo dalla Banca sia durante il lockdown che nella più difficile fase di ripresa delle attività produttive.

Sul fronte degli Npl, in linea con quanto previsto nel piano strategico, da gennaio a luglio abbiamo rilevato 1,3 miliardi di euro di crediti non performing e attualmente stiamo partecipando a 15 processi di cessione per un controvalore nominale di circa 1,9 miliardi di euro. Gli acquisti finalizzati in questi mesi, offriranno un buon contributo alla redditività della Banca nei prossimi due anni, grazie a un'attività di recupero proattiva e diversificata».

«Lo scenario che abbiamo davanti resta incerto. Tuttavia, assumendo la progressiva stabilizzazione del contesto macroeconomico e l'assenza di ulteriori periodi di lockdown, per l'esercizio 2020 stimiamo di raggiungere un utile netto compreso tra 50 e 65 milioni di euro. Infatti, per il secondo semestre, anche alla luce dei recuperi realizzati a luglio, pari a 25 milioni di euro rispetto ai 17 milioni di medi mensili del secondo trimestre, ci aspettiamo un progressivo miglioramento del Settore Npl, che dovrebbe tornare a pieno regime nell'ultimo trimestre dell'anno. La qualità del credito del Settore Commercial & Corporate Banking dipenderà dalla velocità della ripresa economica e potrebbe essere impattata dalla fine delle moratorie. Rimango comunque positivo sulla nostra qualità dell'attivo: i nostri crediti commerciali, pari a 5,2 miliardi di euro, includono circa 800 milioni di euro di crediti verso la pubblica amministrazione. Il rimanente portafoglio è ben diversificato in termini di dimensioni, settore e imprese» conclude Luciano Colombini.

  • Principali dinamiche *

*DATI RICLASSIFICATI *(Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al Settore Npl sono interamente riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo)

Al fine di dare piena attuazione al modello di business del Gruppo, previsto dal Piano Industriale 2020-2022, sono state introdotte alcune modifiche ai Settori operativi precedentemente esposti: il Settore Imprese, rinominato Commercial & Corporate Banking, aggrega le attività commerciali rivolte alle imprese ed esclude i portafogli creditizi erogati da Interbanca prima della acquisizione e posti in run-off (precedentemente aggregati nel Settore Imprese); il Settore Npl è rimasto allineato al passato mentre il Settore, ora denominato Governance & Servizi e Non Core, è stato integrato nella sezione non core che accoglie i portafogli esclusi da Commercial & Corporate Banking.

Inoltre, si è proceduto a integrare l'informativa di Settore relativamente alle componenti di conto economico fino a portare la visione dei risultati a livello di utile netto.

I valori comparativi nel presente documento sono stati riesposti in linea con la nuova presentazione dei Settori di attività. Di seguito le principali voci economiche dei risultati del Gruppo Banca Ifis del primo semestre 2020.

*Margine di intermediazione
*Il margine di intermediazione si attesta a 212,8 milioni di euro, in diminuzione del 23,8% rispetto ai 279,2 milioni di euro dell'omologo periodo del 2019. L'emergenza sanitaria Covid-19 ha portato ad un lockdown delle attività economico-produttive nei mesi di marzo ed aprile 2020.
Questo ha generato una *contrazione dei margini in tutti i Settori *ed in particolare in quelli dove l'operatività è legata al sistema giudiziario che hanno risentito della chiusura dei tribunali e quindi dell'impossibilità di procedere con le attività giudiziali di recupero dei propri crediti.
A ciò si aggiunge il fisiologico minor contributo del rilascio della PPA (con "reversal PPA" si intende lo smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile di bilancio dei crediti dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, acquisito il 30 novembre 2016) il cui effetto nel primo semestre 2020, pari a 19,6 milioni di euro, è sostanzialmente dimezzato rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente (37,5 milioni di euro); tale minor contributo è ulteriormente accentuato dalle estinzioni anticipate che sono avvenute nel corso del 2019.

