Spesso in testa alla classifica dei Btp più scambiati, il 2,8% 2028 (Isin IT0005340929), con la perfetta scadenza decennale svolge il ruolo di punto di riferimento dell'umore dei mercati. Di solito movimenta oltre 500 contratti al giorno per controvalori superiori ai 30 milioni di euro, scavalcando così il leader dei mesi scorsi, ovvero il 2,8% 2067 (Isin IT0005217390), sceso prepotentemente da medie di 500 transazioni giornaliere alla metà, con importi globali pure in netta contrazione. La crisi del debito italiano ha quindi spostato la lancetta delle preferenze e ciò è corretto, perché la consuetudine vuole un decennale come motore del mercato.

L’analisi della sua breve vita

Cosa dice il 2028? Che dopo una fase di forte debolezza e un tentativo di rimbalzo, durato solo alcune sedute, è iniziato ora un periodo di incertezza in generale per i Btp. Il minimo sui 92,8 è ormai lontano ma la chiusura di ieri a 95,24 suggerisce indecisione. Il titolo ha infatti trovato un perfetto punto di riferimento – in assenza di medie mobili lunghe, dato il recente esordio sul mercato – nella m.m. a 10 sedute, driver delle fasi rialziste e ribassiste più di quanto non avvenga per altri titoli magari meno scambiati. Il suo superamento al rialzo il 26 ottobre ha progressivamente portato il 2028 a incunearsi fra la più veloce delle serie storiche e quella a 40 sedute. La sempre maggiore compressione tra le due non può che condurre alla rottura o dell’una o dell’altra. In base al movimento di ieri si sta in realtà delineando un ritorno sotto la 10, con incremento di volatilità. Oggi e le prime due giornate della prossima settimana diranno se lo strappo si confermerà. Molti indicatori – per esempio Macd e stocastico – attestano che il recupero si sta esaurendo e altri due sono ancor più negativi.