Se perfino il Btp decennale scende al rendimento dell’1,5% e magari va sotto, come si è visto ieri, vuol dire che i margini di investimento in euro si riducono sempre più al lumicino. Bisogna trovare allora delle alternative e una – più che interessante – è rappresentata dal peso messicano. E’ certamente una valuta pur sempre emergente e quindi caratterizzata da oscillazioni ma inserita in un canale di rafforzamento sull’euro confermato da:

  • progressivi massimi discendenti, il che convalida abbastanza bene il trend in atto;
  • medie mobili e indicatori tecnici su periodicità daily e weekly pesantemente esposti al “buy”, mentre il monthly lo è ancora in parte;
  • media mobile a 200 rotta da tempo al rialzo sull’euro.

La protezione è d’obbligo

Tutti questi fattori positivi non impediscono che un po’ di cautela vada sempre adottata, poiché si tratta di una divisa ad alta volatilità. Come farlo? Con un conto nella specifica moneta (vari intermediari lo rendono disponibile) e comunque con acquisti effettuati su differenti valori di cross Eur/Mxn per mediare in presenza di eventuali nuove debolezze. Al livello di cambio in corso di 21,33 corrisponde un sempre maggiore avvicinamento alla resistenza per la valuta messicana di 21,11, già testata fra aprile e maggio. Un suo netto superamento potrebbe riportare l’Mxn verso quota 20, che non vede dal 2017.

Il 7% è d’obbligo

Cosa rende attualmente appetibile l’obbligazionario nella divisa centro americana? Il rendimento medio, che si attesta sul 7% con obbligazioni di emittenti sovranazionali a rating AAA. Inoltre si può facilmente puntare su molte scadenze. Per esempio: