Così vanno le singole emissioni

Iniziamo dalle corte. In calo il Btp 0,65% novembre 2020 (Isin IT0005142143), tornato sotto quota 100. Venerdì in chiusura ha rotto un supporto. Inoltre la media mobile a 10 sedute sta per incrociarsi al ribasso con quella a 40, il che non si registrava da tempo. Potrebbe trattarsi solo di un’inevitabile correzione dopo quasi quattro mesi di rialzi e il livello da monitorare sta ora nei 99,5. Al di sotto inizierebbe una nuova profonda fase negativa, il che per una scadenza 2020 sarebbe un brutto indizio. 

L’1,85% 2024 (Isin IT0005246340) segnala una sterzata ribassista a 98,5 euro, con sei sedute in rosso sulle ultime sette e in particolare con due nette candele dal segno meno giovedì e venerdì. Il titolo è ormai molto vicino alla media mobile a 200. 

L’assenza di riferimenti grafici lunghi per il 2,8% 2028 (Isin IT0005340929), dato il suo esordio il 31 luglio scorso, obbliga a operare con la media a 100. A 98,8 euro di venerdì l’indicatore statistico intermedio è quasi attiguo, collocandosi a 97,5. Il titolo si è sovrapposto poi venerdì sul supporto di 98,88 venerdì, il che fa sì che il trend delle prossime ore risulterà decisivo.

Segnali avversi anche dal nuovo 3,35% 2035 (Isin IT0005358806): in sedici sedute di presenza sui mercati ne ha registrate ben dodici in rosso, passando da giorni sotto l’unico riferimento di media mobile, quella a 10. Inoltre la discesa sotto 100 è un altro indizio da prendere in considerazione.

Infine un lunghissimo: il Btp 2,8% 2067 (Isin IT0005217390) ha proprie dinamiche inevitabilmente più accentuate: alla quotazione di 81,16 di venerdì non solo è già sotto la 200 ma anche sotto il supporto di 81,59, diventato resistenza. Segnaliamo come il livello di appoggio decisivo di 77,38 (delineatosi con i minimi di ottobre e novembre) sia ora il riferimento grafico da prendere in considerazione.