E’ finito il vento a favore? Le avvisaglie di una consistente correzione erano state anticipate da Trend già all’inizio della settimana scorsa ma il movimento ribassista si è accentuato rispetto alle prime previsioni, giungendo su livelli determinanti. Il quadro è complesso e indica non pochi fattori di ambiguità. 

Future long term – Rotto al ribasso il supporto di 128,2, si è avvicinato a quello successivo di 125,8, sul quale si è collocato proprio venerdì in seduta. Questo livello va quindi monitorato nelle prossime ore, anche perché una netta discesa sotto riporterebbe il derivato ad approssimarsi alla media mobile a 200 sedute, superata al rialzo nel mese di dicembre. Gli indicatori di momentum sono tornati negativi e la stessa media mobile a 200 non è riuscita – pur in presenza del movimento favorevole di gennaio – a girare all’insù, indizio da valutare con attenzione. Solo lo stocastico può far pensare a un recupero, magari di breve periodo.

Future short term – La situazione è addirittura peggiore e lo dimostra il fatto che da ben sette sedute segnala candele rosse, con chiusura venerdì a 110,3. Per vedere una situazione simile si deve tornare a maggio 2018, cioè nel pieno della tempesta ribassista. L’acuirsi delle vendite sul derivato riferito alle scadenze brevi è un segnale di nervosismo, poiché tale Future risulta solitamente più lento nei movimenti. La constatazione di aver invece accelerato in discesa e di averlo fatto più di quanto sia avvenuto per il long term lascia intendere che il sentiment dei mercati sta di nuovo girando verso il basso relativamente ai titoli di Stato italiani.