Poche le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di dicembre. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% su base mensile ed è aumentato dell'1,5% su base annuale, risultando pari alle attese e al dato preliminare. A novembre l'indice era cresciuto dell'1,1% a/a ed era diminuito dello 0,8% su base mensile. L'indice armonizzato è cresciuto dell'1,5% su base annua e dello 0,6% mese su mese, allineato ai risultati provvisori. Su base media annua rispetto al 2018 i prezzi al consumo sono aumentati dell'1,4% nel 2019.

La Banca Centrale Europea ha pubblicato le minute relative all'incontro di politica monetaria, il primo presieduto da Christine Lagarde, tenutosi a dicembre scorso a Francoforte.Secondo l'istituto centrale, le recenti rilevazioni e i dati provenienti dal blocco indicano una crescita debole, con segnali di stabilizzazione delle prospettive per il Pil globale.I rischi per il commercio globale sono rimasti al ribasso, alimentati dalle tensioni geopolitiche, tuttavia il sentiment è migliorato visto l'affievolimento delle incertezze commerciali.La debolezza dell'industria manifatturiera potrebbe aver toccato il fondo mentre bisognerà cercare di comprendere al meglio le ragioni della debolezza dell'inflazione.La politica monetaria - si legge nei verbali BCE - resta invariata ma il Consiglio direttivo potrebbe adeguarla per ridurre gli effetti collaterali delle misure straordinarie (come l'impatto dei tassi negativi sulle famiglie) e per garantire il raggiungimento degli obiettivi di inflazione. A tal proposito i governatori hanno ribadito che non aumenteranno i tassi di interesse principali fino a che non si avrà una "convergenza robusta" dell'inflazione verso il target, ovvero vicino ma sotto il 2%, il che potrebbe non avvenire per alcuni anni.