Un mercato diviso in due: da una parte avverso al rischio e dall’altra attento a nuove occasioni che le tensioni in atto possano determinare. In un quadro così contraddittorio e caratterizzato da scambi nervosi, salvo per alcuni titoli, facciamo il punto su chi sta perdendo e chi guadagnando in presenza di notizie su tagli delle stime per la crescita economica in Eurozona e soprattutto in Italia, oltre che delle nuove dichiarazioni di Trump relativamente alla guerra dei dazi, parole che qualcuno vede come modo indiretto per portare nervosismo e indurre la Fed a fare passi indietro di politica monetaria. Una situazione complessa, da cui l’obbligazionario in genere si è avvantaggiato, sebbene a macchia di leopardo. Iniziamo a capire chi mostra maggiori tensioni.

Scendono sempre gli stessi

Al vertice della classifica si collocano senz’altro gli high yield Usa, reduci però da una fase accumulativa da inizio anno quasi straordinaria. In media la categoria ha perso nelle ultime ore dagli 8 ai 10 punti base rispetto agli Us Treasuries di riferimento. E’ poca cosa in un’ottica di medio periodo ma è il primo segnale di debolezza da alcuni mesi. Fiacchi anche i Btp, con il rendimento del decennale in rialzo al 2,63%. Si è ancora lontani dai livelli di crisi dell’autunno ma attenzione al trend rialzista partito a marzo e inconfutabilmente confermato da minimi e massimi crescenti dello yield. Un punto di rottura? Nell’area dei 2,78%, oltre cui il “sell” scatterebbe in maniera pesante. In rosso anche i Turchia in dollari, contraltare delle difficoltà della lira, tornata in zona 6,9 contro euro, il che potrebbe far rivedere la rottura dei 7, questa volta però in un ambito di debolezza crescente e quindi più strutturale rispetto alle velocissime inversioni dell’estate 2018. Infine si vede titubanza sui titoli di Stato asiatici espressi in valute locali, non quotati in Italia, e riferiti a emittenti partner commerciali della Cina, quindi più esposti agli scontri con gli Usa. In un simile contesto di obbligazionario con il segno rosso lo scenario più problematico si riferisce certamente al debito italiano, che dovrà affrontare nelle prossime settimane le elezioni europee e nei prossimi mesi la manovra finanziaria 2020.