Interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di giugno. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è aumentato del 2,1% su base annuale, in linea con le attese e con il dato preliminare. L'indice armonizzato è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è cresciuto del 2,1% su base annua, confermando i risultati provvisori di fine giugno.

In Francia l'Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull'inflazione, riportando a giugno un incremento dello 0,1% su base mensile, inferiore alle attese e alla rilevazione di maggio pari al +0,4%. Su base annua l'inflazione è cresciuta del 2,3% dal +2,1% della rilevazione precedente, a fronte di un incremento atteso pari al +2,1%. Nel mese di giugno l'indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile dal +0,5% di maggio ed è aumentato del 2,4% su base annuale dal +2,3% di maggio.

Eurostat ha reso noto che nel mese di maggio la produzione industriale della Zona Euro e' cresciuta del 2,4% su base annua (consensus +2,1%). Ad aprile la produzione era cresciuta del'1,7%. Su base mensile la produzione industriale ha registrato una crescita dell'1,3% oltre le attese fissate su un incremento dell' 1,2%. A aprile la produzione industriale era diminuita dello 0,8% (rivisto da -0,9%).

La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le stime sul Pil dell'Italia: per il 2018 vengono limate a 1,3% (da 1,5% previsto a maggio) e nel 2019 a 1,1% (da 1,2% di maggio)."Sebbene l'economia italiana sia cresciuta di 0,3% nel primo trimestre 2018, solo poco meno del trimestre precedente, non è completamente sfuggita alla generale perdita di slancio delle economie avanzate", si legge nelle previsioni estive della Commissione. "L'attuale ripresa dovrebbe indebolirsi ma proseguire al di sopra del potenziale".Quali sono le cause di questo rallentamento? Secondo la Commissione, "i rischi al ribasso sulle prospettive di crescita sono diventati più prominenti di fronte a una riaccesa incertezza di politiche a livello globale e domestico...A livello interno, ogni riemergere di timori o incertezze sulle politiche economiche, e il possibile contagio dei tassi più alti sui costi di finanziamento delle imprese, possono peggiorare le condizioni del credito e zittire la domanda interna".Con riferimento alla Zona Euro, l'espansione del Pil "dovrebbe rimanere forte nel 2018 e nel 2019, con tassi del 2,1% quest'anno e del 2% il prossimo anno sia nell'UE che nella zona euro". Dopo il rallentamento di inizio 2018, è atteso un maggiore slancio "nella seconda metà di quest'anno, in un contesto in cui le condizioni del mercato del lavoro migliorano, l'indebitamento delle famiglie cala, la fiducia dei consumatori resta alta e la politica monetaria continua a sostenere la ripresa".La Commissione parla comunque di una "crescita resiliente in un contesto di maggiore incertezza" determinato in primis dalle "crescenti tensioni commerciali con gli USA".