Interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata. Questa sera occhi puntati sul Beige Book americano.

In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di dicembre è cresciuto dello 0,6% rispetto a novembre. Rispetto a dicembre 2019 i prezzi sono diminuiti dell'1,2%, rispetto ai tassi di variazione annui di novembre e ottobre 2020 del -1,7% e del -1,9%.

In Italia l'Istat ha comunicato che a novembre 2020 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell'1,4% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione cresce del 2,1% rispetto al trimestre precedente.L'indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per i beni intermedi (+0,2%); diminuiscono, invece, i beni di consumo (-4,0%), l'energia (-3,6%) e i beni strumentali (-0,6%). Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2020 l'indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 4,2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di novembre 2019). Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti; la riduzione è meno pronunciata per i beni intermedi (-0,2%) e i beni strumentali (-2,8%), mentre risulta più rilevante per i beni di consumo (-9,8%) e l'energia (-5,6%). I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+5,9%), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,9%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,3%). Le flessioni più ampie si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-26,7%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,3%) e nella fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati (-8,2%).

Eurostat ha reso noto che nel mese di novembre la produzione industriale della Zona Euro e' diminuita dello 0,6% su base annua (consensus -3,3% a/a). A ottobre la produzione era diminuita del 3,5% rispetto allo stesso periodo nel 2019 (rivista da -3,8%). Su base mensile la produzione industriale ha registrato un incremento del 2,5% risultando superiore alle attese pari al +0,2% e dal +2,3% della rilevazione precedente (rivista da +2,1%).

La Banca d'Italia rende noto che in novembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 4,6 per cento sui dodici mesi (4,3 in ottobre). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,2 per cento sui dodici mesi (2,1 in ottobre) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell'8,1 per cento (7,4 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti dell'8,7 per cento sui dodici mesi (contro il 10,2 in ottobre); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 9,0 per cento sullo stesso periodo dell'anno precedente (-8,5 in ottobre). Le sofferenze sono diminuite del 12,0 per cento sui dodici mesi (in ottobre la riduzione era stata del 14,1 per cento); la variazione può risentire dell'effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Nelle ultime settimane del 2020, il riacutizzarsi dei contagi ha reso necessarie nuove misure di contenimento che hanno frenato la ripresa economica internazionale. Il lockdown in molti casi è stato parziale, determinando effetti eterogenei tra paesi e settori produttivi. A dirlo è Istat nel report mensile sull'andamento dell'economia italiana riferito agli ultimi due mesi del 2020.In Italia, gli indicatori congiunturali hanno mostrato un'evoluzione in linea con quella dell'area euro. A novembre, la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno se-gnato una flessione.Segnali positivi hanno caratterizzato l'andamento del mercato del lavoro, con una ripresa della tendenza all'aumento dell'occupazione a cui si è accompagnata una decisa riduzione della disoccupazione.A fine anno, si è attenuata la fase deflativa dei prezzi al consumo, come effetto di una minore deflazione per i beni energetici e di una moderata ripresa della core inflation. Le aspettative per i prossimi mesi mantengono un elevato grado di incertezza, ma a dicembre la fiducia di famiglie e imprese ha registrato un miglioramento.

Aste in Europa:
- Questa mattina la Germania ha collocato Bobl 5 anni con scadenza aprile 2026 (ISIN DE0001141836) per 4,066 miliardi di euro (oltre a 0,934 mld riservati a operazioni di mercato secondario) con un rendimento negativo dello 0,70%, in rialzo dal -0,72% dell'asta precedente. Le richieste sono state pari a 1,3 volte il quantitativo offerto.
- Il Portogallo ha collocato 500 milioni di euro in titoli di stato con scadenza 2030 al -0,012% dallo 0,329% precedente. Le richieste sono state pari a 3 volte il quantitativo offerto. Sono poi stati collocati 750 milioni di euro in titoli con scadenza 2035 allo 0,319% e con rapporto di copertura pari a 2,5.

Crescono i depositi overnight presso la Bce. L'ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 541,983 miliardi di euro, dai 537,296 miliardi della lettura precedente. Fermi a zero i prestiti marginali.

Spread BTP/Bund a 114 punti base nel pomeriggio. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta allo 0,64%.

Titoli di Stato tedeschi in crescita. Il Bund future di marzo 2020 sale a 177,04 punti (+0,17%) ed il Bobl future si attesta a 135 punti (+0,10%).

(CC - www.ftaonline.com)