Il margine di intermediazione del Settore Commercial & Corporate Banking, pari a 106,1 milioni di euro, è in diminuzione del 11,2%, rispetto al 30 giugno 2019.
In calo l'Area Factoring (-10,5%), l'Area Leasing (-8,8%) e l'Area Corporate Banking & Lending che ha registrato una diminuzione del 22,1%, principalmente per il minore contributo del "reversal PPA" rispetto all'omologo periodo del 2019.

*Rettifiche di valore nette
*Le rettifiche di valore nette per rischio di credito, al 30 giugno 2020, ammontano a 33,3 milioni di euro, -4,9% rispetto ai 35,0 milioni di euro al 30 giugno 2019.

A fronte di un incremento dell'Area Leasing, dovuto alla migrazione di controparti non deteriorate verso stati di rischio maggiormente penalizzanti, che ha portato ad una crescita di circa 4,1 milioni di euro delle rettifiche dell'Area, si contrappongono minori accantonamenti nell'Area Factoring che era stata negativamente influenzata nel primo semestre 2019 da rettifiche su alcune controparti singolarmente significative.

*Costi operativi
*I costi operativi risultano in aumento del 11,6% attestandosi a 155,5 milioni di euro (139,3 milioni di euro al 30 giugno 2019). L' aumento di 16,2 milioni di euro è dovuto principalmente a 6,9 milioni di euro di accantonamento al fondo di solidarietà e da 6 milioni di accantonamento a fronte di una garanzia su una posizione creditizia exInterbanca.

Nel dettaglio, le spese per il personale, pari a 60,7 milioni di euro, registrano una diminuzione del 5,4% (64,2 milioni di euro al 30 giugno 2019) principalmente per effetto dei minori accantonamenti per retribuzioni variabili. Il numero dei dipendenti del Gruppo al 30 giugno 2020 è pari a 1.745 rispetto a 1.793 del 30 giugno dell'anno precedente.

Le altre spese amministrative al 30 giugno 2020, ammontano a 82,1 milioni di euro, in diminuzione del 28,2% rispetto al 30 giugno 2019. In particolare si segnala che le altre spese amministrative al 30 giugno 2019 includevano 30,9 milioni di euro di oneri relativi alla chiusura di alcuni contenziosi fiscali riconducibili alla ex controllata Interbanca, il cui impatto economico era integralmente compensato nella voce "altri proventi netti di gestione" per euro 38,5 milioni di euro (comprensivo anche del relativo effetto fiscale) a fronte dell'attivazione delle garanzie in essere. Senza considerare questo effetto, le spese amministrative diminuiscono dell'1,7%. La variazione è principalmente guidata da minori spese per acquisto di beni e servizi e minori imposte indirette e tasse, solo parzialmente compensate da maggiori costi per servizi professionali. Gli accantonamenti netti a fondi per rischi e oneri sono pari a 16,3 milioni di euro rispetto ai 6,4 milioni di euro al 30 giugno 2019. La crescita rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente è dovuta principalmente all'accantonamento per 6,9 milioni di euro relativi al fondo solidarietà nonché a maggiori accantonamenti per impegni ad erogare fondi e garanzie principalmente connessi ad una posizione della ex Interbanca.

Analogamente alle altre spese amministrative, senza considerare gli effetti degli indennizzi per la definizione dei contenziosi fiscali della ex Interbanca, gli altri proventi netti di gestione, pari a 12,2 milioni di euro diminuiscono del 20,8% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente. Questi sono riferiti principalmente ai ricavi derivanti dal recupero di spese a carico di terzi, la cui relativa voce di costo è inclusa nelle altre spese amministrative, in particolare tra le spese legali e le imposte indirette, nonché da recuperi di spesa connessi all'attività di leasing, in linea con il medesimo periodo del precedente esercizio.

