In sofferenza il comparto del credito italiano in tarda mattinata: l'indice Ftse Italia Banche segna un calo dello 0,46% nonostante il settoriale europeo* Euro Stoxx Banks guadagni lo 0,30 per cento. Le vendite colpiscono soprattutto *Bper *(-2,42%), *Ubi Banca *(-1,23%), *Intesa *(-0,71%) e *Unicredit (-0,56%). Sotto la parità anche *Banco BPM *(-0,32%).

Non mancano tuttavia istituti dalle performance positive a Piazza Affari: Mediobanca *recupera lo 0,52%, *Mps *lo 0,53% e *Fineco *lo 0,59% mentre tra i minori spiccano *Creval *(+1,26%) e *Banca Finnat (+1,28%).

Vanno senz'altro ricordati due fattori contingenti: il primo è lo stacco ieri di numerosi dividendi a Piazza Affari, il secondo la forte ciclicità del comparto bancario che spesso rafforza e amplifica i timori dei mercati su un Paese o un'area economica. Le tensioni politiche del Bel Paese, tra crisi di governo e incertezze sui conti pubblici a ridosso delle elezioni europee, potrebbero insomma pesare anche sul credito nostrano.

In merito a Bper *si può ricordare che ieri l'Antitrust italiana ha confermato l'avvio di un'istruttoria sulla concentrazione derivante dall'acquisizione di *Unipol Banca e in particolare sugli effetti sulla concorrenza in alcuni mercati locali della Sardegna.

In un scenario più ampio va inserito il caldo dossier di Commerbank *(-0,42%), la banca tedesca che di recente ha rinunciato a una possibile fusione con la connazionale *Deutsche Bank *(-0,74%) rimanendo però sostanzialmente sul mercato. Ieri il presidente dell'istituto francese *BNP Paribas (+0,19%) Jean Lemierre ha affermato con chiarezza di non essere interessato al dossier tedesco lasciando in pratica tra i nominativi più discussi per una possibile offerta sul gruppo di Francoforte *ING *(+0,30%) e l'italiana *Unicredit *(che di recente ha smentito l'interesse per Commerzbank senza convincere troppo il mercato).