Dopo due anni difficili, i bond convertibili nel 2019 hanno dimostrato di poter fare bene all’interno dei portafogli degli investitori. La categoria Morningstar in cui sono racchiusi i fondi che investono a livello globale sugli strumenti che si trovano in una posizione intermedia fra bond e azioni, l’anno scorso ha guadagnato (in media e in euro) l’11,4%. Un deciso cambio di passo rispetto al -4,3% del 2018 e al -0,35% del 2017. Da inizio anno il progresso è stato dell’1,6%.

Andamento categoria Morningstar Global convertible bond dal 2017

Dati in euro aggiornati al 16 gennaio 2019

Fonte: Morningstar Direct

“Le obbligazioni convertibili sono diventate sempre più popolari”, spiega Ivan Nikolov, Senior portfolio manager convertible bond strategies di NN Investment Partners. “Le loro caratteristiche uniche sono particolarmente rilevanti nell'attuale contesto economico caratterizzato da una crescita positiva e da una maggiore volatilità e incertezza geopolitica. Tuttavia, oltre ad essere utilizzate tatticamente per l'esposizione azionaria con una maggiore difesa contro i ribassi, questi bond possono svolgere un ruolo strategico molto più ampio nei portafogli durante l'intero ciclo economico. Dall'inizio di questo secolo, le obbligazioni convertibili hanno fornito performance tra le più alte in termini di rendimento corretto per il rischio fra le principali asset class. Con una correlazione negativa ai tassi di interesse, una fort legame con le azioni e una volatilità molto ridotta, le convertibili possono agire da potente fattore di diversificazione nei portafogli azionari e del reddito fisso”.