L'*utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte *ammonta a 48,2 milioni di euro (-53,9% rispetto al 30 giugno 2019). Un risultato sul quale, nonostante l'effetto positivo derivante dalla cessione dell'immobile di Milano per 24,2 milioni di euro, incide negativamente l'effetto delle rettifiche e svalutazioni ragionevolmente riconducibili al Covid-19 per circa 36 milioni di euro nonché un accantonamento di 6,9 milioni di euro al fondo solidarietà per esuberi volontari.

*L'utile netto di periodo del Gruppo
*Al 30 giugno 2020, l'utile netto si attesta a 36,8 milioni di euro rispetto ai 68,3 milioni di euro del 30 giugno 2019.

*Focus sui singoli Settori
*Con riguardo al contributo dei singoli Settori alla formazione dei risultati economico-patrimoniali al 30 giugno 2020, si riportano di seguito le principali dinamiche:

L'utile netto del *Settore Commercial & Corporate Banking *è pari a 22,1 milioni di euro, in diminuzione del 18,7% rispetto al primo semestre dello scorso esercizio. Tale variazione negativa è determinata dalla riduzione del margine di intermediazione per 13,4 milioni di euro, parzialmente compensata da minori rettifiche di valore per rischio di credito per 4,0 milioni di euro. I costi operativi sono complessivamente diminuiti di 3,1 milioni di euro, rispetto al dato del primo semestre 2019.

  • Il contributo dell'Area Factoring al margine di intermediazione del Settore Commercial & Corporate Banking ammonta, nel semestre, a 72,5 milioni di euro, in diminuzione dell'10,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. Tale risultato è dovuto sia ad un minor contributo del margine di interesse (in calo di 2,3 milioni di euro) sia delle commissioni nette (in diminuzione di 6,2 milioni di euro). L'andamento semestrale evidenzia come tale effetto negativo sia principalmente concentrato nel secondo trimestre 2020, periodo in cui il margine di intermediazione è diminuito di 7,2 milioni di euro (margine di interesse in calo di 3,1 milioni di euro e commissioni nette in diminuzione di 4,1 milioni di euro).

  • Il margine di intermediazione dell'Area Leasing risulta pari a 24,8 milioni di euro, in diminuzione dell'8,8% rispetto al dato del 30 giugno 2019; tale variazione negativa è imputabile all'effetto combinato di un maggior costo della provvista per circa 1,4 milioni di euro, dovuto ad un incremento degli interessi figurativi riconosciuti al Settore Governance & Servizi e Non Core, e di una minore marginalità per circa 1,0 milioni di euro.

  • Il margine di intermediazione dell'Area Corporate Banking & Lending, pari a 8,7 milioni di euro al 30 giugno 2020, è diminuito di 2,5 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. La variazione negativa è principalmente riferibile alle "Altre componenti del margine di intermediazione" ed è dovuta alla riduzione del valore del fair value dei fondi OICR in portafoglio che ha pesato per circa 2 milioni di euro. Tale effetto è imputabile al peggioramento dei fattori di rischio (liquidità e credito) nel corso del semestre condizionati negativamente dall'instabilità dei mercati nell'attuale contesto.

Il *margine di intermediazione del Settore Npl *(le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al Settore Npl sono interamente riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo) ammonta a 73,0 milioni di euro rispetto ai 125,5 milioni di euro al 30 giugno 2019, ed è caratterizzato dalle seguenti voci:

  • la voce "Interessi attivi da costo ammortizzato", riferita agli interessi che maturano al tasso di interesse effettivo originario, passa da 63 milioni di euro a 68,9 milioni di euro con un incremento del 9,3% dovuto principalmente all'aumento delle masse di crediti al costo ammortizzato, in cui l'apporto maggiore è da ricondursi per 34,3 milioni di euro al bacino dei precetti, pignoramenti e ODA, e per 13,4 milioni di euro al bacino dei piani di rientro.

