Cresce l’incertezza e tornano ad ampliarsi gli spread denaro/lettera, fenomeno che colpisce perfino le obbligazioni più scambiate. Un esempio fra i tanti: la Goldman Sachs step-up 31mg24 in Usd (Isin XS1610693290) ha guidato ieri la classifica delle emissioni bancarie su Tlx con volumi rilevanti ma con differenziale denaro/lettera di oltre 60 pb. Sui corporate – salvo pochi titoli maggiormente trattati – gli oltre 100 pb sono di nuovo una realtà diffusa. Tante le cause: è iniziata la stagione delle vacanze; c’è perplessità sulle decisioni future di politica monetaria; i rendimenti sono scesi a livelli impensabili solo qualche mese fa. In questo contesto il mercato evidenzia strategie improntate nell’andare o molto corto – alla ricerca di stabilità – o molto lungo – puntando ai rendimenti – e si colloca soprattutto su bond ad alta liquidità. 

Cosa piace di più

In evidenza così non solo i Cdp, con l’inedito 2026 che si conferma primo sul Mot, extra titoli di Stato, sebbene ai volumi non sia corrisposto un movimento significativo in termini di quotazioni, ma anche i Bei e vari bancari corti. Analizziamone alcune storie per fornire indicazioni operative a chi in questa fase non sappia come muoversi.

  • Il Bei a 40 giorni – Scadrà il 19 agosto il titolo preferito su Borsa Italiano nell’ambito di quelli in dollari. Il Bei 1,125% (Isin US298785HE99) conferma la situazione di esitazione vissuta dal mercato. Ai 99,84 Usd della chiusura di ieri corrisponde un rendimento su base annua del 2,54% in presenza di uno spread contenutissimo. In realtà è più verosimile un acquisto sui 99, cui equivale uno yield del 2% lordo, sempre logicamente su base annua.