Interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

L'Istat ha rivisto al ribasso la previsione di crescita del Pil italiano nel 2019 a +0,3% dal +1,3% stimato a novembre. Nell'anno corrente, la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe l'unico contributo positivo alla crescita del Pil (0,3 punti percentuali), mentre l'apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte risulterebbero nulli. E' quanto si legge nella nota pubblicata oggi dall'Istat sulle prospettive dell'economia italiana per l'anno in corso, nella quale l'Istituto di statistica avverte della possibilità di ulteriori rischi al ribasso legati in particolare alle tensioni sul commercio mondiale, agli effetti dell'incompiuto processo di Brexit e al rallentamento congiunturale superiore alle attese registrato in Cina. Nell'anno corrente, la spesa delle famiglie e delle ISP in termini reali è stimata crescere dello 0,5%, in lieve rallentamento rispetto all'anno precedente.Nell'anno in corso, il processo di ricostituzione dello stock di capitale rallenterebbe in misura significativa. La riduzione coinvolgerebbe sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni. Nel complesso, gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere dello 0,3%. La decelerazione dei ritmi produttivi inciderebbe anche sul mercato del lavoro. Nel 2019 si prevede che l'occupazione rimanga sui livelli dell'anno precedente (+0,1%) mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%). Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente sono attese evolvere in linea con il deflatore della spesa delle famiglie residenti (+0,9%).

Nel Regno Unito l'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo ha mostrato, nel mese di aprile, una crescita dello 0,6% su base mensile dopo la crescita dello 0,2% a marzo, risultando inferiore al consensus fissato su un incremento dello 0,7%. Su base annuale l'inflazione è cresciuta del 2,1% superiore alla rilevazione precedente pari all' 1,9% ma inferiore alle attese (+2,2%). L'indice core ha registrato un incremento del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. L'indice dei prezzi al dettaglio (Retail Price Index) ha segnato un incremento del 3% su base annuale risultando superiore alle attese e alla rilevazione precedente, fissate rispettivamene su un indice del 2,8% e del 2,4%. L'ONS ha infine dichiarato che in febbraio i prezzi delle case sono saliti dell'1,4% risultando superiori sia alle attese pari allo 0,9% che alla rilevazione precedente pari a +1,0%.