  • In diminuzione, al contrario, il contributo delle "Altre componenti del margine di interesse da variazione di cash flow" che includono l'effetto economico derivante della variazione dei cash flow attesi in funzione dei maggiori o minori incassi realizzati o attesi rispetto alle precedenti previsioni. Tale componente passa da 62,7 milioni di euro a 14,6 milioni di euro con un decremento del 76,8%. La variazione negativa della voce risente della chiusura dei tribunali nei mesi di marzo, aprile e maggio che ha significativamente ridotto, rispetto allo stesso periodo del 2019, l'ottenimento di precetti, pignoramenti e ODA nonché ridotto l'attività di recupero stragiudiziale door to door.

  • Le commissioni nette sono sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dell'anno precedente e sono quasi integralmente dovute all'apporto delle commissioni attive derivanti dall'attività di servicing su portafogli di terzi.

I *costi operativi *evidenziano una contrazione del 10,5% passando da 73,2 milioni di euro del primo semestre del 2019 a 65,6 milioni di euro del 2020. Tale variazione è principalmente connessa ai costi variabili collegati al recupero dei crediti ed in particolar modo a quelli relativi alle attività di recupero giudiziale.

Analogamente a quanto accaduto per i ricavi, la chiusura dei tribunali per l'emergenza Covid-19 e il generale lockdown hanno determinato l'arresto di una serie di attività legali onerose di cui il Settore si serve per aumentare le possibilità di recupero.

L'utile netto del periodo mostra una contrazione di oltre l'84,8% pari a circa 31,4 milioni di euro in valore assoluto le cui determinanti sono dovute principalmente, come già specificato in precedenza, a fattori negativi esterni che hanno investito tutto il sistema economico nazionale.

Il margine di intermediazione del *Settore Governance & Servizi e Non Core *si attesta a 33,7 milioni di euro, risultando pertanto in calo rispetto al 30 giugno 2019 di circa 0,6 milioni di euro. La variazione negativa è riconducibile all'effetto combinato della progressiva riduzione del contributo del "reversal della PPA" (in calo di circa 17 milioni di euro), solo parzialmente compensato da un incremento degli interessi attivi del portafoglio titoli governativi di circa 1,0 milioni di euro e da altre componenti del margine di intermediazione in crescita di oltre 13 milioni di euro principalmente per effetto di proventi sul portafoglio di proprietà.

Per quanto concerne il costo del credito, si evidenzia un incremento delle rettifiche nette che si attestano a 13,4 milioni di euro rispetto agli 11,1 milioni di euro del primo semestre 2019. La variazione delle rettifiche è prevalentemente riconducibile alle rettifiche di valore collettive sul portafoglio titoli di Stato che risentono dell'aumento dei coverage in seguito all'allargamento degli spread creditizi.

I costi operativi si attestano a 32,6 milioni di euro, con un incremento di 27,0 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019. I costi del Settore infatti accolgono i precedentemente citati accantonamenti connessi al fondo solidarietà nonché gli accantonamenti per rischi a fronte di una garanzia su una posizione creditizia exInterbanca. Inoltre, il dato del 2019 beneficiava dell'effetto netto di 7,6 milioni connesso alla definizione di contenziosi fiscali della ex Interbanca.

Il risultato del Settore accoglie infine la plusvalenza, al netto dei relativi costi di vendita, di 24,2 milioni di euro derivante dalla cessione dell'immobile di Milano in Corso Venezia.

Di seguito la composizione delle principali voci patrimoniali del Gruppo Banca Ifis al 30 giugno 2020

*Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato
*Il totale dei crediti verso la clientela valutati al costo ammortizzato è pari a 8.034,0 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al 31 dicembre 2019. In particolare rispetto al 31 dicembre 2019 si evidenza che il Settore Commercial & Corporate Banking è in diminuzione del 4,8% mentre il Settore Npl e il Settore Governance & Servizi e Non Core crescono rispettivamente del 2,1% e del 65,2%.

Le attività deteriorate nette del Settore Commercial & Corporate Banking si attestano al 30 giugno 2020 a 230,0 milioni di euro, in aumento di 3,6 milioni di euro rispetto al valore al 31 dicembre 2019 (226,4 milioni di euro) e sono cosi composte:

  • Le sofferenze nette ammontano a 40,3 milioni di euro e sono sostanzialmente stabili come il rapporto sofferenze nette su totale crediti (0,8%);

  • Le inadempienze probabili nette presentano un saldo di 97,9 milioni di euro in aumento dell'10,5% rispetto agli 88,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019;

  • Le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 91,8 milioni di euro contro i 96,0 milioni di euro al 31 dicembre 2019 (-4,6%) con coverage ratio del 9,7% rispetto all'8,4% al 31 dicembre 2019.

Il Gross NPE ratio del Settore Commercial & Corporate Banking è pari a 9,1% (8,5% al 31 dicembre 2019) ed il Net NPE ratio si attesta a 4,5% (4,2% al 31 dicembre 2019).

*Raccolta
*Nel corso del primo semestre 2020 il Gruppo ha proseguito la strategia di consolidamento della raccolta wholesale con l'obiettivo di garantire un miglior equilibrio rispetto alla raccolta retail. In linea con questa strategia, nel periodo, sono state realizzate operazioni sul mercato del debito con investitori istituzionali.

Al 30 giugno 2020 il totale della raccolta è di 9.171,0 milioni di euro, +8,4% rispetto a fine esercizio 2019, e la struttura del funding risulta così composta:

  • 53,0% Clientela
  • 12,0% Titoli di debito
  • 10,2% ABS
  • 21,8% TLTRO
  • 3,0% Altro

I *debiti verso la clientela *ammontano al 30 giugno 2020 a 4.863,9 milioni di euro (-8,0% rispetto al 31 dicembre 2019), sostanzialmente per effetto della diminuzione della raccolta retail (Rendimax e Contomax) che passa da 4.791,0 milioni di euro al 31 dicembre 2019 a 4.383,5 milioni di euro al 30 giugno 2020.

I *debiti verso banche *ammontano a 2.270,7 milioni di euro in crescita del 136,7% rispetto al dato al 31 dicembre 2019. Tale incremento è sostanzialmente riconducibile alla sottoscrizione a giugno 2020 di una tranche TLTRO III di nominali 1.900 milioni di euro con scadenza giugno 2023 e al contestuale rimborso anticipato della tranche TLTRO II sottoscritta nel 2017 per nominali 700 milioni di euro. Tale sottoscrizione si aggiunge alla tranche da nominali 100 milioni sottoscritta a dicembre 2019 e a depositi a scadenza presso altre banche per 270,9 milioni di euro.

I *titoli in circolazione *ammontano a 2.036,3 milioni di euro. La voce comprende per complessivi 932,8 milioni di euro (-18,9% rispetto al 31 dicembre 2019) i titoli emessi dalla società veicolo, nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione di crediti commerciali posta in essere a fine 2016. La voce include altresì le obbligazioni senior emesse da Banca Ifis per 630,9 milioni di euro, interessi compresi, nonché il bond Tier 2 per 410,9 milioni di euro, con gli interessi.

*Patrimonio e ratio
*Il patrimonio netto consolidato del Gruppo al 30 giugno 2020, è pari a 1.496,9 milioni di euro rispetto ai 1.539,0 milioni di euro del 31 dicembre 2019.

I *coefficienti con il consolidamento prudenziale in La Scogliera *al 30 giugno 2020 si attestano per il CET1 all'11,58% (rispetto al 10,96% al 31 dicembre 2019), per il TIER1 all'12,17% (11,56% al 31 dicembre 2019) e per il Total Capital al 15,33% (rispetto al 14,58% del dato al 31 dicembre 2019).

