Le tensioni geopolitiche degli ultimi giorni hanno certamente avvantaggiato i governativi europei e di rimando quelli di casa nostra ma non così tanto come sarebbe forse accaduto soltanto qualche tempo fa. Il rendimento del decennale è chiaramente sceso dall’oltre 1,45% di avvio anno all’1,32% di ieri - poi salito in chiusura all’1,36% - ma non si è verificata alta volatilità, al punto tale che di fatto dal 3 gennaio si osserva un trading range compreso proprio fra 1,36% e 1,32%. Oggi mettiamo allora a confronto tre Btp, quelli più caratterizzanti del tratto lungo della curva, per verificarne lo stato di forza. 

Btp 2,8% Mz2067 (Isin IT0005217390): seduta altalenante quella di ieri, al punto tale che nemmeno l’utilizzo di una media mobile a 20 minuti ha consentito una facile interpretazione del suo movimento, passato più volte dal positivo al negativo e viceversa. Ci sono stati tre segnali favorevoli negli ultimi giorni: l’allontanamento dalla media mobile a 200 sedute, pericolosamente accostatasi giovedì 2 gennaio, una compressione di volatilità testimoniata dalle Bande di Bollinger in restringimento e un avvicinamento alla trendline superiore del canale ribassista cominciato a settembre. Si conferma intanto una fase di lateralità compresa fra minimi a 103,4, supporto sotto cui gli short scatterebbero a manetta, e massimi a 109,5. La fascia appare abbastanza ampia e costituirà il riferimento da seguire per varie settimane, salvo che si manifestino inciampi da crisi politica italiana oppure da tensioni mediorientali. Attenzione tuttavia a quella m.m. 200 che rappresenta un’insidia pericolosa.