La Casa Bianca preme sulla Fed per un intervento di emergenza ma questa volta un taglio dei tassi potrebbe non bastare. Il robusto rimbalzo messo a segno ieri della borsa Usa (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi del 5,09%, seguito dal Nasdaq Composite con un +4,49% a 8952 punti) e' stato il risultato della speranza che la banca centrale americana possa cedere alle pressioni di Trump per stimolare fin da subito l'economia.

Il consigliere economico del presidente Larry Kudlow e il Treasury Secretary Steven Mnuchin pressano per un taglio dei tassi fatto in emergenza, quindi anche prima del prossimo incontro di politica monetaria della Fed in programma il 17 e 18 marzo. La Federal Reserve e' indipendente dal governo ma il suo presidente, Jerome Powell, ha gia' segnalato che la banca sta valutando un taglio dei tassi. Powell ha infatti dichiarato, a conferma che la situazione e' seria, che il coronavirus "poses evolving risks to economic activity", pone rischi all'attivita' economica, e che quindi la Fed "use our tools and act as appropriate to support the economy".

Trump ha tweettato lunedi' che Powell e' gia' stato "slow to act" e che "I don't know what takes them so long", anche perche' secondo il presidente americano l'intervento della Fed, oltre che avere degli effetti concreti, li avrebbe anche a livello psicologico "I think the Fed has a very important role, and especially psychological". Trump e' ovviamente molto preoccupato che ripercussioni durature sull'economia e sulla borsa possano mettere in discussione la sua rielezione a novembre quando si votera' per le presidenziali.

Goldman Sachs ha gia' tagliato le stime per il Pil statunitense del primo trimestre a +0,9% mentre nel secondo la crescita rischia di scendere a zero. Gli analisti di Bank of America hanno tagliato le stime per l'intero anno dello 0,1% all'1,6%. Secondo Moody's Analytics il rischio che gli Usa possano entrare in recessione e' salito al 40%. In generale c'e' la convinzione che una recessione non si potra' evitare in Europa, e questo ovviamente avra' ripercussioni negative anche per gli Usa.