I coefficienti del solo Gruppo Banca Ifis, senza considerare gli effetti del consolidamento nella controllante La Scogliera, al 30 giugno 2020 si attestano per il CET1 al 15,45% (rispetto al 14,28% al 31 dicembre 2019), per il TIER1 a 15,45% (14,28% al 31 dicembre 2019) e per il Total Capital al 20,15% (rispetto al 18,64% del dato al 31 dicembre 2019).

Il capitale primario di classe 1, il capitale di classe 1 e il totale Fondi propri non comprendono gli utili generati dal Gruppo Bancario al 30 giugno 2020. Le medesime grandezze includono invece gli utili generati dal Gruppo Bancario al 31 dicembre 2019 al netto del dividendo approvato e sospeso.

Si segnala inoltre che, Banca d'Italia, ha comunicato al Gruppo Banca Ifis di adottare per il 2020, in continuità con il 2019, i seguenti requisiti di capitale a livello consolidato, comprensivi del 2,5% a titolo di riserva di conservazione del capitale:
* coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari all'8,12%, vincolante nella misura del 5,62%;
* coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 10,0%, vincolante nella misura del 7,5%;
* coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 12,5%, vincolante nella misura del 10,0%.

Il Gruppo Banca Ifis soddisfa al 30 giugno 2020 i predetti requisiti prudenziali.

*Guidance per il 2020
*Lo scenario macroeconomico è condizionato dall'incertezza sull'evoluzione del Covid-19 e dalla velocità della ripresa delle attività produttive. I risultati economici e finanziari del Gruppo Banca Ifis saranno strettamente legati all'evoluzione del contesto economico.

Se si ipotizza la progressiva stabilizzazione del contesto macroeconomico, il supporto dei Governi e delle Banche centrali all'economia, l'assenza di ulteriori periodi di lockdown, la gestione proattiva dei nuovi casi di Covid-19 e, da settembre, l'operatività a pieno regime dei tribunali, Banca Ifis stima di raggiungere un utile di esercizio 2020 compreso tra 50 e 65 milioni di euro, includendo la contabilizzazione del badwill di Farbanca.

Il margine di intermediazione dovrebbe essere compreso tra 420 e 440 milioni di euro e le rettifiche di valore per il rischio di credito tra 85 e 100 milioni di euro.

*Fatti di rilievo avvenuti nel periodo
*Il Gruppo Banca Ifis, adottando un approccio di trasparenza e tempestività nella comunicazione al mercato, pubblica costantemente informazioni sui fatti di rilievo tramite comunicati stampa. Si rimanda alla sezione "Investor Relations" ed alla sezione "Media" del sito web istituzionale www.bancaifis.it per visualizzare tutti i comunicati stampa.

*Comunicazione in merito alla politica di distribuzione dei dividendi relativi all'esercizio 2019
*Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, lo scorso 1° aprile ha deciso di attenersi responsabilmente alla raccomandazione di Banca d'Italia del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto della pandemia da Covid-19, proponendo il rinvio della distribuzione dei dividendi per l'esercizio 2019, almeno fino al 1° ottobre 2020, e quindi di procedere al detto pagamento dopo tale data ove, prima di allora, non siano state emanate disposizioni normative regolamentari o raccomandazioni delle Autorità di Vigilanza ostative a ciò.

Il Consiglio di Amministrazione, nell'odierna seduta, ha preso atto dell'emanazione del provvedimento di Banca d'Italia del 28 luglio 2020 che raccomanda a tutte le banche di astenersi fino al 1° gennaio 2021 dal pagare dividendi relativi agli esercizi 2019 e 2020, precisando che la limitazione si riferisce ai pagamenti in contanti che hanno l'effetto di ridurre il livello e la qualità del CET1.

*Dichiarazione del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
*Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Mariacristina Taormina, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

(GD - www.ftaonline.com)