Se ci fosse bisogno di una conferma dell’attuale parossistica e pericolosa situazione in cui si trova il settore obbligazionario sarebbe facile fornirla: il decennale greco (rating B+ per S&P ma CC per la cinese Dagong) rende esattamente tanto quanto il decennale Treasury Usa (rating AA+), ovvero il 2,07%. Certamente le valute e le politiche monetarie di riferimento sono ben diverse ma il risultato finale appare assurdo. Molti operatori finanziari cominciano così a guardare con preoccupazione a una forzatura evidente e lasciano intendere che ci sono ben altri interessi a tirare le fila della svolta troppo concertata delle Banche centrali. Vale la pena fare allora il punto su scelte operative e convinzioni ascoltate qua e là.

100 punti base in meno?

Cominciamo dalle opzioni della Fed. La notizia del +2,1% del Pil Usa nel secondo trimestre del 2019 è stata una sorpresa positiva. Inciderà sulle decisioni di Powell e compagni? Solo in parte, perché ormai un taglio di 25 pb nel vertice del 30/31 luglio è scontato ma allo stesso tempo si sta sciogliendo l’ipotesi di un intervento più pesante. I dati di Cme Group, relativi all’andamento dei Fed Fund Future, indicano che il mercato punta su tre decurtazioni entro fine anno e più in generale ipotizzano un’operazione complessiva di 100 pb. Ciò vorrebbe dire che il tasso Usa scenderebbe all’1,5%, con possibilità di rendimenti per il decennale attestati non troppo sotto il livello attuale. 

Riserve di caccia

In questo contesto le nuove aree di ricerca di yield si indirizzano verso l’est Europa, il Messico e il Brasile. Possono valere anche per l’investitore di casa nostra? Ecco alcune “zone protette” - relativamente ai titoli quotati pure in Italia – cui stanno guardando gli istituzionali. Il governativo della Repubblica Serba 4,875% scadenza febbraio 2020 in Usd (Isin XS0893103852 - taglio 200.000) rende attualmente circa il 2,7%, mentre il Croazia 6% 2024 in Usd (Isin XS0997000251 – di nuovo taglio 200.000) è poco sotto il 2,6%. I Romania sono diventati tanto popolari quanto le emissioni della vecchia Europa. Per salire al 4,5% di rendimento occorre però puntare lungo e più in particolare sul 5,125% 2048 in Usd (Isin XS1837994794 – taglio 2.000), mentre in euro Bucarest garantisce un 3,3% con il 4,625% 2049 (Isin XS1968706876 – taglio 1.000). La Russia – se si vuole un lotto minimo da “retail” – costringe a sopportare la quotazione quasi record di 165 Usd per il 12,75% 2028 (Isin XS0088543193 – taglio 10.000), attestato sul rendimento 3,9-4%.