I corpi delle candele quotidiane dei Btp restano nel complesso corti ma le “shadows” (ombre) sotto gli stessi si allungano spesso, a riprova di un’evidente indecisione del mercato, come confermato ieri dal Future. In una simile situazione non si può ancora parlare di alta volatilità: anzi all’opposto alcuni indicatori la ribadiscono in compressione, il che potrebbe però anticipare qualche improvvisa variazione futura. Prevedere allora degli stop loss, se non automatizzati su precisi livelli quanto meno indicativi su aree di prezzo, diventa fondamentale, anche perché gli importi delle singole operazioni sono spesso aumentati a seguito proprio di fluttuazioni meno rilevanti.

Il Future ribadisce che…

Iniziamo da un’analisi del derivato long term, che ieri ha ulteriormente riaffermato quanto appena detto: la cosiddetta ombra inferiore si è dimostrata accentuata, come già nell’ultima settimana di dicembre, reagendo tuttavia al tentativo di appoggio sul primo consistente supporto, posizionato a 141,33, circa 100 pb sotto il dato della chiusura di ieri. Niente di preoccupante ma inevitabile la dimostrazione di valutare una strategia di difesa, che scatterebbe nell’area compresa fra e 141 e 140.

Sui singoli titoli così

La prima verifica in relazione alle specifiche emissioni riguarda l’esordiente Btp Tf 2,45% St50 (Isin IT0005398406), che ha dimostrato forte volatilità intraday nelle tre sedute iniziali di presenza sul Mot. Di vere e proprie indicazioni tecniche ne ha date poche, poiché i movimenti sono stati rapidi e non sempre facili da identificare. Un primo livello comunque da seguire è quello di 99,7 euro, sul quale si sono registrati in successione un minore e poi un maggiore recupero proprio ieri. Occorrono però ulteriori conferme, che saranno possibili dopo almeno due settimane di contrattazioni.