Giornate cruciali ma nemmeno troppo per i nostri titoli di Stato, in attesa dei risultati delle elezioni europee del 26 maggio. Nelle ultime ore si sono diffuse notizie contraddittorie sugli esiti delle urne e sulle conseguenze per i Btp. Vediamo innanzi tutto cosa stanno scontando i mercati, almeno in base alla chiusura di venerdì, per poi passare agli aspetti operativi.

Tensioni? Non più di tanto

Nei giorni scorsi veniva data per probabile una scivolata del Future long term sotto quota 129. Invece non solo è tornato verso i 130 ma si è addirittura incuneato fra la media mobile a 10 sedute, caratterizzata da un movimento in discesa dal 10 maggio, e quella a 40 sedute, leggermente inclinata all’insù. Il segnale è di una relativa forza, confermata dal Super Trend sempre positivo e da un posizionamento vicino alla mediana delle Bande di Bollinger. Un po’ più di preoccupazioni lo manifesta l’altro Future, quello riferito alle scadenze corte dei Btp, che ha registrato un movimento ribassista il 15 e 16 maggio, per riprendere quota nella seduta di venerdì. Bene poi le singole emissioni extralunghe. Per esempio la 2,8% 2067 (Isin IT0005217390) è risalita verso la resistenza di 86,2 euro, sebbene in questo caso il Super Trend rimanga negativo da parecchio tempo. Infine il rendimento del decennale si mantiene elevato ma sotto l’asticella del 2,7%.

Le ipotesi in gioco

L’esperienza appura che le elezioni non costituiscono un fattore di destabilizzazione (tanto più quelle europee) e che comunque se impatto ci fosse si manifesterebbe solo in presenza di notizie certe e non di previsioni incerte e di sondaggi alquanto confusi. I mercati in questa fase non guardano al Parlamento di Bruxelles ma alle reazioni interne, che non sembrano però preoccupare eccessivamente gli investitori. Se la maggioranza giallo-verde uscisse vincente dalle urne le tensioni si sposterebbero all’autunno, quando si discuterà di manovra 2020. Le tempistiche sono precise: entro il 27 settembre presentazione della Nota di aggiornamento sul Def ed entro il 20 ottobre annuncio del vero e proprio disegno di bilancio. La seconda ipotesi è che il Governo in carica esca perdente dalle elezioni, portando a una possibile crisi dalle imprevedibili evoluzioni. La terza supposizione, che qualcuno dà per certa, è che alle votazioni europee seguano delle nuove elezioni nazionali in presenza di un fronte politico in totale riorganizzazione. Delle tre eventualità i Btp temono di più la prima, ovvero una manovra 2020 particolarmente pesante in termini di disavanzo pubblico. La seconda e la terza infatti sono per ora solo congetture.