Il rendimento del decennale italiano ha preso ieri brutte botte in una seduta caratterizzata da troppe notizie negative all’unisono. E’ tornato infatti oltre il 2,65%, salendo in chiusura al 2,67%, lontano dal livello di guardia del 2,5%. A determinare il quasi ko sono stati vari avvenimenti. Più precisamente: le tensioni politiche, i timori che la Tltro possa essere annacquata dalla stessa Bce, le critiche di Moody’s a Quota 100 relativamente al sistema pensionistico ma soprattutto l’attesa per il verdetto venerdì 26 aprile di S&P riguardo al rating italiano. Dopo il taglio dell’outlook a negativo nello scorso mese di ottobre c’è chi teme che questa volta sia la valutazione BBB a subire un’amputazione, che porterebbe il nostro governativo a un solo gradino sopra il “non investment grade”. Inevitabile allora la domanda se non sia tornato il momento di andare short su Btp e compagni. In effetti i tassi fissi lunghi hanno perso non poco ieri, confermando una fase di debolezza avviatasi da alcune sedute. Per esempio il 2,8% 2028 (Isin IT0005340929) nelle ultime sei giornate ha messo a segno ben cinque candele rosse, imitato da molte altre scadenze.

Future sempre lento

La tipica maggiore flemma del derivato “long term” ha contribuito a non evidenziare ancora segni di inversione ribassista su questo fronte. E’ vero che ha rotto al ribasso il supporto dei 130, contro cui si era scontrato nella sua funzione opposta di resistenza durante tutto il mese di marzo. Il movimento di ieri non è però apparso così risolutivo come invece hanno indicato il rialzo di rendimento del decennale e il calo delle quotazioni di molti Btp. Perché realmente il Future diventi ribassista occorrerà altro: in particolare una discesa sotto quota 126 e soprattutto un rientro sotto la media mobile a 200 sedute, ancora piuttosto lontana. Situazione più o meno identica per il derivato riferito alle vite residue corte (short term), solitamente anticipatore di eventuali pesanti fasi correttive. Da questi due fronti non arrivano quindi indizi preoccupanti, come si avvertono invece nel sentiment generale dei mercati.