Da sei mesi ormai il movimento è risultato incontrovertibilmente rialzista e da due sedute il bond Tesla 5,3% 15ag25 in Usd (Isin USU8810LAA18 – taglio 2.000) ha finalmente raggiungo livello 100, superandolo anche, sebbene di poco, dopo la chiusura ieri a 100,22 $. Inoltre il “book” si è confermato molto attivo con spread contenuti sui 20/30 pb. Cosa è successo per invertire la negatività degli ultimi due anni? Il netto progresso è dipeso da un parallelo andamento iper rialzista dell’azione, a seguito soprattutto di due eventi:

  1. l’inaugurazione dello stabilimento in Cina;
  2. il forte miglioramento delle consegne nel 2019, superiore alle precedenti stime.

La capitalizzazione in Borsa di quasi 88 miliardi di $ ha inoltre fatto sì che un altro record sia stato battuto, quello dell’azienda automobilistica Usa con il maggiore valore complessivo di mercato. Resta il problema della profittabilità, con margini operativi ancora modesti e previsioni di solo un 3,6% nel 2020 e di un 6% nel 2021.

Sarà la Cina a tirare

Ora ci si domanda se il bond abbia ulteriori margini di progresso. La correlazione con l’andamento della produzione e con i fatturati è stata certamente molto forte dall’esordio nel 2017 fino a oggi. Occorre quindi scrutare l’orizzonte della società per valutare le prospettive future. L’operazione Gigafactory a Shanghai potrebbe essere il fattore di svolta di una rivoluzione produttiva costituita da tre fattori:

  1. in questo modo si evitano i rischi di dazi eventualmente posti da Pechino sull’import di auto statunitensi;