Diverse le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

Secondo quanto comunicato mercoledì dalla Confederation of British Industry (Cbi, federazione confindustriale di Londra), in agosto le vendite retail hanno continuato a scendere a causa della debolezza della spesa per consumo e della forte concorrenza. L'indice è sceso dello 0,4% su base annua dal -0,1% della rilevazione precedente.

L'Ufficio Federale di Statistica Destatis ha reso noto che i prezzi alle importazioni in Germania nel mese di luglio sono diminuiti dello 0,2% su base mensile dal -1,4% precedente, risultando inferiori alle attese fissate su un decremento mensile pari allo 0,1% e sono scesi del 2,1% su base annuale, dal -2%, attestandosi al di sotto della flessione attesa dell'1,7% su base annua. I prezzi delle esportazioni sono invece cresciuti dello 0,1% su base mensile e sono aumentati del +0,2% rispetto a luglio 2018.

Il clima dei consumatori tedeschi è misto per agosto. Mentre c'è stato un aumento della propensione all'acquisto, le aspettative di reddito sono leggermente diminuite. Al contrario, le prospettive economiche hanno subito un calo significativo. Per settembre GfK prevede che il clima dei consumatori rimarrà invariato rispetto al mese precedente a 9,7 punti. La recessione economica globale, le guerre commerciali e le discussioni in corso sulla Brexit stanno facendo pressioni crescenti sulle prospettive economiche dei consumatori. Ciò ha portato l'indicatore economico di agosto a scendere al livello più basso in oltre sei anni e mezzo.

Secondo quanto riportato dall'Istat, ad agosto 2019 si stima una flessione dell'indice del clima di fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9; anche per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese si registra un calo (da 101,2 a 98,9).La diminuzione dell'indice di fiducia dei consumatori è generalizzata ma presenta intensità diverse tra le sue componenti: la componente economica e quella futura registrano le flessioni più marcate passando, rispettivamente, da 129,6 a 127,8 e da 117,4 a 115,4. Si rileva un calo più contenuto per il clima personale (da 108,0 a 107,0) e per quello corrente (da 111,1 a 110,0). Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i comparti con l'unica eccezione rappresentata dal commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (da 110,0 a 109,9). In particolare, il settore delle costruzioni e quello dei servizi subiscono il calo più marcato (rispettivamente, da 142,8 a 140,4 e da 100,0 a 97,4) mentre il deterioramento è più contenuto nella manifattura (da 100,1 a 99,7). Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell'industria manifatturiera si rileva un peggioramento delle attese di produzione e dei giudizi sulle scorte; invece, i giudizi sugli ordini sono in lieve miglioramento. Nelle costruzioni la dinamica negativa dell'indice è essenzialmente dovuta al marcato peggioramento dei giudizi sugli ordini; le attese sull'occupazione rimangono sostanzialmente stabili.Nel comparto dei servizi si segnala il deterioramento di tutte le variabili che compongono l'indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio il recupero dei giudizi sulle vendite e sulle scorte si unisce ad un deciso calo delle attese sulle vendite future. Si evidenzia che tali dinamiche sono diffuse solo alla grande distribuzione, dove l'indice di fiducia registra un aumento, mentre decisamente peggiore risulta il quadro relativo alla distribuzione tradizionale.