La Lagarde – futura presidente della Bce – comincia a parlare (vedrete quanta volatilità a causa delle sue dichiarazioni “off the records” nei prossimi anni!) e anticipa alcune possibili decisioni da parte di Eurotower. Una è di forte rilievo. La Banca centrale europea potrebbe eliminare i “carbon asset” dai suoi investimenti e favorire le obbligazioni verdi. C’è chi ipotizza addirittura che un eventuale futuro Quantitative Easing 3 si baserebbe solo su emissioni “green”, con un notevole effetto accelerativo per la relativa domanda. Ciò trasformerebbe il mercato ridando fiato a un settore dalle enormi potenzialità ma dalla scarsa liquidità. Il problema infatti sta nel fatto che l’offerta continua a crescere, sebbene vada quasi soltanto nei portafogli degli istituzionali specializzati in prodotti Esg, cioè ecosostenibili, solitamente a bassa rotazione dei sottostanti. Ecco perché si stanno aprendo notevoli potenzialità per gli investitori soprattutto cassettisti, che devono però essere lesti nell’acquistarli in fase di emissione primaria.

Le preferibili sul Mot

Borsa Italiana è stata veloce nell’adeguarsi a questa richiesta ma le obbligazioni verdi (nonché quelle cosiddette “social”) scambiano scarsamente. Ciò non esclude che siano emissioni interessanti, poiché strutturalmente meno volatili rispetto ai bond tradizionali per esempio nel caso di quelle in valute emergenti. In effetti la diversificazione è rilevante e anche questo è un punto forte da segnalare. Ne abbiamo esaminate quattro, che per diversi motivi meritano attenzione.